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ESCLUSIVA – Manfredini: “Dai Lazio, la Champions ti cambia il mondo. Kessié-Bakayoko? Finiamola qui”

ESCLUSIVA – Manfredini: “Dai Lazio, la Champions ti cambia il mondo. Kessié-Bakayoko? Finiamola qui”

Le parole dell’ex calciatore di Lazio e Chievo, Christian Manfredini, in vista della sfida di sabato e non solo

di redazionecittaceleste

ROMA – Prosegue la settimana impegnativa della Lazio. I biancocelesti domani avranno il terzo impegno in otto giorni.

 

Dopo la sconfitta contro il Milan, messa con le spalle al muro la squadra di Inzaghi ha fatto il proprio dovere battendo in casa l’Udinese. 90′ che hanno mostrato ancora qualche disattenzione, come sul rigore concesso ai friulani e ben parato da Strakosha, ma nei quali il risultato non è mai stato in bilico. Tre punti d’oro che servivano alla Lazio in primis per il morale, dopo le tre gare in cui Immobile e compagni hanno accumulato un solo punto. In secondo luogo anche per la classifica. Ad oggi i biancocelesti sono a tre lunghezze dal quarto posto. In più, il prossimo turno sulla carta sarà favorevole, visto che all’Olimpico arriverà il già retrocesso Chievo, mentre le altre squadre in corsa per la Champions avranno impegni difficili. L’Atalanta andrà al San Paolo contro il Napoli, la Roma a San Siro contro l’Inter e il Milan al Tardini contro il Parma. Per questo diventano fondamentali i tre punti domani. Della sfida e non solo ne abbiamo parlato con un doppio ex, Christian Manfredini. Ecco come si è espresso in esclusiva per Cittaceleste.it.

LE PAROLE DI MANFREDINI

Un pensiero su Lazio-Udinese?
Penso veramente che fosse fondamentale vincere la partita. La Lazio ha fatto il suo dovere, quindi adesso è tornata pienamente in corsa anche per la Champions. Chiaro, le ambizioni c’erano anche prima della sfida di ieri, ma solo con la vittoria si poteva tornare a puntare con decisione al quarto posto. Ripeto, la squadra di Inzaghi è tornata in piena corsa“.

Acerbi-Bakayoko

Cosa ne pensi dei non provvedimenti nei confronti di Kessié e Bakayoko?
La prima cosa da dire è che hanno assolutamente sbagliato a fare quella stupidata. E’ stata una goliardata, ma da qui ad arrivare a punirli a livello sportivo non lo so. Credo che sia stato importante il rimprovero fatto da Gattuso a fine partita. In più anche il Milan stesso li ha puniti e strigliati, non so se gli faranno una multa internamente, ma si sono fatti sentire e questo è giusto. A livello federale non so se bisogna perseguirli o meno. Forse è meglio finirla così. Secondo me volevano fare più un semplice sfottò che altro“.

In ottica quarto posto, quanto è importante chiudere la settimana con un’altra vittoria per la Lazio?
Adesso la Lazio non dico che ha il match point contro una squadra retrocessa come il Chievo, ma contro una compagine che non ha speranze deve assolutamente vincere. Sarebbe una grande spinta, sia a livello tecnico che ambientale, senza contare che i biancocelesti si porterebbero avanti ancora in classifica. Da qua alla fine è importante vincerle tutte. Basta fare calcoli, anche perché c’è il rischio che con tutte vittorie neanche si riuscirebbe a raggiungere l’obbiettivo visto che la squadra di Inzaghi si ritrova qualche punto indietro. D’ora in poi giocare bene o male non fa differenza, conta solo il risultato finale. Arrivando quarta la Lazio avrebbe accesso a molte novità: più soldi, investimenti diversi, probabilità diverse di gioco, più visibilità. Ti cambia il mondo“.

Come valuti la retrocessione del Chievo in Serie B dopo ben 11 anni?
Il Chievo è una società piccola. Da inizio 2000 in poi ha svolto un grande lavoro. Riconfermarsi ogni anno in Serie A non è stato sicuramente facile. Durante il percorso ci stanno dei momenti in cui può capitare la retrocessione. In questa stagione è stata dura fin dall’inizio. La penalizzazione prima, e i tre cambi di allenatore poi, hanno reso noto che qualcosa non andava. Quando è arrivato Di Carlo i veneti hanno iniziato a fare punti, ma ormai era troppo tardi. La distanza dalle altre squadre era troppo difficile da colmare. Ora però il problema vero è ripartre e riorganizzarsi, non tanto retrocedere. Se non torni subito in Serie A si complica tutto. Ci vorrà competenza negli investimenti, forza e qualità, caretteristiche che il Chievo dovrà abbinare al tesoretto di 25 milioni di euro per la retrocessione“.

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