L’editoriale di Gabriele La Porta

L’editoriale di Gabriele La Porta

Peccato, peccato, peccato. Perchè questa volta, francamente, ci avevo creduto. Dopo tre vittorie consecutive Petkovic sembrava, e forse lo è ancora, un allenatore moderno e capace di adattarsi a più situazioni. Ma la campagna del tutto deificitaria, in relazione agli acquisti, ha disegnato una situazione molto forzosa, perchè la Lazio…

Peccato, peccato, peccato. Perchè questa volta, francamente, ci avevo creduto. Dopo tre vittorie consecutive Petkovic sembrava, e forse lo è ancora, un allenatore moderno e capace di adattarsi a più situazioni. Ma la campagna del tutto deificitaria, in relazione agli acquisti, ha disegnato una situazione molto forzosa, perchè la Lazio ha in realtà 13-14 titolari, di cui molti avanti con l’età, ma per il resto dietro non c’è nulla.

Pertanto una volta che hai affrontato tre squadre abbastanza deboli, hai vinto. Appena però,  è venuta fuori una formazione leggermente più forte come il Genoa, hai perso.  Tra l’altro, con un’assennata politica di cambi, non si sarebbe materializzata questa sconfitta per 1-0, anche perchè rossoblu onestamente non meritavano la vittoria.

E allora, adesso bisogna cercare in qualche modo di riparare i danni. Anche se, sono convinto, che per tornare ad essere veramente competitivi, occorre ben altro che qualche pagliativo. Occorre ben altro che una campagna acquisti praticamente ferma ad un illustre, o quasi, sconosciuto stopper francese, in cui effetti deletari nella difesa si sono ben visti ieri con il Napoli.

Insomma, sono piuttosto perplesso e lo ero anche prima. Poi mi ero ricreduto, pensando: “Vedi Gabriele, tu non ci capisci molto, sei proprio un tifoso. In fondo questa squadra sta giocando bene”. Invece la partita catastrofica del San paolo, una di quelle senza resa, che non vedevo più da anni ed anni, mi fanno essere oltremodo dubbioso per il futuro a venire.

Gabriele La Porta

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