9Gennaio – Corropoli quartiere Romano..

9Gennaio – Corropoli quartiere Romano..

ROMA – Se la Capitale Italiana è conosciuta in ambito Europeo, calcisticamente parlando, il merito è esclusivamente da attribuire a chi, a Roma, il pallone lo ha portato prima di tutti e non c’è bisogno di fare nomi, poichè quelli sono già scritti nella Storia dell’Urbe Eterna. A volte però,…

ROMA – Se la Capitale Italiana è conosciuta in ambito Europeo, calcisticamente parlando, il merito è esclusivamente da attribuire a chi, a Roma, il pallone lo ha portato prima di tutti e non c’è bisogno di fare nomi, poichè quelli sono già scritti nella Storia dell’Urbe Eterna. A volte però, il Laziale sente il giustificato bisogno di dover rimarcare con forza le proprie radici, troppo spesso usurpate da chi da anni vuole farci credere che ‘Corropoli’ sia il nome di un quartiere Romano, anzichè di una ridente cittadina Abruzzese in Provincia di Teramo, di 4.767 abitanti, dove ebbe i natali il politico e dirigente sportivo italiano, Italo Foschi, che dopo aver fondato il giallorosso Giulianova (nel 1924) decise di mettere in piedi, dopo una serie di fusioni (di cui doveva far parte anche la Lazio), che manco Dragon Ball,  l’A.S. Roma. Il Generale sempresiaricordatoeringraziato Giorgio Vaccaro, si oppose fermamente a tale proposta: “Fonderci con altre societa’ in una nuova squadra? Sì, a patto che si chiami LAZIO e porti i colori BIANCOCELESTI”. Non se ne fece nulla, per fortuna. A dire la verità, mi viene un po’ da ridere, quando si sente dire che ‘Il Laziale è scozzese in terra Inglese’. Si, il senso della frase, il significato, calza a pennello al modo in cui vive il tifoso Biancoceleste la sua città, ma sarebbe forse il caso di rivedere questo concetto, anche se probabilmente oramai risulterà praticamente impossibile.Perchè il Laziale nasce a Roma. Conosce i nomi dei suoi fondatori, data di nascita, luogo, ideali, colori e non festeggia il compleanno della sua squadra con cadenza simile a quella pasquale: ogni anno ‘ngiorno diverso, nell”imbarazzo generale. Chi si considera Romano, senza nulla togliere ai migliaia di tifosi ‘fuori le mura’, deve come minimo essere Laziale, questa è la base da cui partire. Quando un Laziale parla ‘ai nipoti’ (27 anni di differenza con un cugino, me parono troppi) di questo genere di cose, delle fondamenta su cui si basa il proprio credo calcistico, loro la buttano in caciara. Se alle 9 Coppe Italia, (quelle che quando le vincono gli altri sono porta ombrelli) il Laziale risponde con 2 titoli Europei, ridendo sulla Coppa delle Fiere del bestiame ti parleranno dello scudetto in più.. C’è da chiedergli come hanno vinto il primo. Più Derby? In bacheca mettetece quelli..e poi.. i 27 anni in cui io ho giocato con la Fortitudo e compagnia, rifilandogli pizze a destra e sinistra? Che famo? So’ ‘pezzi’ tua, contamo pure quelli no? Il nome Roma? Beh, se una prugna la chiami pesca, quella, per essere delicati, sempre al bagno ti manda.. Europa? Tirano sempre fuori Lens-Lazio.. Fenervacos-Roma 8-0 (1934), vi dice qualcosa? Il Laziale non dovrebbe mai dover ‘dimostrare’, ostentare, la propria essenza, la propria Romanità. Chi la ignora è un ignorante e come tale si qualifica. Il Laziale è, gli altri appaiono e per Roma dovrebbero girare con la guida turistica, che magari potrebbe mostrare loro Piazza della Libertà, o Piazza d’Armi, dove Sante Ancherani, primo centr’attacco della S.S. Lazio, rifilò 3 pappine alla Virtus, nel primo derby di Roma. A proposito, questa mattina è uscito sul canale youtube della S.S. Lazio il Backstage degli scatti fotografici effettuati al Colosseo qualche giorno fa da quella che fino a prova contraria (possiamo aspettare anche altri 112 anni) è la prima squadra di Roma. Da vedere.

 

Roberto Maccarone – Cittaceleste.it

 

 

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