Pedullà, «I Laziali meritano coerenza»

Pedullà, «I Laziali meritano coerenza»

di Alfredo Pedullà Leggete le dichiarazioni di Lotito delle ultime ore. E quelle rilasciate circa quattro mesi fa. Il Lotito di oggi: “Pochi acquisti, è vero, ma la Lazio è da primi posti”. Il Lotito di ieri: “Arriveranno quattro campioni”. Il Lotito di oggi: ” Il mercato è ancora aperto,…

di Alfredo Pedullà

Leggete le dichiarazioni di Lotito delle ultime ore. E quelle rilasciate circa quattro mesi fa. Il Lotito di oggi: “Pochi acquisti, è vero, ma la Lazio è da primi posti”. Il Lotito di ieri: “Arriveranno quattro campioni”. Il Lotito di oggi: ” Il mercato è ancora aperto, ma i campioni li avevo presi. Con Yilmaz era tutto a posto… Per Breno…”. A patte il fatto che dobbiamo metterci d’accordo sulla definizione di campioni, le parole del presidente sembrano il tentativo goffo di trovare un alibi. Inutile negarlo: spesso la Lazio viaggia all’interno di una carrozza con su scritto “improvvisazione”.

Basterebbe, come esempio, il mercato dello scorso gennaio. Quando la società aveva seguito (oppure era una finta?) gente come Honda, per poi ripiegare su Candreva tesserato quasi fuori tempo massimo. Lotito si interroghi: la Lazio ha perso la Champions in quelle settimane invernali, sarebbe bastato il minimo sindacale per consegnare a Reja i rinforzi tanto attesi. Ma Lotito, quando parla, dà lezioni di moralità, di tecnica e tattica, di strategie societarie, marketing e merchandising.

I tifosi della Lazio meriterebbero un presidente capace di trasmettere segnali chiari, precisi, in nome della coerenza. Basterebbe fare il bis della scorsa estate quando venne consegnata a Reja una squadra quasi chiavi in mano: dovrebbe essere regola fissa, e non un’eccezione, per non mettere l’allenatore in difficoltà. Ma per Lotito è sempre colpa dei giornalisti: mai un’autocritica, mai una mezza ammissione di colpa, mai un discorso in grado di confortare la gente che nulla pretende se non un minimo di chiarezza. Lotito non è il presidente della Lazio, è tutto: direttore sportivo, capo della comunicazione, direttore generale, eventuali e varie. Ed è normale che la figura dell’accentratore spesso abbia più aspetti negativi piuttosto che positivi.

La cosa più importante sarebbe quella di non prendere in giro la gente. Come ha fatto il Milan prima negando la cessione di Thiago Silva, addirittura con un comunicato sul sito del club, poi formalizzandola senza troppi scrupoli. Sarebbe indifendibile Andrea Della Valle se, dopo aver detto “non darò Jovetic anche per 30 milioni cash”, cambiasse idea all’improvviso. E non reggerebbe la storia di un’eventuale forzatura del gioiello di Montella – tutta da dimostrare – pur di andar via.

Bisognerebbe capire che con i sentimenti dei tifosi non si può scherzare. Bisognerebbe che lo capisse Lotito che sui quattro campioni promessi alla Lazio cieca quattro mesi dopo fa macchina indietro. Parlando di Zarate e Floccari, quasi alla ricerca di alibi che non tengono. Lotito ha trenta giorni di tempo per mantenere le promesse fatte. Il resto conta zero, chiacchiere spazzate via dal vento.

Fonte: alfredopedulla.globalist.it

R.M – Cittaceleste.it

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