Il Papa chiede scusa agli ebrei: “Sono le radici dei cristiani”

Il Papa chiede scusa agli ebrei: “Sono le radici dei cristiani”

CITTA’ DEL VATICANO – “L’antisemitismo sia bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ogni donna!”, lo ha detto Papa Francesco ricevendo in udienza in Vaticano una delegazione della Comunità ebraica romana. “Da molti secoli la Comunità ebraica e la Chiesa di Roma convivono in questa nostra…

CITTA’ DEL VATICANO – “L’antisemitismo sia bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ogni donna!”, lo ha detto Papa Francesco ricevendo in udienza in Vaticano una delegazione della Comunità ebraica romana. “Da molti secoli la Comunità ebraica e la Chiesa di Roma convivono in questa nostra città, con una storia che è stata spesso attraversata da incomprensioni e anche da autentiche ingiustizie”, ha detto il Santo Padre in occasione dell’incontro con il rabbino capo Riccardo Di Segni. A questo cambiamento di mentalità – ha sottolineato il Papa – ha certamente contribuito, per parte cattolica, la riflessione del Concilio Vaticano II, ma un apporto non minore è venuto dalla vita e dall’azione, da ambo le parti, di uomini saggi e generosi, capaci di riconoscere la chiamata del Signore e di incamminarsi con coraggio su sentieri nuovi di incontro e di dialogo”. “Come Vescovo di Roma – ha detto ancora Bergoglio -, sento particolarmente vicina la vita della Comunità ebraica dell’Urbe: so che essa, con oltre duemila anni di ininterrotta presenza, può vantarsi di essere la più antica dell’Europa occidentale”.  

BANDIRE L’ANTISEMITISMO “E’ una contraddizione che un cristiano sia antisemita. Le sue radici sono ebree: un cristiano non può essere antisemita”.  

LE PAROLE DEL RABBINO “Guardandoci dietro è evidente cosa è stato fatto di buono. Ma spesso la soluzione di un problema ne apre molti altri e non dobbiamo illuderci di aver risolto tutto o quasi tutto”. Lo ha detto il rabbino capo di Roma, Riccardo DiSegni, nel suo indirizzo di omaggio a papa Francesco. “Bisogna lavorare per chiarire ancora – ha aggiunto -, per comprendere le sensibilità e i punti critici, perché i messaggi positivi si diffondano, l’amicizia e la fiducia crescano e il rispetto reciproco sia reale”. (Leggo.it)

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