POST MATCH / C’erano una volta il derby… E la Lazio

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Il commento di Lazio-Roma con una sola squadra in campo all’Olimpico

ROMA –  E’ un derby fantasma: niente tifosi, niente scenografie, niente cori, niente Lazio. Senza maglia, solo con la fascia di Biglia e qualche guizzo di Felipe. Manifesta superiorità della Roma, subito vergogna in difesa: El Shaarawy segna addirittura di testa, su la cresta fra Patric e un immobile Hoedt. Undicesima rete subita dai biancocelesti nel primo quarto d’ora in questo campionato, è record negativo della Serie A. E si chiude così la prima frazione solo perché Pjanic sbatte sulla traversa e Nainggolan tira di poco alto. A centrocampo spariscono Parolo e Cataldi, “romoletto” Candreva rimane nello stomaco della Lupa e nemmeno digerisce tutta la partita.

ADDIO – Un derby e una Lazio in coma, appesi ancora al battito di pochi tornelli. Al novantesimo però non c’è davvero più nulla da scandire. Piuttosto è il caso di decretare la fine del mandato di Pioli. Progetto decollato e precipitato nel flash d’un anno. Malinconiche seggiole vuote, una panchina apparentemente ancora occupata. E’ triste persino annusare la fine di Klose in un respiro a bordocampo. In campo quel Mito mette l’unica palla in porta di testa per il piedino di Parolo.

DESERTO – A parole tanto fuoco, poi in campo un po’ si santa acqua Keita. Il Balde giovane ridà vita ai compagni e il cross per Miro, ma nei 15’ finali della ripresa rimane più effervescente la paura giallorossa di pareggiare un derby stradominato, ma mai chiuso dopo parecchie palle sciupate. Il raddoppio di Dzeko però non viene scalfito, anzi ci pensano Florenzi con un eurogol al volo e Perotti col piattone nell’angolo basso a chiudere ogni discorso. Alla Lazio muore anche l’ultima speranza, coltivata più nella testa che nel cuore. Perché ormai una volta c’era il derby dei sentimenti, oggi Il deserto di ogni emozione.

Cittaceleste.it

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