Statuto musica e Toro: “LiberaLazio? Siamo con loro”

Statuto musica e Toro: “LiberaLazio? Siamo con loro”

A piazza Statuto, nel cuore di Torino, c’è un gruppo di amici che da oltre trent’anni porta con la sua musica il movimento Mod in giro per l’Italia e l’Europa. Lo stesso gruppo che la domenica è in curva all’Olimpico a sostenere il Toro, ma che non andrà in trasferta…

di redazionecittaceleste

A piazza Statuto, nel cuore di Torino, c’è un gruppo di amici che da oltre trent’anni porta con la sua musica il movimento Mod in giro per l’Italia e l’Europa. Lo stesso gruppo che la domenica è in curva all’Olimpico a sostenere il Toro, ma che non andrà in trasferta a Roma, nonostante il legame speciale con Gabriele Sandri e gli Eagles Supporters, per colpa della tessera del tifoso “che ha allontanato la gente dagli stadi”. Parola di Oskar Giammarinaro, cantante e leader della band ska Statuto, tra i ricordi del vecchio stadio Filadelfia e “Liberalalazio”.
Partiamo da Lazio-Torino: si aspettava di arrivarci con i granata così in alto?
“Non so se reggeremo fino a fine campionato perché il livello dei nostri calciatori è più basso della posizione che abbiamo in classifica. Tranne Cerci e Immobile che sono top players da nazionale, gli altri sono calciatori mediocri nel senso buono della parola, hanno dato il massimo, anche grazie al mister Ventura che è stato molto bravo, li ha fatti rendere al meglio, dando identità di gioco. La squadra per vincere alcune partite le ha giocate al 200%, non so se avrà ancora energie nelle gare che rimangono. Anche se arrivare in Europa sarebbe il minimo…”
Perché?
“Un club con la storia del Torino dovrebbe puntare a una collocazione ancora più alta, che da troppi anni, almeno 20, non raggiunge. Realisticamente, per il futuro non mi faccio illusioni, però credo che molto dipenderà dallo stadio Filadelfia: quando verrà ricostruito e il Toro tornerà a giocarci con la prima squadra e le giovanili, riavremo la fucina di talenti granata che ha dato tanto alla nostra storia. Vede, io ho avuto la fortuna di giocare e di allenarmi lì per alcuni anni quand’ero nelle giovanili del Torino, c’era un’atmosfera incredibile, dai pulcini alla serie A si usavano gli stessi spogliatoi, i più grandi seguivano e consigliavano i più giovani. Sono stati bellissimi momenti, che in qualche modo sono riusciti a prolungare il clima del Grande Torino almeno fino agli anni Settanta-Ottanta”.
Proprio quando nacque il gemellaggio con la Lazio: com’erano quegli anni?
“Con la Lazio ho ricordi bellissimi. Tanti anni fa, quando eravamo gemellati tra le tifoserie, ospitai addirittura a casa mia due amici degli Eagles Supporters per vedere insieme gli Europei di Torino nel 1980, e ho avuto poi sempre un occhio di riguardo verso la Lazio. Poi il gemellaggio è finito, soprattutto per questioni politiche, tutto sommato la tifoseria laziale ha un’identità ben precisa in quel senso, mentre noi politica non ne facciamo. Io ero ragazzino all’epoca, ma ricordo che i responsabili della curva di quel periodo decisero di allentare i rapporti, non per un episodio singolo, ma per la svolta politica nella curva della Lazio, che ai nostri tifosi non andava bene”.
Poi è arrivata “È già domenica”, la canzone dedicata a Gabriele Sandri…
