1 vs 1 – Inzaghi e Oddo: un passato condiviso, un futuro in ascesa

1 vs 1 – Inzaghi e Oddo: un passato condiviso, un futuro in ascesa

Ecco la nostra rubrica che descrive le partite della Lazio attraverso i duelli sul rettangolo di gioco.

di redazionecittaceleste

 

di Lorenzo Ottaviani

 

ROMA – Una partita di calcio è una storia. Un racconto costituito da colpi di scena, epiloghi a volte inspiegabili e situazioni complesse, analizzabili da vari punti di vista che spesso non mettono d’accordo tutti. Ma soprattutto, è composta da personaggi: i protagonisti che attraverso le loro azioni – positive o negative che siano – danno forma alla storia, la rendono interessante e a volte addirittura epica. Quest’oggi la sfida non si svolge propriamente sul terreno di gioco, ma nel luogo più statico del campo: la panchina. In serata si affronteranno due amici, due ex-compagni di squadra, due individui che hanno legato il loro nome a quello della Lazio. Giovani tecnici in rampa di lancio, pronti a confermare la grande tradizione degli allenatori italiani: Simone Inzaghi e Massimo Oddo.

 

AFFINITA’

Inzaghi, allenatore della Lazio

Innanzitutto partiamo dall’età. Entrambi i tecnici sono nati nel 1976 a circa due mesi di distanza: 42 anni già compiuti per il mister piacentino, ancora 41 per quello dell’Udinese. In comune hanno poi, ovviamente, un passato da calciatori tra le fila della Lazio. All’ombra del Colosseo Inzaghi ha messo insieme 133 presenze dal 1999 al 2010, condite da 28 reti. Un’esperienza sinusoidale quella di Inzaghino alla Lazio, con un’inizio sfolgorante nell’anno dello Scudetto, una flessione dovuta agli infortuni negli anni successivi e un nuovo idillio adesso nel ruolo di allenatore. Chi invece ha avuto una crescita vertiginosa con i colori del cielo è stato proprio Oddo, arrivato dal Verona come gregario e divenuto capitano della squadra dopo quattro stagioni con 135 presenze e ben 17 gol, non pochi per un terzino. Da calciatori ad allenatori il passo è breve? Non proprio, ma i due ‘giovanotti’ sembrano essersi reinventati nel modo giusto.

 

DIFFERENZE

Oddo si congratula con Simone Inzaghi

Ciò che non li accomuna di sicuro è il momento vissuto dalle rispettive squadre. Mentre la Lazio viene da un’importante vittoria nei quarti di Europa League, i bianconeri vivono in campionato la peggiore striscia di risultati degli ultimi cinquant’anni: ben sette sconfitte consecutive. La speranza dell’allenatore pescarese è quella di interromperla mietendo una vittima illustre, la truppa biancoceleste che Inzaghi sta guidando in maniera esemplare. Due condottieri giovani, sfrontati e preparati, che si daranno battaglia a suon di mosse e contromosse, come negli scacchi. Vero che l’ex-centravanti ha potuto allenare giocatori di livello superiore rispetto all’avversario di stasera, ma l’impressione è che sia più avanti di Oddo nel processo di maturazione. Per alcuni Simoncino è un predestinato, nulla di meno, e le voci che lo vedrebbero come prossimo allenatore della Juventus e addirittura prossimo ct azzurro non fanno che confermarlo. Attenzione però, perché l’ex capitano biancoceleste, combattivo e orgoglioso di natura, non ha alcuna intenzione di cedere il passo all’amico. Che sia sana e onesta competizione allora, ma soprattutto che sia partita vera, a partire dai due che siedono in panca.

 

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