VITTORIA – Sant’Antonio benedice gol e assist. In Europa, se son Rosenborg, fioriranno!

VITTORIA – Sant’Antonio benedice gol e assist. In Europa, se son Rosenborg, fioriranno!

ROMA – Evviva Sant’Antonio: torna a benedire gol e assist, a moltiplicare persino i ripiegamenti. Turbo Candreva e la Lazio va pure in dieci. Non segnava da 5 mesi, si sblocca dal dischetto. Anzi, dalla ribattuta Hansen. Ed è il primo centro stagionale biancoceleste dopo tre mesi. Non c’è più Matri-cola nemmeno in Europa. Va nello spazio, detta il filtrante, anche Alessandro torna Magno all’Olimpico. Terza rete alla Lazio, dopo la doppietta contro l’Udinese di un mese e mezzo fa. Ora l’ex milanista è capocannoniere con Biglia e Felipe. Eppure anche lui deve ringraziare Candreva, finalmente decisivo come un tempo: l’ultimo assist dell’esterno risaliva addirittura alla prima col Bologna, adesso torna devastante e vincente come in Nazionale. La sua corsa vale doppio, annulla l’inferiorità numerica. E scuote persino l’”invidioso” Felipe, autore del raddoppio e del secondo gol consecutivo, grazie all’altruismo di Matri.

MAURICIO FA LA STORIA – Aquila subito a lutto sulla maglia nera. Perché la indossa Mauricio ed è costretto a togliersela dopo appena sei minuti. Record europeo e storico: terza espulsione in questa stagione, fra Champions, Campionato ed Europa League, nessuno ha mai fatto peggio. Non solo: esattamente due rossi e tre gialli negli ultimi 5 match. Incredibile, questo brasiliano, con la media d’un cartellino ogni 1,5 gare. La sua potenza è deleteria senza il controllo: sbaglia lo stop e Skjelvik s’invola verso la porta. Quindi, non contento, lo stende e Gil non può far altro che espellerlo. Mani sui capelli per Pioli, che corre ai ripari: fuori Onazi, dentro Gentiletti. Ripristinata la difesa a 4, Mauri arretra in regia ed è in continuo affanno, come quando becca il palo da uno sputo a porta vuota. Roba da matti.

PORTA INVOLATA – Da una costola (cigolante) di Marchetti rinasce Berisha. Sbaglierà pure le rimesse, ma è un gatto sul penalty finale e già al 30’: graffia il pallone sull’incrocio di Skjelvik e lo manda sul palo. Amico una manciata di minuti più tardi sulla capocciata di Soderlund. Con l’uscita di Mauricio, non è che vadano meglio le cose in difesa: Hoedt si lascia superare e pecca spesso nei disimpegni. Gentiletti si dimentica due volte al centro Soderlund, che prima lo punisce e dopo lo grazia per il pari. Si riscatta pienamente, invece, Radu: non giocava così bene, forse, da due anni. Difesa, attacco e rigore conquistato, c’è tutto il suo zampino in questa vittoria in dieci. Ma d’altronde: se son Rosenborg, tre punti e qualificazione fioriranno.

Cittaceleste.it

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