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Lazio, eppure non ti starebbe male quel quarto posto

Lazio, eppure non ti starebbe male quel quarto posto

Il ritardo dal quarto posto è solo ed esclusivamente colpa della Lazio stessa

di redazionecittaceleste

ROMA – Comincia a rivedersi un po’ di entusiasmo in casa Lazio. Dopo un mese di aprile nero in termini di risultati e occasioni sprecate arriva finalmente il riscatto.

 

I biancocelesti approdano meritatamente in finale di Coppa Italia battendo il Milan nelle due gare di semifinale. Ora, nell’ultimo atto di fronte ci sarà un’Atalanta in forma smagliante. In campionato invece l’obbiettivo quarto posto si è allontanato dopo sabato scorso, ma è ancora raggiungibile se si fa appello alla matematica.

LAZIO, PERCHÉ NON SEI QUARTA?

Finalmente è arrivata la tanto desiderata finale di Coppa Italia. Da mesi, visto il tabellone, la scalata sembrava a portata di mano, ma sulla teoria è tutto facile. Poi arriva la pratica, e la Lazio ha dimostrato di saperci fare anche in quella. Dopo la vittoria negli ottavi di finale contro il Novara, la squadra di Inzaghi ha eliminato le due milanesi. Prima l’Inter, poi la vendetta dello scorso anno sul Milan. L’obbiettivo coppa perciò è raggiunto, o quasi, visto che i tifosi la vogliono e la società la pretende, anche se la Lazio se la dovrà vedere contro una grandiosa Atalanta.

Romulo
Romulo

Dove c’è maggiore rammarico? Sicuramente in Serie A. Tra gli obbiettivi stagionali della Lazio c’è anche il quarto posto, ma ad oggi sembra lontano. Certo la matematica non condanna i biancocelesti, visto che a cinque partite dal termine del campionato Immobile e compagni sono a quattro lunghezze dall’ultimo pass per la Champions League. Questa distanza però è un vero peccato per quello che ha dimostrato la Lazio. Rispetto alle altre pretendenti, per quello che si vede sul campo, i biancocelesti non hanno nulla in meno. I troppi limiti caratteriali però hanno ristabilito quel gap che sicuramente c’era a inizio anno con Milan e Roma, squadre sicuramente più attrezzate di quella di Lotito.

Eppure col duro lavoro e le capacità tecniche dei singoli la Lazio ancora una volta arriva a fine anno a lottare per quella tanto agognata Champions. Ma proprio sul più bello ecco i cali di concentrazione che rovinano tutto il buono fatto in precedenza. Prendere Spal, Sassuolo e Chievo come esempi. L’altalenanza di questa Lazio è tanto affascinante quanto strana. Tre giorni prima perde in casa contro una squadra già retrocessa e tre giorni dopo domina il Milan a San Siro spedendolo fuori dalla Coppa Italia. Ecco spiegato il motivo per il quale i biancocelesti non sono ancora quarti in classifica. Per la Champions ci vuole anche uno scatto mentale, perciò o si abbandona questa altalena di risultati, oppure la Lazio dovrà salutare quel quarto posto che alla fine neanche le starebbe troppo male.

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