Alessandro Nesta potrebbe riabbracciare la Lazio

Alessandro Nesta potrebbe riabbracciare la Lazio

ROMA – Il 9 febbraio 2014 sarà un po’ come il 9 gennaio 1900, fatte ovviamente le debite proporzioni. Perché la nascita è dei primi giorni del secolo scorso, ma la rinascita della Lazio invece è stata progettata per l’anno prossimo in coincidenza con il derby del ritorno: sì, il…

ROMA – Il 9 febbraio 2014 sarà un po’ come il 9 gennaio 1900, fatte ovviamente le debite proporzioni. Perché la nascita è dei primi giorni del secolo scorso, ma la rinascita della Lazio invece è stata progettata per l’anno prossimo in coincidenza con il derby del ritorno: sì, il ritorno della lazialità. Sugli spalti, infatti, è annunciata la presenza di Alessandro Nesta, primo passo per una Lazio nuova e più vicina ai tifosi. Perché non sarà solo un omaggio al passato, come fu per la visita all’Olimpico di Gascoigne. Ma un vero spunto tecnico, un ponte verso il futuro.
Che i laziali si augurano sempre più a tinte biancocelesti. E, al netto dei risultati, cioè il più importante generatore di consenso, il presidente Lotito stavolta sembra aver intercettato il desiderio dei tifosi che hanno sempre patito l’assenza di un simbolo della propria cultura e dei propri valori. Ecco quindi l’idea nata dall’addio di Nesta al calcio giocato, poco più di un mese fa, un piano per riportare un po’ di serenità nell’ambiente e che sembra poter conciliare le esigenze di tutti: ai tifosi il punto di riferimento che reclamano da tempo, alla società più spessore e riconoscibilità internazionale (e magari una buona soluzione in parallelo o, in caso di emergenza, in alternativa a Petkovic) e all’ex fuoriclasse della difesa un posto nel club dove cominciò e dove spera di ricominciare. Il contatto ha così lanciato la proposta: Lotito l’ha chiamato quando la notizia del suo addio al calcio è rimbalzata da Montreal per fare il giro del mondo. Il presidente aveva qualcosa da farsi perdonare, aveva definito Nesta «troppo vecchio» per giocare nella Lazio quando lasciò il Milan per andare a sparare le ultime cartucce in Canada nella Major League Soccer. Ma c’è voluto un attimo per recuperare la sintonia. Del resto la base è solida, la Lazio è il minimo comune denominatore e 37 anni sono giusti per iniziare a sedersi in panchina . «Ti va di essere allenatore in seconda a partire dalla prossima stagione?», la domanda. Oltre che nella sua presenza per il prossimo derby, la risposta di Nesta può essere letta nel tweet inviato direttamente alla Lazio a metà ottobre: «@officialsslazio Non è vero che mi sono dimenticato. Orgoglioso di essere stato il capitano di questa squadra». E questo vale senza dubbio molto più di un semplice sì.

 

Il che ha ribaltato i piani di anno sabbatico di Nesta che pensava al riposo nella sua casa di Miami dopo 21 anni passati a fare la differenza sui campi di tutto il mondo. A caldo, anzi, ha subito espresso il desiderio di iniziare la carriera di allenatore. E, in quanto campione del mondo nel 2006, è pronto a giocarsi la fiche per l’accesso diretto al Supercorso di Coverciano, che seguirà fino agli esami finali che si terranno i primi di luglio. Poi potrà tornare alle sue origini e sedersi accanto a Petkovic (o addirittura da solo?) dopo la separazione forzata del 2002 per indossare un’altra maglia numero«13», quella del Milan. Un sacrificio dolce come due vittorie in Champions per mettere al riparto la Lazio dal pericolo della bancarotta. Allora molti laziali non compresero il gesto estremo del campione-tifoso, poi però la verità venne a galla. Ora sembra tutto perfetto per ripartire insieme. (Corriere della Sera)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy