CONFERENZA – Petkovic: “Stiamo giocando molto bene”

CONFERENZA – Petkovic: “Stiamo giocando molto bene”

Petkovic come Eriksson. Erano quindici anni che la Lazio non sbancava il San Siro interista. L’ultima volta ci era riuscita il 18 ottobre del 1998, con il mago svedese in panchina. Un punteggio rotondo, 5-3, non come quello di ieri sera, ma comunque simile. Le analogie, però, finiscono lì. Perché…

Petkovic come Eriksson. Erano quindici anni che la Lazio non sbancava il San Siro interista. L’ultima volta ci era riuscita il 18 ottobre del 1998, con il mago svedese in panchina. Un punteggio rotondo, 5-3, non come quello di ieri sera, ma comunque simile. Le analogie, però, finiscono lì. Perché quella Lazio di fine anni 90 si accingeva ad aprire un ciclo che l’avrebbe portata a primeggiare in Italia e in Europa, questa attuale invece deve barcamenarsi tra un’Europa League che resta difficile da conquistare in campionato ed una finale di Coppa Italia con la Roma che segnerà il confine della stagione: da una parte il trionfo, dall’altra il fallimento.

Petko-ripartenza
I segnali che arrivano da Milano sono incoraggianti. Dopo il rotondo 6-0 col Bologna ecco questo 3-1 sull’Inter che, oltre ad interrompere il digiuno di vittorie a San Siro che durava da tre lustri, pone fine ad altre due serie negative, queste però stagionali. Era da metà gennaio, ormai, che la Lazio non vinceva due partite di fila in campionato. Ed era vecchio di quasi 5 mesi l’ultimo successo esterno dei biancocelesti (1-0 a Genova con la Samp il 22 dicembre). La cosa che più conforta il tecnico di Sarajevo, però, è che la sua squadra stia finalmente dando segnali di risveglio dopo il lungo letargo invernale. Forse è tardi per agguantare il quinto posto in campionato (l’Udinese continua a vincere), ma non è tardi per arrivare alla finale di Coppa Italia in condizioni psicologiche accettabili. «Non era facile venire a San Siro e vincere – commenta l’allenatore -. La squadra è stata brava a soffrire nei momenti di difficoltà, poi ha colpito quando ha avuto l’occasione. Bene così: è stato il successo della maturità. Dobbiamo anche ringraziare Marchetti, che ci ha salvato in più occasioni, e riconoscere che l’Inter avrebbe meritato qualcosa di più. Io però sono soddisfatto della squadra. Dopo il 6-0 sul Bologna ci serviva una conferma e questa vittoria sull’Inter sicuramente lo è. L’obiettivo Europa League resta possibile già attraverso il campionato. Cercheremo di centrarlo, poi penseremo alla Coppa Italia».

Candreva periodico
Sul podio dei migliori ancora una volta (ormai è un’abitudine) Antonio Candreva. «Grande partita e grande vittoria – commenta il laterale romano -. Non era facile contro un’Inter che ha messo in campo tutto il suo orgoglio per non soccombere. Ma noi siamo stati bravi a restare sempre concentrati. Ho sbagliato un gol clamoroso, vuol dire che l’ho tenuto per la partita con la Roma. La vittoria dell’Udinese rende tutto inutile? Non direi proprio. Viviamo alla giornata, poi faremo i conti alla fine. Noi intanto cerchiamo di chiudere con due vittorie nelle partite con Sampdoria e Cagliari, poi vedremo cosa faranno gli altri. I rimpianti per i tanti punti persi per strada nelle settimane scorse ci sono, ma vogliamo pensare solo alle prossime due partite. E poi all’altra, quella con la Roma in Coppa Italia».

Fonte: Gazzetta dello Sport

Cittaceleste.it

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