La Lazio, la Samp e le tre punizioni di Mihajlovic

La Lazio, la Samp e le tre punizioni di Mihajlovic

Di quando la Lazio si impose per 5-2 sulla Sampdoria e Sinisa Mihajlovic segnò tre goal su calcio di punizione

di Leonardo Mazzeo

Era un altro calcio. Era un altro campionato. Era un’altra Lazio. Era il 13 dicembre del 1998 e i biancocelesti ospitavano all’Olimpico la Sampdoria di Luciano Spalletti. Evidentemente, dopo aver interpretato il volo degli uccelli, i calciatori della Lazio che scesero in campo quel giorno già sapevano del futuro approdo del tecnico toscano sulla panchina della Roma. Per questo hanno subito voluto far assaggiare il derby della capitale a Spalletti, rifilandogli cinque goal. E tre reti su cinque sono state realizzate da uno che alla Roma c’è stato, ma che alla Lazio c’è rimasto. Ed è rimasto anche nel cuore dei tifosi. Quel giorno, Sinisa Mihajlovic superò se stesso e ogni statistica conosciuta: nessuno, ad oggi, ha mai realizzato tre calci di punizione in una sola partita, in Serie A. Anche la Gazzetta dello Sport, all’epoca, parlò di questo curioso record. Per intenderci: Miralem Pjanic, uno dei migliori tiratori di calci piazzati in circolazione, in questa stagione ne ha messi a segno solo due in Serie A (tre in tutto, se consideriamo quello contro il Milan in Coppa Italia).

Ma torniamo a quel giorno. La Lazio scendeva in campo con Marchegiani, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Sergio Conceicao, Stankovic, Almeyda, De La Pena, Mancini e Salas. Al minuto ventinove, la prima trasformazione di Sinisa: calcio di punizione dal limite, sinistro deviato e palla in rete. La deviazione sorprende il portiere, è vero. Ma non per questo si può sminuire un record. E poi, ce ne sono ancora altri due, entrambi puliti, entrambi bellissimi. Due tiri a giro di sinistro, uno alla sinistra del portiere, uno alla sua destra: Sinisa poteva calciare da qualsiasi posizione e in qualsiasi punto della porta. Per la Sampdoria andò a segno Palmieri per due volte, entrambe su calcio di rigore. Per la Lazio, invece, le altre due marcature furono di Stankovic e di Salas. Al goal del cileno, anni dopo, sembrò ispirarsi Diego Milito nel suo secondo goal contro il Bayern Monaco, nella finale di Champions League del 2010: sterzata decisa, difensore saltato, palla infilata in diagonale, a mezza altezza.

La partita terminò col risultato di 5-2, e il record di Mihajlovic resiste ancora oggi.

Per vedere gli highlights di quella partita, clicca qui.

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