Crespo: “Io all’Inter senza preavviso, Vieri mi accolse come un fratello”

Crespo: “Io all’Inter senza preavviso, Vieri mi accolse come un fratello”

L’ex attaccante biancoceleste ha raccontato alcuni retrocescena interessanti sul suo trasferimento all’Inter

ROMA – Hernan Crespo, ai microfoni di Premium Sport, ha parlato del suo passato e del passaggio dalla Lazio all’Inter: “Fu una cosa strana. Ero ancora in biancoceleste e la sera dovevamo giocare contro la Juve in campionato: la mattina Nesta mi disse che l’avevano venduto al Milan e il pomeriggio il mio procuratore mi chiamò improvvisamente dicendomi che mi avevano venduto all’Inter. Nesta stava malissimo e il giorno dopo era in programma un’amichevole proprio tra Milan e Inter. Noi, spaesati, andammo a San Siro insieme e poi ognuno si diresse sotto la propria curva: in quel momento il mondo del calcio capì le difficoltà economiche della Lazio. All’Inter arrivai da capocannoniere e lì mi aspettavo da Vieri una certa diffidenza, essendo lui il centravanti principe della squadra. Invece mi aprì le porte come un fratello, era contento perché la squadra si era rinforzata”.

Poi, sugli altri suoi trasferimenti:  “Mi ero stancato di arrivare sempre secondo, al Parma, alla Lazio e poi al Milan. Sono andato al Chelsea un po’ per dimenticare la batosta col Milan e un po’ in preparazione al mondiale del 2006. E andò bene: abbiamo vinto la Premier, la Community Shield. Poi il ritorno all’Inter dove ho vissuto un’avventura vincente: è stato stupendo vincere quegli scudetti”.

Cresp-inter

Ancora, un aneddoto sulla sua esperienza in biancoceleste: “Stavo con Veron in hotel e non uscivamo mai dopo gli allenamenti. Una volta gli dissi di portarmi a fare un giro per vedere la città: io sono uscito vestito da turista, lui si coprì per non farsi riconoscere. Più camminavamo più avevamo gente dietro di noi, una folla. A un certo punto ci siamo dovuti rintanare dentro un negozio e hanno chiamato i carabinieri per riportarci indietro. Da quella volta, a Roma, sono sempre andato in giro di sera e in macchina”.

Infine, sulla sua Lazio:  “Appena sono arrivato abbiamo vinto la Supercoppa contro l’Inter ma poi mi infortunai. Poi la squadra era un po’ appagata per lo Scudetto vinto l’anno prima e abbiamo regalato i primi mesi. Eriksson andò via, arrivò Zoff che propose il 4-4-2 con me e Salas in avanti e lì iniziai a fare gol a raffica, diventando capocannoniere. Purtroppo lo Scudetto svanì a tre giornate dalla fine con il pareggio contro l’Inter per 1-1″. Lazio e Inter si affronteranno domenica sera, e tra i nerazzurri mancherà una pedina fondamentale: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

 

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