Ag.Diakitè a Lotito: ‘Non si muove’

Ag.Diakitè a Lotito: ‘Non si muove’

Roma – Non si è fatta attendere la risposta di Ulisse Savini, procuratore di Modibo Diakite, al presidente della Lazio Claudio Lotito, che durante la conferenza stampa del neo-acquisto Ciani aveva duramente attaccanto il gigante francese. Il punto di rottura tra Lazio e Diakitè è stato sulla discussione del rinnovo…

Roma – Non si è fatta attendere la risposta di Ulisse Savini, procuratore di Modibo Diakite, al presidente della Lazio Claudio Lotito, che durante la conferenza stampa del neo-acquisto Ciani aveva duramente attaccanto il gigante francese. Il punto di rottura tra Lazio e Diakitè è stato sulla discussione del rinnovo contrattuale, in scadenza 2013, dove tra domanda e offerta ballano 250mila Euro per arrivare al milione che prentende il suo entourage. Non la pensa così la società, attraverso le parole del patron romano in perfetta sintonia con il pensiero del Ds Tare, che aveva duramente attaccato: “Noi abbiamo offerto il triplo di quanto percepisce ora, lui ritiene di dover prendere più di un milione a stagione. Ha rifiutato 4 squadre, vuole andar via a paramentro zero. Non permetteremo questi atteggiamenti, non ci faremo condizionare da richieste insostenibili”. In serata, ai microfoni di Sportitalia, Savini si concede il diritto di replica, in verità senza riuscire nell’intento di smentire le “verità” di Lotito: Non siamo d’accordo con la Lazio sulla questione del rinnovo. Modibo via solo per Inter, Juventus e Milan? Non è vero, si possono trovare soluzioni anche all’estero. Ad ogni modo c’è la volontà di continuare a vestire la maglia biancoceleste, in questa sessione di mercato o in quella di gennaio non dovrebbe muoversi”. La direzione volge verso il “muro contro muro”, dove nella peggiore delle ipotesi, il francese rischierebbe una stagione ai margini del progetto tecnico e il club capitolino una perdita patrimoniale. Solo un impronosticabile dietrofront del calciatore cambierebbe il destino della vicenda, ma la corda a forza di tirare, sembra ormai essersi definitivamente spezzata.

Francesco Pagliaro

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