E Ruben, Ruben Ruben Sosa…

E Ruben, Ruben Ruben Sosa…

ROMA – “E Ruben Ruben Ruben Sosa… e Ama Ama Ama…rildo… Pedro Pedro Pedro Pedro Troglio… alè alè alè alè alè la Lazio…” così cantava ricolma d’amore la Curva Nord e lo stadio intero di quella Lazio fine anni ottanta pronta a rinascere dalle proprie ceneri come fa un’araba fenice.…

di redazionecittaceleste

ROMA – “E Ruben Ruben Ruben Sosa… e Ama Ama Ama…rildo… Pedro Pedro Pedro Pedro Troglio… alè alè alè alè alè la Lazio…” così cantava ricolma d’amore la Curva Nord e lo stadio intero di quella Lazio fine anni ottanta pronta a rinascere dalle proprie ceneri come fa un’araba fenice. Uno dei giocatori che maggiormente infiammava i cuori dei tifosi della Lazio era Ruben Sosa, attaccante arrivato a Roma dal Real Saragozza. Dribbling fulmineo, scatto bruciante e un piedino vellutato che, su calcio di punizione, sapeva disegnare della parabole su cui i portieri non potevano fare assolutamente nulla. Oggi compie 48 anni, è tornato a casa, la sua Montevideo, dove fa il collaboratore tecnico del Nacional, squadra con cui si è tolto il lusso di vincere tre campionati.

Con la Lazio rimane per quattro stagioni collezionando 40 gol in 123 gare. Poi approda all’Inter dove si toglie la soddisfazione di vincere una Coppa Uefa collezionando un assit per Wim Jonk per la rete decisiva contro il Casinò Salisburgo. E’ il secondo uruguaiano più prolifico della serie A- con 84 centri – record che appartiene al Matador Cavani, con 112 reti tra Palermo e Napoli. Nato nella festa della Liberazione, le sue gesta incredibili invece, non libereranno mai la mente e i pensieri dei tifosi della Lazio che lo ricordano sempre con grandissimo affetto.

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