“Sì, ha avuto un’accoglienza molto positiva, ce lo hanno raccontato i nostri amici laziali e abbiamo avuto occasione di capirlo noi in prima persona. È un brano nato da un evento inaccettabile come la morte di Gabriele, una tragedia che abbiamo sentito molto nostra: siamo da sempre legati al mondo ultras, abbiamo scritto pezzi come “Ragazzo ultrà” e “Vita da ultrà”, raccontando le nostre esperienze. Avevamo già dedicato a Sandri e a Matteo Bagnaresi (il tifoso del Parma travolto da un pullman di supporter juventini nell’autogrill di Asti il 30 marzo 2008, ndr), la nostra raccolta “Elegantemente rudi” del 2008, che abbiamo spedito alle due famiglie. Così la madre di Gabriele ci ha scritto una bellissima lettera con parole molto belle, che ho cercato di mettere in musica, e da lì è nata la canzone. L’abbiamo fatta ascoltare alla famiglia ancora prima di registrarla, e solo con il loro consenso l’abbiamo incisa, donando tutto il ricavato alla Fondazione Gabriele Sandri”.
Domani sarà a Roma per la partita?
“Purtroppo no, fino a poco tempo fa ho continuato comunque ad andare in trasferta a Roma, l’ultima è stata Lazio-Torino del 2009, poi con la tessera del tifoso è cambiato tutto”.
Dal tono, non mi sembra gradirla particolarmente…
“La tessera del tifoso è la causa principale della continua perdita di spettatori dagli stadi. Già abbiamo impianti fatiscenti e prezzi alti dei biglietti, in più c’è questo grosso ostacolo all’aggregazione e alla passione di chi vuole seguire la propria squadra”.
Qui a Roma c’è chi ne identifica un altro nel presidente Lotito, boicottando lo stadio per protesta.
“Quando un presidente non è amato dai tifosi bisogna contestare e fare tutto quello che è necessario per poter far sì che il proprietario venda. Noi abbiamo accolto Cairo in maniera trionfale quando acquistò il Toro dopo il fallimento, ma dopo un primo anno andato bene, nel tempo siamo rimasti molto delusi, senza mai arrivare a una contestazione come quella laziale. Per questo ammiro i tifosi biancocelesti, farei come loro: per chi è appassionato è un sacrificio non andare allo stadio, però pensando che così facendo si possono migliorare i colori per cui tifi, lo rende una cosa condivisibile”.
La Lazio comunque è ancora in corsa per l’Europa.
“Sì, ma a differenza nostra che stiamo più in alto di quello che dovremmo, la Lazio a mio parere invece potrebbe avere la possibilità di collocazione molto più in alto, non dico scudetto o Champions, ma sicuramente a livello europeo. Ha parecchi buoni giocatori, e poi il mister Reja è un grande, ho avuto il piacere di conoscerlo quando allenava il Toro e con lui addirittura abbiamo fatto un nostro video con la prima squadra che si è prestata a giocare una partita. È una bellissima persona, uno serio, che non si lascia condizionare dalla tensione tra tifosi e presidente, fa il suo lavoro e si fa apprezzare per quello”.
A proposito di tensioni, cosa ne pensa del botta e risposta tra Meggiorini e Mauri?
“Sono questioni di calciatori, sono cose che sinceramente mi coinvolgono poco, perché per me il mondo del calcio moderno è marcio, è talmente falso e ipocrita. A me Meggiorini sta simpatico: non è un asso, ma in campo s’impegna e dà il massimo, non mi sento però di giudicare le persone in base a cose extracalcistiche”.
Guardiamo alla musica allora. L’anno scorso avete festeggiato 30 di anni di carriera: chi sono oggi gli Statuto?
“Siamo nati per poter dare espressione musicale al movimento Mod a Torino, far conoscere lo stile dei Mods, la musica era il mezzo più efficace e immediato, questa nostra priorità ci ha permesso di superare momenti difficili nel nostro cammino, sempre insieme al modernismo. Questo ci rende molto orgogliosi, riusciamo a vivere con la nostra musica come degli operai, abbiamo praticamente il tenore di vita di un lavoratore in fabbrica, ma lo facciamo con la nostra passione”.
Se non allo stadio, quando tornerete a Roma sul palco?
“Se tutto va bene, dovremo arrivare nella Capitale a maggio”. (LazioPolis.it)

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