RICORDI – Quelli che hanno portato il terzo tempo a Roma

RICORDI – Quelli che hanno portato il terzo tempo a Roma

ROMA – Ci sono alcune date che non si possono dimenticare, che rimangono per sempre impresse nella memoria collettiva. C’è la caduta del muro di Berlino, 1989, segnale della fine della Guerra Fredda. 1969, l’uomo sbarca sulla Luna. E poi tra queste, i tifosi della Lazio non possono dimenticare quel…

ROMA – Ci sono alcune date che non si possono dimenticare, che rimangono per sempre impresse nella memoria collettiva. C’è la caduta del muro di Berlino, 1989, segnale della fine della Guerra Fredda. 1969, l’uomo sbarca sulla Luna. E poi tra queste, i tifosi della Lazio non possono dimenticare quel 14 maggio del 2000. Ultima giornata di campionato, la Juventus va a fare visita al Perugia di Gaucci, la Lazio riceve la Reggina. Ma la rabbia dei tifosi biancocelesti, dopo quello che è accaduto a Torino tra Juventus e Parma, non si placa. La risata di Fabio Cannavaro dopo il gol annulato è tutta un programma.

 

IL FUNERALE DEL CALCIO – Si organizza il funerale del calcio, i tifosi sono stufi di vedersi ancora una volta scippare uno Scudetto frutto di una rimonta incredibile iniziata proprio a Torino con quella capocciata di Simeone che ha iniziato a far scricchiolare le certezze di Carlo Ancelotti e della sua Juventus. La Lazio regola la Reggina in maniera molto facile, un 3 a 0 che porta le firme di Simeone, Veron e Simone Inzaghi. Intanto a Perugia scoppia il nubifragio, la partita viene interrotta, il pallone a stento riesce a rimbalzare ma Collina, il miglior arbitro della Serie A, è inamovibile: si può continuare a giocare.

 

IL COMPROMESSO – Negli spogliatoi intanto Conte & Co fanno una precisa richiesta: “Fateci vincere la partita”, ma la risposta di Gaucci è un secco no, si gioca regolarmente. Ed inizia un’altra partita, romantica, spietata, unica come la storia della Lazio. Lo Stadio Olimpico intanto continua a riempirsi, la gente comincia a crederci. Sul maxi schermo si trasmette la partita di Perugia, la tensione è alle stelle, gente che cammina nervosamente sul prato dell’Olimpico, un tappeto biancoceleste e poi il boato: il Perugia è passato in vantaggio, sul display appare il nome di Cappioli, l’ex giallorosso che potrebbe regalare lo Scudetto alla Lazio. Ma in realtà a far crollare i sogni di gloria bianconeri è Calori, difensore dalla scarsa vena realizzativa che per un attimo veste i panni di Pippo Inzaghi e buca Van Der Sar con un destro preciso che si infila all’angolino. Ora il cuore batte a mille, fino a quando Marco Materazzi, figlio dell’ex tecnico della Lazio, afferra il pallone tra le braccia per sancire la fine dell’incontro.

 

TERZO TEMPO – La Lazio è Campione d’Italia quell’urlo rotto da ben 26 anni di sofferenze può esplodere per le strade di Roma, tutti ad abbracciarsi tra perfetti sconosciuti, mai lontani, ma sempre più vicini, uniti dall’amore per la Lazio. Mai nella storia del calcio si è arrivati a vincere un campionato al terzo tempo. Benvenuti nella storia della Lazio, la più pazza e romantica che si possa immaginare, ma per questo ancora più bella da assaporare e vivere.

Cittaceleste.it

 

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