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Notizie Rassegna Stampa
05/02/12, 05:27 - 1506 Visite
CALCIO/Lazio: Lazio che odissea!

GENOVA - Un’odissea: sette
ore totali per arrivare a Genova. E’ stato un incubo: macchine ferme, taxi
introvabili, giocatori bloccati nelle case dalla neve, alcuni ieri mattina
hanno raggiunto Formello a piedi, sfidando le intemperie e le strade
imbiancate, percorrendo 3-4
chilometri, facendo l’autostop come nel caso di Diakitè!
Molti abitano all’Olgiata e a Le Rughe, non hanno potuto fare altro che
incamminarsi sulla Cassia bis per arrivare nel centro sportivo. Diakitè è
arrivato grazie a un passaggio. E’ servito un piano di emergenza per radunare
la squadra, sono servite le macchine della vigilanza interna per prendere parte
dello staff tecnico. Vari giocatori sono stati raggiunti nelle abitazioni da
Luca, l’autista del presidente Lotito, ha montato le catene, si è messo in macchina
e li ha scortati a Fiumicino. Scaloni è arrivato all’ultimo minuto, Gonzalez è
salito sull’aereo in borghese, senza tuta, gliel’hanno consegnata in viaggio.
Reja alla fine ha portato con sè 19 uomini, tutti tranne il terzo portiere
Berardi, abita in provincia di Roma, è rimasto confinato in casa.
ORE 8.30 - L’odissea è
iniziata presto. Quando Reja si è svegliato s’è accorto che la situazione era
critica, anche il pullman ha fatto fatica ad arrivare a Formello. Il tecnico
s’è attaccato al telefono sin dalle 8.30, ha guidato i “soccorsi”. Sperava nel
rinvio di Genoa-Lazio, sino a tarda notte ha atteso notizie da Lotito, il
presidente è stato in costante collegamento con la Lega. Non c’è stato
niente da fare, a Genova le condizioni metereologiche erano buone, ma a Roma
no. Il problema non ha mai riguardato Marassi, il problema era raggiungere
l’aeroporto di Fiumicino. Formello era paralizzata da venerdì, l’allenamento
delle 12.30 era saltato, lo stesso Reja è rimasto nel quartier generale sino alle
23.30, solo a quell’ora è riuscito a farsi portare a Ponte Milvio, nell’hotel
in cui alloggia, per recuperare vestiti e documenti: ha fatto rientro nel
centro sportivo dopo mezzanotte.
ORE 11.45 - La partenza in
pullman è avvenuta alle 11.45. La
Lazio ci ha messo quasi un’ora per arrivare all’aeroporto, ha
effettuato i controlli sfruttando un accesso prioritario. Inizialmente il volo
di linea Roma-Genova era in programma alle 13.30, ma a metà mattinata,
considerando gli imprevisti, tecnico e società hanno pensato di posticipare la
partenza alle 17.15, c’era il rischio di arrivare tardi allo scalo.
ORE 13.10 - Lo sbarco a
Fiumicino per fortuna è avvenuto in orario, la squadra ha avuto il tempo di
pranzare in un ristorante e alle 13.10 si è presentata al Gate 9. Il peggio non
era passato: gli altoparlanti hanno rotto il silenzio annunciando un’ora e
trenta minuti totali di ritardo. Mancava l’equipaggio, era in
arrivo da Lisbona. L’imbarco è stato chiamato poco prima delle 15, la Lazio è salita a bordo e ha
dovuto attendere altri 30 minuti prima di decollare (stavolta mancava il via
libera dalla torre di controllo).
ORE 16.55 - Per non
parlare del viaggio...: su Genova soffiava un vento impetuoso, le raffiche
hanno provocato forti turbolenze in alta quota, c’è stata paura a bordo.
L’atterraggio è avvenuto alle 16.50 e poco dopo la squadra ha raggiunto il
centro polisportivo della Sciorba, quartiere Molassana, si trova a
pochi passi da Marassi. Erano le 17 passate, sulla città calava il buio, il termometro
segnava zero gradi, le luci artificiali illuminavano il campetto in sintetico
utilizzato per svolgere la rifinitura.
Reja aveva previsto la partenza anticipata per fare lavorare bene i suoi
uomini, la neve aveva bloccato l’allenamento del venerdì e quello di giovedì
era servito solo per scaricare le fatiche accumulate contro il Milan. L’odissea
è finita alle 18, quando la
Lazio ha raggiunto l’albergo. Non sembrava vero.
Daniele Rindone
Rassegna stampa a cura di Cittaceleste tratta da il Corriere dello Sport
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