Fare di necessità virtù: Luiz Felipe costretto a diventare grande, con Higuain all’orizzonte

Fare di necessità virtù: Luiz Felipe costretto a diventare grande, con Higuain all’orizzonte

Il giovane difensore brasiliano alla prima stagione in Serie A ha riscosso consensi, lanciato nel blocco dei titolari dalla serie infinita di infortuni che hanno colpito la squadra di Inzaghi

di Simone Cesarei

ROMA- Quando si dice “fare di necessità virtù”, chiedete a Luiz Felipe per ulteriori spiegazioni. Il giovane biancoceleste sta vivendo un sogno. Partito nelle gerarchie come quinto centrale in rosa si è trovato improvvisamente a recitare il ruolo del leader difensivo, e se l’è cavata più che bene. E pensare che lui, nella Lazio, non doveva nemmeno esserci. Nella passata stagione la società ha deciso di mandarlo in prestito alla Salernitana, dove ha visto a malapena il campo, mostrando in quelle poche apparizioni tutti i limiti di un ragazzo acerbo seppur con un potenziale, che doveva ancora crescere tanto per potersi affermare a certi livelli. Inzaghi però, da sempre amante delle sfide impossibili, ha deciso di convocarlo prima per il ritiro di Auronzo di Cadore, e poi di trattenerlo a Roma, intravedendo in lui quelle qualità che sta mostrando in questo inizio di stagione. Luiz Felipe sulle tracce di Strakosha, dunque. Anche il portiere albanese ha vissuto una stagione drammatica alla Salernitana, prima di affermarsi in biancoceleste come uno dei migliori numeri uno del campionato. Ecco il sogno nel cassetto del difensore brasiliano: prendersi la Lazio, e non lasciarla più. In queste quattro partite giocate senza sosta da titolare, con un solo gol subito all’attivo nell’ultima gara contro il Sassuolo, Luiz Felipe ha mostrato una crescita esponenziale. Ora però arriva il difficile, ora arriva la trasferta contro la Juventus, e un certo Gonzalo Higuain.

PROVA DI MATURITA’

Higuain

La sfida contro la Juventus di Allegri arriva come una vera e propria prova di maturità. Come l’esame orale alla fine dei cinque anni di liceo, il Pipita è un test difficile e probante per un ragazzo che deve ancora crescere tanto, specialmente in marcatura. Grande senso della posizione e dell’anticipo, ma in marcatura Luiz Felipe ha mostrato i maggiori limiti, lasciando un po’ troppo spesso gli attaccanti avversari liberi di involarsi verso la porta di Strakosha. E se lasci a Higuain lo spazio di guardare la porta, non fai una bella fine. L’attaccante argentino, nonostante non stia vivendo il suo miglior momento di forma, rimane uno dei migliori centravanti del campionato e d’Europa, un giocatore capace di segnare al primo pallone toccato. Per questo Inzaghi cercherà fino all’ultimo di recuperare uno tra Bastos e Wallace, ma il loro impiego nel match dell’Allianz appare pressochè impossibile. Ecco allora che accanto a Radu e de Vrij potrebbe esserci proprio Luiz Felipe, per superare l’ultimo esame di maturità, quello più difficile.

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