Lazio, il centrocampo vale oro

Lazio, il centrocampo vale oro

Biglia, Parolo, Milinkovic-Savic: un trio ben assortito, una plusvalenza assicurata

di Leonardo Mazzeo

ROMA – Lo ha detto anche Caressa, di recente: la Lazio ha il miglior centrocampo d’Italia. E se si considerano le stagioni del trio che di norma compone la mediana biancoceleste, è difficile non essere d’accordo con lui. Biglia, Parolo e Milinkovic-Savic formano un reparto completo, un giusto mix di esperienza, freschezza, tecnica e fisicità.

Lucas Biglia

Quasi tutte le azioni passano dai suoi piedi, educati e precisi. Il capitano della Lazio se la cava egregiamente anche quando viene pressato. Anzi, forse è proprio in quelle situazioni che riesce ad essere più decisivo: gli avversari lo accerchiano in massa per recuperare il pallone, lui elude i suoi tentativi e fa ripartire i suoi. Oltre a questo, Biglia è fondamentale anche in copertura. Rimane basso, rappresenta il baluardo prima dei tre difensori, il fossato con i coccodrilli prima del castello. Lucas tira su il ponte levatoio e cerca di fermare le avanzate nemiche. Non è velocissimo, si infortuna un po’ troppo spesso e la tenuta fisica nell’arco dei novanta minuti ne risente: questi sono i suoi difetti. Ma a colmare queste lacune intervengono gli altri due.

Marco Parolo

Marco Parolo è quello che fa più lavoro sporco, dei tre. E per questo è anche quello che si nota meno. Lui si occupa di coprire gli spazi, di tagliare le linee di passaggio per non permettere agli avversari di tessere le loro trame di gioco. Parolo, più che fare, disfa. Eppure, quando riesce a inserirsi, può diventare devastante anche in fase offensiva. Chiedere al Pescara. Tanta corsa, resistenza, anche una buona tecnica dalla sua parte. Difetti: fisicamente regge, ma non è un gigante. E non è veloce, né esplosivo. Ma, di nuovo, c’è chi colmerà queste mancanze.

Sergej Milinkovic-Savic

Il giovane serbo è la scoperta di questa stagione. La sua crescita è stata decisiva per la Lazio, che si è ritrovata in rosa un gigante dai piedi buoni, un centrocampista completo sotto tutti i punti di vista. Al ragazzo non manca veramente niente. Sa fare tutto, e lo fa bene. Deve solo acquistare un po’ di esperienza, cosa normalissima per un classe ’95, che in campo si comporta già come un veterano e, per questo, fa dimenticare a chi lo guarda la data riportata sulla sua carta d’identità.

Non tesoretto, ma tesoro

La Lazio sicuramente non vorrà privarsi dei suoi pezzi pregiati, ma se dovessero arrivare offerte, sarebbero alte. La  società biancoceleste, per assicurarsi il tris d’assi in questione, ha speso circa ventidue milioni in tutto. E, stando ai dati messi a disposizione da Transfertmarkt, ora il trio ne vale quasi il doppio.

Però, considerando anche il ritorno della Lazio in Europa, i tre centrocampisti, più che un tesoretto, rappresentano un tesoro da tenere stretto e da far brillare sul campo.

Cittaceleste.it

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