Bangladesh, crolla palazzo: oltre 80 morti. Testimone: “Sembrava un terremoto”

Bangladesh, crolla palazzo: oltre 80 morti. Testimone: “Sembrava un terremoto”

DACCA – Sono almeno 82 i morti e 700 i feriti nel crollo di un edificio nel villaggio di Savar, a 24 chilometri da Dacca. Lo ha riferito Hiralal Roy, medico dell’ospedale Enam. Ma il bilancio è provvisorio e sembra destinato ad aggravarsi. Sotto le macerie potrebbe esserci ancora qualcuno.…

DACCA – Sono almeno 82 i morti e 700 i feriti nel crollo di un edificio nel villaggio di Savar, a 24 chilometri da Dacca. Lo ha riferito Hiralal Roy, medico dell’ospedale Enam. Ma il bilancio è provvisorio e sembra destinato ad aggravarsi. Sotto le macerie potrebbe esserci ancora qualcuno. All’interno del Rana Plaza c’erano un mercato, varie fabbriche tessili e la succursale di una banca. E’ rimasto intatto solo il piano terra. Il palazzo è crollato di colpo, di giorno, dentro c’erano centinaia di persone.

L’edificio di 8 piani è collassato “per un difetto strutturale” ha detto il ministro degli Interni del Bangladesh Muhiuddin Khan Alamgir, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta.

Dopo il crollo, nel sobborgo di Dacca sono accorse ambulanze, vigili del fuoco, esercito e migliaia di persone in cerca dei propri familiari. Il ministro della Salute, A.F.M. Ruhal Haque, ha detto che 600 persone sono state salvate. “Abbiamo inviato due persone all’interno dell’edificio e abbiamo estratto almeno 20 sopravvissuti. Ci hanno anche detto che tra 100 e 150 altri sono feriti, mentre una cinquantina di persone è morta sotto i detriti”, ha dichiarato Mohammad Humayun, supervisore di una delle aziende che avevano sede nell’edificio.

Secondo il capo della polizia locale, Mohammad Asaduzzaman, i proprietari dei laboratori avevano ignorato un’allerta che ieri intimava loro di non consentire l’accesso degli operai perché era stato avvertito un cedimento nella struttura ed erano state notate larghe crepe sulla facciata dell’edificio.


“Sembrava un terremoto”, ha raccontato un testimone, lavoratore di una delle fabbriche di abbigliamento che si trovano all’interno. “Ero al lavoro al terzo piano, poi improvvisamente ho sentito un boato assordante, ma non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Sono stato colpito alla testa”, ha detto.

Non è prima tragedia a Dacca, cinque mesi fa una fabbrica in fiamme aveva provocato 112 vittime, quasi tutte ragazze, e in media 500 lavoratori sono morti in 5 anni per incidenti nelle fabbriche del Bangladesh. Gran parte delle esportazioni del settore abbigliamento (che rappresenta l’80 per cento di tutto l’export) è destinata ai mercati dell’Occidente e gli incidenti legati alla poca sicurezza sono sempre più numerosi.

Un anno fa ci sono state drammatiche proteste contro i salari bassi e la poca sicurezza in oltre 300 delle 4500 fabbriche di abbigliamento del Paese. Gli scioperi finirono dopo la minaccia dei rappresentanti di 19 marche del mercato mondiale tra cui Wal-Mart, H & M, Gap, Carrefour e Marks & Spencer, di spostare le produzioni altrove. “I continui disordini – scrissero in una nota al governo – ostacolano la produzione e questo causa ritardi nella consegna degli ordini”.

A febbraio invece un violento incendio aveva distrutto un centinaio di baracche di una bidonville alla periferia di Dacca. I vigili del fuoco avevano ingaggiato una dura lotta con le fiamme, che sono state riportate sotto controllo soltanto dopo alcune ore.

(fonte repubblica.it)