FORMELLO – Lazio in ritiro punitivo, e non durerà poco. Tare furioso prima della seduta, Pioli non la dirige…

FORMELLO – Lazio in ritiro punitivo, e non durerà poco. Tare furioso prima della seduta, Pioli non la dirige…

Pioli non assiste alla seduta, il telefono di Tare bolle

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AGGIORNAMENTO ORE 12.40 – La Lazio in ritiro. E’ questa la punizione adottata dalla Lazio secondo quanto riporta Corrieredellosport.it. La Lazio in ritiro punitivo. Ecco il provvedimento deciso dalla società dopo il pareggio con il Palermo. Lotito è furioso, ma difende Pioli. Il tecnico per adesso non rischia la panchina. Sotto processo i giocatori, che si sono ritrovati stamattina per l’allenamento di scarico. Ora si trovano a casa, hanno lasciato il centro sportivo, dove rientreranno per la cena. Pioli ha condiviso, e non avrebbe potuto fare altrimenti, la scelta del ritiro. La Lazio resterà a Formello almeno sino a giovedì, quando si giocherà all’Olimpico la partita di Europa League con il Dnipro, forse anche nei giorni successivi per prepararsi alla trasferta di Empoli. Società e tecnico si aspettano una reazione dai giocatori, a cui sono attribuite le principali responsabilità della crisi.

FORMELLO – Aria di interrogativi sul campo Fersini: Pioli non assiste alla seduta di chi ieri non ha giocato, tra cui Danilo Cataldi e Antonio Candreva rei di un battibecco con il vice Murelli che invece non si vede sul terreno di gioco. Anche Pioli appare per un attimo e poi rientra all’interno del centro sportivo. Scarico sul campo per Parolo, mentre chi non è sceso in campo ieri si è prodotto in una seduta prettamente atletica agli ordini dei preparatori atletici Osti e Fonte.

TELEFONO BOLLENTE – Intorno a metà seduta appaiono sul terreno di gioco Tare e Pioli, non si scambiano nemmeno una parola, un confronto potrebbe essersi consumato lontano da occhi indiscreti. Il direttore sportivo si attacca al telefono, mentre Pioli parla per qualche minuto con il professor Perondi e poi riprende la strada degli spogliatoi. Per un attimo, con sguardo inquisitore e cupo, riflette con le mani in tasca e guardi i suoi ragazzi, da qualcuno si sente tradito non c’è ombra di dubbio: anche il figlioccio Cataldi sembra voltargli le spalle, sono lontani i tempi in cui lo ha chiamato in Paideia per farsi consolare dopo l’ennesimo infortunio. Peccati di gioventù, normali incomprensioni nel rapporto tra “padre” e figlio. Il direttore sportivo rimane al telefono per circa una mezz’ora, poi prende la strada che lo conduce alla foresteria. Un punto nelle ultime quattro partite in campionato è un bottino troppo magro, bisogna riprendere la strada giusta, dove tutti remano dalla stessa parte. Lo scorso anno il gruppo era compatto, oggi si è sgretolato tra mugugni, incomprensioni e gelosie. Bisogna ritrovare la giusta via, quella che lo scorso anno ha permesso di navigare fino al terzo posto in classifica.

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