Lazio, un minuto di arbitraria follia…

Lazio, un minuto di arbitraria follia…

PALERMO – L’aquila rosanero contro quella biancoceleste, per una sfida dalle motivazioni opposte, ma altissime per entrambe. Lazio in campo con il “multimodulo” targato Petkovic, che a sorpresa lancia Cana dal primo minuto, questa volta nel ruolo di centrocampista. La gara è vibrante sin dai primissimi minuti, con i siciliani…

PALERMO – L’aquila rosanero contro quella biancoceleste, per una sfida dalle motivazioni opposte, ma altissime per entrambe. Lazio in campo con il “multimodulo” targato Petkovic, che a sorpresa lancia Cana dal primo minuto, questa volta nel ruolo di centrocampista. La gara è vibrante sin dai primissimi minuti, con i siciliani che cercano immediatamente di mostrare i muscoli, aggredendo alti. La risposta dell’undici laziale è pronta, figlia di una minuziosa quanto attenta preparazione tattica, che subito porta i suoi frutti. Mauri e compagni, in neanche due giri di lancette, conquistano e dominano la zona di centrocampo, mentre Floccari svaria su tutto il fronte offensivo non condendendo nessun punto di riferimento alla difesa avversaria.



Vantaggio meritato – Tanto che, nè Aronica, nè Von Bergen, al 10′ riescono a prendere il calabrese, che sfrutta il preciso lancio di Ledesma e con uno splendido colpo di testa no-look, supera l’immobile Ujkani. Uno a zero e partita i discesa, con la Lazio che ogni volta che supera la medina da la sensazione di poter segnare. Il Palermo attinge al suo orgoglio, cercando una reazione dterminata, ma confusionaria. L’occasione migliore capita sui piedi di Miccoli, che con un destro potente dall’interno dell’area, chiama Marchetti all’unico intervento della prima frazione di gara. E’ partita vera, vibrante, con continui ribaltamenti di fronte. Dossena mette cross su cross nell’area laziale, ma Ciani si erge sopra ogni avversario e libera l’area da ogni possibile pericolo. Passato il momento di pressione, il finale di primo tempo è ancora di marca capitolina, che rischia il raddoppio con Hernanes.

Raddoppio negato – Ad inizio ripresa la furia siciliana si scatena con rinnovato vigore, costringendo gli uomini di Petkovic ad abbassarsi pericolosamente, schiacciandosi in un inedito 5-4-1. La Lazio risponde con attenzione e scarificio, in attesa che le batterie rosanero vadano ad esaurimento. Pesa il gol, regolarissimo, annullato a Sergio Floccari su assit di Mauri. Così il Palermo torna a crederci e premere sull’acceleratore. Si corre ai ripari con Gonzalez al posto di uno spento Lulic, ma proprio nel momento in cui la partita sembrava tornare su un equilibrio favorevole ai bincocelesti, succede l’incredibile. Due gol in 2 minuti, prima con Rios e poi con Dybala, che al al 26 chiude l’inaspettato ribaltone. E allora dentro Candreva per Radu, Kozak a rilevare Ledesma, per giocarsi il tutto per tutto e riaprire la caccia al maltolto.

Pareggio dolceamaro – Non ci sta la Lazio, che si getta in avanti con rabbia incontenibile. Saltano gli schemi, ma non i nervi, e con la lucidità residua il pareggio arriva. E’ ancora Floccari, migliore in campo, a trovare il rigore che concede ad Hernanes l’onore del pareggio, che pure sta stretto ad una squadra che meritava di stare sul due a zero. Certo è, che quel minuto di ordinaria follia, oltre il gol annullato, pesa maledettamente sul risultato finale. Fallito il potenziale aggancio alla Juve capolista, dall’emozionante sfida del Barbera esce fuori un pari che non soddisfa nessuno, tantomeno il Palermo che rimane in piena zona retrocessione. Eppure la Lazio, giunta al quindicesimo risultato utile tra coppa e campionato, continua la sua striscia positiva. E non si potrà parlare più di presunti favori arbitrali.


Francesco Pagliaro

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