CRONACA – “Alzati è tardi”. Ma è morto…

CRONACA – “Alzati è tardi”. Ma è morto…

TREVISO – Francesco ha salutato la mamma, la sorella e il papà e poi è andato a letto. Addormentandosi in un sonno dal quale non si è più svegliato. Poco dopo le 6 di ieri mattina papà Massimo è andato a svegliarlo. Iniziava ad essere tardi per prendere l’autobus che…

TREVISO – Francesco ha salutato la mamma, la sorella e il papà e poi è andato a letto. Addormentandosi in un sonno dal quale non si è più svegliato. Poco dopo le 6 di ieri mattina papà Massimo è andato a svegliarlo. Iniziava ad essere tardi per prendere l’autobus che come ogni mattina lo avrebbe accompagnato da Varago all’Itis Fermi a Treviso.

Quando il papà si è avvicinato ha immediatamente capito che il figlio non respirava più e non dava alcun segno di vita. In pochi istanti nella camera del ragazzo sono arrivate anche la madre e la sorella. I genitori hanno immediatamente chiamato il 118. All’arrivo dei soccorritori per Francesco Dotto, 15 anni il prossimo ottobre, non c’era già più nulla da fare. Il suo cuore era fermo da ore, da quando si era addormentato, o poco dopo. Sul posto per compilare i documenti necessari è arrivata anche la dottoressa che segue la famiglia Dotto. Un compito ancor più gravoso quando anche per la medicina non è facile spiegare i motivi di una morte così improvvisa.

Francesco non si sarebbe accorto di quello che gli stava succedendo. Di recente si era sottoposto ad uno screening. Esami di routine che alla sua età vengono eseguiti per avere un quadro completo delle condizioni di salute e della fase di crescita. Gli accertamenti non avevano evidenziato alcuna difficoltà cardiaca, né avevano rilevato altri problemi di salute. Nulla dunque che potesse far presagire una simile tragedia. Nessuno dei familiari ha avvertito un rumore, una richiesta d’aiuto. Nulla di nulla. Francesco sembrava immerso in un sonno profondo.

In mattinata anche don Riccardo, il parroco di Varago, dopo aver fatto suonare le campane a lutto ha raggiunto l’abitazione per portare il suo messaggio di cordoglio e vicinanza: «Sono provati -ha spiegato il sacerdote-, è il secondo lutto che colpisce così profondamente la nostra comunità dopo la morte di Chiara Marchetto, lo scorso agosto. Anche i genitori hanno subito pensato a lei».

Francesco lascia il padre Massimo, tecnico informatico e animatore nella chiesa di Lancenigo dove suona la chitarra, la mamma Marina, catechista nella stessa parrocchia, e la sorella Anna, studentessa, anche lei come il fratello impegnata negli scout.

In vicolo Cansiglio, vedendo l’ambulanza, i vicini sono accorsi verso la casa della famiglia Dotto e il dolore di una famiglia è diventato quello di un’intera comunità.
«Lo vedevo passare ogni mattina -racconta un pensionato che abita in una villetta all’imbocco dello stesso viottolo- e anche al pomeriggio quando rientrava. Da piccolo era la mamma a portarlo in macchina a scuola e a riportarlo a casa e ora che frequentava l’Itis lo vedevo passare a piedi per raggiungere la fermata degli autobus». Al capitello che si trova in fondo alla via ieri sera era prevista una festicciola per la chiusura del mese del rosario: l’appuntamento si è trasformato in un momento di preghiera, tra le lacrime.

Fonte: Leggo.it

Cittaceleste.it

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