Adesivi antisemiti, Diabolik: “Sono cose che riguardano il tifo. Quando noi veniamo insultati nessun clamore mediatico”

Adesivi antisemiti, Diabolik: “Sono cose che riguardano il tifo. Quando noi veniamo insultati nessun clamore mediatico”

Ecco le sue dichiarazioni

ROMA- Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, leader degli Irriducibili, è tornato a parlare ai microfoni de La Repubblica degli adesivi antisemiti trovati in Curva Sud dopo Lazio-Cagliari: “Sono cose che non riguardano né lo sport né il calcio, ma solo il tifo. Chi non è o non è stato tifoso non può capirle. È consuetudine da sempre che quando si è obbligati ad andare nella curva della squadra rivale, si lasci il proprio marchio: tanti anni fa si usava il pennarello, poi la bomboletta spray, ora gli adesivi. L’idea era lasciare immagini di sfottò sul 26 maggio 2013, qualcuno invece, non sappiamo chi, ha fatto questa cazzata. Sono arrabbiato, c’era una situazione positiva, a Nizza il delegato Uefa ci ha fatto i complimenti per il comportamento, senza ululati e niente, e ora invece è successa questa cosa, anche se il rilievo mediatico è assurdo, gli scandali veri sono altri. Se riusciremo a capire chi è stato, i panni sporchi li laveremo in famiglia. E ci impegneremo affinché cose del genere non si ripetano, daremo ordini precisi. Però devo pensare che esista una differenza tra ebrei romanisti ed ebrei laziali, visto che non si è mai parlato dell’adesivo di Anna Frank con la maglia della Lazio, né di altre immagini offensive nei confronti di Paparelli che sono state messe in Curva Nord. Posso anche sospettare che ci sia una manovra contro la Lazio, considerando che tutto il polverone è nato tutto da un esponente della comunità ebraica super tifoso della Roma, proprio in un momento così positivo per la nostra squadra e l’ambiente. Di sicuro è difficile controllare qualcuno che entra con delle figurine in tasca. Io ho amici ebrei, tifosi laziali, che su queste cose ci scherzano perché sanno che sono cose che riguardano il tifo. Poi è chiaro che gli Irriducibili sono di destra, abbiamo le nostre idee, ma non è una questione di razza: io sono nazionalista e campanilista, penso che lo Stato si debba occupare prima degli italiani, e poi aiutare le nazioni in difficoltà”.

Cittaceleste.it

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