La Lazio, il mercato e gli errori da non ripetere

La Lazio, il mercato e gli errori da non ripetere

Una stagione top, un’altra flop: la Lazio riuscirà a imparare dagli errori del passato?

di Leonardo Mazzeo

ROMA26 maggio 2013: la Lazio vince la Coppa Italia contro la Roma e ottiene la qualificazione diretta in Europa League. Stagione successiva: nono posto in campionato, Petkovic esonerato, fuori dall’EL ai sedicesimi di finale, fuori dalla Coppa Italia ai quarti. 31 maggio 2015: la Lazio vince a Napoli e conquista l’accesso ai preliminari di Champions league. Stagione successiva: eliminazione ai preliminari di CL, ottavo posto in classifica, Pioli esonerato, fuori agli ottavi di finale di EL, fuori ai quarti di finale in Coppa Italia.

Tare, oggi, l’ha detto chiaramente: serve continuità, serve progettazione. E non bisogna commettere gli errori del passato.

keita-lazio

FASI ALTERNE

La Lazio, da qualche anno, si comporta esattamente così come abbiamo illustrato: nella stagione in cui non disputa Coppe mette in scena un exploit che lascia stupiti tutti. L’anno successivo, poi, viene puntualmente eliminata nelle Coppe e in campionato fatica. Così, non ottenendo un piazzamento valido per le coppe, ne resta fuori. E la stagione successiva, senza impegni europei, la Lazio riesce nuovamente nell’exploit, strappa applausi, riceve complimenti ed elogi. Poi il ciclo ricomincia e la Lazio si ritrova di nuovo a dover affrontare tre competizioni senza l’organico necessario.

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NON SOLO RINNOVI

Partendo dal presupposto che trattenere i big dovrebbe essere un punto di partenza minimo per chi ha fatto una buona stagione e si appresta a competere su tre fronti, bisogna dire che questo non basta. C’è bisogno di allargare la rosa, di prendere giocatori pronti e sostituti validi per i titolari. Perché il numero di partite aumenta, c’è una preparazione diversa da affrontare, la stanchezza si fa sentire. Poi, ovviamente, se qualche grande nome non ha voglia di restare in biancoceleste e non è più motivato, può andare via e non va trattenuto. Con i ricavi, però, bisognerebbe subito ricostruire l’organico, per poi ampliarlo. Quello che non è stato fatto nelle stagioni che abbiamo citato prima.

De Vrij-Lazio

SCOMMESSE, MA NON TROPPO

E se la Lazio, in questi anni, nel mercato ha cercato sempre di anticipare i tempi e di andare a scovare giocatori che poi si sono rivelati acquisti azzeccati (vedi Milinkovic, vedi Felipe Anderson), è anche vero che questo sistema low cost può anche portare in rosa giocatori che, col senno di poi, si rivelano acquisti sbagliati (vedi Bisevac). Servono, invece, giocatori pronti e nel pieno della carriera. Acquisti stile Biglia e de Vrij, per intenderci. E qui si chiude il cerchio, e torniamo all’inizio: resteranno o partiranno? E Keita, cosa farà? Le risposte ancora non si sanno, ma l’importante è che, da questo mercato, la Lazio ne esca rinforzata nella rosa, e che la società consegni ad Inzaghi un organico pronto per affrontare tre competizioni. Altrimenti, ancora una volta, la Lazio vivrà una stagione fallimentare. Per poi fare l’exploit l’anno successivo, e così via. Lotito, da parte sua, si è detto pronto ad “accontentare il progetto”: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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