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ESCLUSIVA – Luca Toni: “Quarto posto? Milan favorito. Icardi? Parlano un po’ troppo tutti e a ‘vanvera’”

ESCLUSIVA – Luca Toni: “Quarto posto? Milan favorito. Icardi? Parlano un po’ troppo tutti e a ‘vanvera’”

L’ex centravanti e campione del Mondo Luca Toni è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it.

di redazionecittaceleste

Di RAMONA MARCONI

ROMA – L’ex centravanti e campione del Mondo Luca Toni è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it.

eccezzzionale Con l’ex Genoa, ma anche Roma e Bayern, abbiamo analizzato la sconfitta di ieri dei biancocelesti e snocciolato tanti altri argomenti. Da Piatek, passando per la spinosa vicenda Icardi, fino ad arrivare ai prossimi impegni europei di Lazio e Juve.

Lazio-Genoa: che partita hai visto?

E’ stata una sfida molto strana dove la Lazio era partita molto bene nonostante avesse diversi giocatori infortunati. Poi, meriti al Genoa per aver trovato subito il pareggio. Quel gol nel finale credo che non se lo aspettasse nessuno. E’ stato bravo Criscito a inventare quel super gol.

Corsa al quarto posto: vedi una squadra favorita?

Almeno sulla carta. credo che il Milan sia più forte delle altre. Ma è presto: c’è l’Atalanta, c’è la Lazio. Bisognerà vedere quando recuperano i giocatori, se tutti reggono un buon ritmo. Per gli obiettivi importanti, soprattutto nel finale, non puoi fare a meno dei giocatori più forti della propria quadra. Il discorso è ancora tutto molto aperto.

Mercoledì la Lazio dovrà tentare l’impresa contro il Siviglia… 

Per la Lazio sarà molto dura. In 90 minuti può succedere di tutto, ma è chiaro che dovrà andare a Siviglia con un altro spirito. L’avversario è molto forte e ha esperienza in questa competizione. L’ha anche vinta. La Lazio, però, ha la potenzialità per poterci provare e dovrà sperare in qualche episodio per poterla riaprire.

Piatek si sta mettendo particolarmente in luce e si sta rivelando l’arma in più di questo Milan: un tuo commento sul calciatore…

E’ un giocatore che ha fatto molto bene al Genoa e non ha avuto problemi a dimostrare il suo valore anche in una società importante come lo è il Milan. Una cosa è giocare al Genoa, una cosa al Milan e quindi sì, lo ammetto, mi ha stupito. Adesso sarà importante per lui confermarsi su questi livelli, perchè ha avuto un impatto davvero importante.

Zaniolo, mezza Europa ne parla e qualcuno lo accosta a Totti… 

Roma è una piazza molto particolare: fai 4 partite fatte bene e sei un fenomeno, ne sbagli 4 e “devi andare a lavorare”. E’ una piazza troppo “umorale”. Credo che sia un giocatore che ha avuto un grandissimo impatto fisico e ha fatto molto bene. Ora, in una piazza esigente come Roma, devi dargli il tempo di crescere. Paragonarlo a Totti è prematuro perchè Francesco ha fatto la storia di questa società. E’ chiaro che avrà molte pressioni addosso. Insieme a Chiesa è il giovane più promettente.

In casa Juve arriva l’Atletico: che partita ti aspetti?

La Juve ha una partita molto difficile perchè l’Atletico è un avversario molto tosto: è difficile fargli gol, è una squadra che da tanti anni gioca insieme, ha un grande allenatore, ma è chiaro che la Juve è più forte.

La Juve può permettersi il lusso di avere un Dybala in panchina?

Non è sicuramente bello vederlo in panchina, ma questo testimonia ancora una volta la forza della Juve.

Situazione molto spinosa in  casa Inter: che idea ti sei fatto sulla vicenda Icardi?

Stanno palando un po’ troppo tutti. Per me Icardi è uno dei migliori attaccanti al mondo. E’ chiaro, però, che l’Inter dovrà fare le sue valutazioni: bisogna capire bene se è solo una questione di contratto o di soldi. Icardi è un ottimo giocatore, ma è chiaro che la società deve pensare al proprio bene. Speriamo si possa trovare una soluzione, senza parlare troppo e a “vanvera”. Le parti devono venirsi incontro.

Similitudini e differenze tra la tua Nazionale e quella di Mancini…

Differenze moltissime. Il problema di Mancini, secondo me, è che dispone soprattutto da centrocampo in su di giocatori che non giocano titolari nei loro club di appartenenza. Un conto è giocare in una grande squadra, un conto in una squadra di media classifica. Noi eravamo giocatori importanti e già affermati: chi giocava la Champions, chi aveva già vinto trofei. Noi eravamo forti, ci sentivamo forti, questa, invece, è una Nazionale da ricostruire.

Cosa fai adesso?

Adesso mi godo la mia famiglia, vado spesso in Germania e collaboro con il Bayern. Aspetto qualche proposta interessante. Non voglio fare qualcosa tanto per fare, ci deve essere qualche opportunità che mi stuzzica e mi piace davvero…

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