Derby all’ultimo respiro

Derby all’ultimo respiro

di FRANCESCA CUCCUINI TRIGORIA – Torna finalmente il campionato primavera dopo uno stop fin troppo lungo che ha regalato a qualche ragazzo la gioia di allenarsi con le rispettive prime squadre. Per la Lazio è toccato in particolare ad Elez e Keita che ormai è parte integrante del gruppo di…

di FRANCESCA CUCCUINI

TRIGORIA – Torna finalmente il campionato primavera dopo uno stop fin troppo lungo che ha regalato a qualche ragazzo la gioia di allenarsi con le rispettive prime squadre. Per la Lazio è toccato in particolare ad Elez e Keita che ormai è parte integrante del gruppo di Vladimir Petkovic più che di quello di Alberto Bollini. I giovani aquilotti hanno ripreso in mano il campionato con il morale alzato dalla larga vittoria casalinga sul Livorno in cui abbiamo assistito al Tounkara-show che è terminato con un’espulsione pesante: niente derby per lui. Infatti, i biancocelesti, hanno ripreso la marcia con la partita più importante della stagione: la stracittadina. E lo hanno fatto senza il gioiellino per eccellenza che ha seguito la partita dagli spalti per poi festeggiare nel finale insieme agli inseparabili compagni di vittorie. Perchè per questi match non esistono distinzioni tra prima squadra e primavera: il derby è sempre un derby. Gli uomini di Alberto De Rossi guidavano la classifica in solitaria ed ora si ritrovano affiancati proprio dai cugini che li hanno raggiunti grazie alla vittoria in rimonta. Poche occasioni ma tante emozioni per una partita che è iniziata fin troppo bene per la Roma che ha guidato i primi quarantacinque minuti con gli spunti di Di Mariano (autore del gol) e la corsa di Ferri. A sbloccare il match, però, c’è stato bisogno di un calcio di rigore per i giallorossi che si sono portati in vantaggio dopo appena venti minuti di gioco. Una partita giocata in modo spezzettato a causa dell’arbitro dal fischio molto facile. Nel secondo tempo c’è voluto un secondo calcio di rigore per rialzare il ritmo della partita che iniziava ad abbassarsi vistosamente. Elez non sbaglia e con un pallonetto riporta la situazione in parità. Poi, per cambiare il volto alla partita, ci vuole l’ingresso di Keita concordato con la prima squadra che ha ordinato un massimo di quaranta minuti per lui. Ma per il ragazzo quaranta minuti bastano e avanzano: passaggi, spunti, cross e tante occasioni sfiorate. E lo spunto migliore arriva all’ottantesimo quando, il suo pallone, arriva davanti a Serpieri che si aggirava nell’area giallorossa: gol. Pesante. Trigoria è gremita di gente che passa dai cori ininterrotti al silenzio più totale. La grande delusione per una partita che sarebbe dovuta durare quarantacinque minuti. E invece i tempi sono due e, il secondo, è quello di Keita che da una zampata anche alla Roma e riporta i suoi compagni in vetta: laddove ha chiuso la stagione nello scorso anno. Laddove, l’unione biancoceleste, vuole continuare a rimanere per guardare il resto dei club dall’alto. A rompere il silenzio di Trigoria ci ha pensato questo gruppo di giovani di belle speranze e forte passione.

cittaceleste.it

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