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07:10 | 18/05/2012

CALCIO/Lazio: Cecco senza pace

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05/02/12, 14:25 - 1473 Visite

GENOA-LAZIO/ Calcio, Non basta il cuore e l'impegno. Vince l'emergenza e un campo impraticabile

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Una battaglia contro i mulini a vento. E' questa la sensazione pervenuta dalla sfida del gelido Ferraris, dove la Lazio si è presentata con soli 20 minuti di allenamento sulle gambe, in piena emergenza, contro un Genoa fresco e riposato per via del rinvio di mercoledì. Troppi acciacchi per gli uomini di Reja, costretto in extremis a fare a meno di Biava, Hernanes e Radu, con in campo giocatori come Ledesma e Klose al minimo sindacale dello stato di forma. I biancocelesti a sorpresa si presentano con Rocchi al fianco del tedesco, che però agisce sulla trequarti campo, conservando quindi lo schieramento che prevede la linea dei tre dietro l'unica punta.

L'esperimento forzato però, dura appena diciassette minuti a causa di un problema occorso al bomber veneziano, che lascia il campo al neo-acuisto Candreva che si và a piazzare alle spalle di Klose. Il tutto condito dall'incredibile vantaggio rossoblu, con un colpo di tacco al volo di Palacio su un calcio d'angolo, che si infila sul palo lontano scavalcando Marchetti. Un segno del destino, anche perchè la banda di Reja non ha certamente demeritato nel primo tempo, sfiorando il gol in almeno tre occasioni anche dopo aver subito il raddoppio. Molto più cinici gli uomini del grifone, che con Jankovic al 25' sfruttano un triplo errore laziale: Ledesma regala il pallone a Sculli, che crossa e con l'aiuto del vento manda a farfalle Marchetti, che nulla può sulla conclusione del serbo che Stankevicius non riesce a respingere sulla linea di porta.

Pronti via alla ripresa e finisce l'agonia capitolina, ancora grazie a Jankovic che dopo 12 secondi sfrutta uno scivolone di Garrido e và ad infilare la palla del triplice vantaggio. Certo è, che i dubbi di Reja sulle condizioni del terreno di gioco, a tratti ghiacciato, erano assolutamente ragionevoli e giustificati al di là degli errori dei singoli. La Lazio ha un sussulto d'orgoglio con il solito Lulic, che con una delle su serpentine si guadagna un rigore, trasformato da Ledesma al 54' per il 3-1.

Reja intravede la possibilità di cavalcare il rinvigorito coraggio dei suoi, così spedisce in campo il giovane Rozzi al posto dello spagnolo Garrido, arretrando Lulic sulla linea difensiva. Purtroppo la verve laziale si spegne presto e, dopo il danno della mancata espulsione di Kucka, arriva invece la beffa del cartellino rosso combinato a Diakitè, che sigilla definitivamente un sipario che era già abbondantemente calato. Encomiabile l'impegno profuso dai calciatori biancocelesti, che con il gol di Gonzalez al 90' dimostrano tutto il carattere che avrebbe contraddistinto in risultato in condizioni normali. Una sconfitta figlia dell'intransigenza delle istituzioni nel far giocare a tutti i costi la gara, della società che paga le scelte a dir poco conservative in fase di mercato, lagata a doppio filo all'emergenza infortuni.

Francesco Pagliaro - Cittaceleste.it

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