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Lazio, Foggia: “Per me era un punto d’arrivo, che emozione giocare all’Olimpico”

Lazio, Foggia: “Per me era un punto d’arrivo, che emozione giocare all’Olimpico”

L’ex attaccante della Lazio Pasquale Foggia ha parlato dei suoi ricordi in biancoceleste e non solo

di redazionecittaceleste

ROMA – Arrivò a Roma nel 2006, con l’aquila sul petto ha collezionato 69 presenze e 4 gol. Pasquale Foggia arrivò alla Lazio dal Milan nell’operazione che portò Massimo Oddo ai rossoneri. L’attaccante napoletano ai microfoni di

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Gianlucadimarzio.com ha ripercorso momenti importanti della sua carriera e dell’avventura all’ombra del Colosseo. Queste le sue parole: “Ero un bambino che ha sempre pensato solo al calcio, nel mio quartiere c’era poco. Ricordo che mi chiamavano tutti, mi bussavano sotto casa, litigavano per avermi in squadra. Mi regalavano la Coca Cola, le patatine: quella era la mia vita. Per me Soccavo era il posto dove coltivare il nostro sogno, mio e di mia madre. A 7 anni gli ho fatto una promessa: non preoccuparti, giocherò in Serie A e cambierà tutto”.

LAZIO :Vivere Roma e giocare all’Olimpico è stato spettacolare. Mi accordai con Lotito ad ottobre per il rinnovo e lo firmai a giugno. Avrei potuto prendere un’altra strada, vincere qualcosa di importante, ma non mi sono sentito di tradire la fiducia della gente. Andando via avrei fatto un torto alla mia coscienza. Lotito un giorno mi prese in disparte e mi disse che sapeva tutto, da lì il nostro rapporto è cambiato. Per me la Lazio era un punto d’arrivo. Spesso quando ero a casa pensavo a quella promessa fatta a mia madre. Quella frase ha segnato la mia vita“.

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