ESCLUSIVA – Fiore: “Cataldi? Non è mica Biglia! Il nuovo attaccante della Lazio? Beh…”

ESCLUSIVA – Fiore: “Cataldi? Non è mica Biglia! Il nuovo attaccante della Lazio? Beh…”

L’ex centrocampista biancoceleste tifa per Inzaghi…

fiore

ROMAStefano Fiore, ex centrocampista della Lazio, è intervenuto durante la trasmissione “La Pupa & Il Picciotto”, in onda su CITTACELESTE TV, canale 669 del digitale terrestre, dal lunedì al venerdì, dalle 12 al 14: “Doveva essere una stagione impostata in maniera diversa – dice commentando l’annata della Lazio – dopo la splendida cavalcata dello scorso anno, bisognava entrare in Champions League. Si è fatto qualche errore di valutazione, i giocatori erano poco stimolati, giocatori che non hanno reso al massimo. Tutto parte da un errore di valutazione iniziale. Bisogna vedere quello che si vuole fare. Come sempre i programmi li detta la società”.

CATALDI – “Non si deve fare l’errore di paragonarlo a Biglia. L’argentino è già molto affermato ed esperto e un metronomo del centrocampo. Cataldi ha caratteristiche diverse è un giocatore di corsa e temperamento. Quando Pioli lo ha fatto giocare centrale ha avuto difficoltà, non può dettare i tempi dell’azione. E’ un giocatore molto giovane, bisogna avere pazienza e non deve essere caricato di troppe responsabilità”.

CARPI – “Servirà l’approccio che c’è stato con l’InterLa Lazio con Simone ha ritrovato una certa identità. Avrà un avversario molto diverso da quello di domenica sera, sarà ostico. Si difende molto bene, lascia pochi spazi e deve salvarsi. Sarà una partita tosta e spigolosa. Un altro test importante per capire se può uscire dal momento buio”.

INZAGHI – “Ha ridato stimoli a giocatori che sembravano alla deriva, senza troppi stimoli e obiettivi. Ha fatto finire la stagione in maniera diversa e decorosa. Ci ha messo del suo anche dal punto di vista tattico, scegliendo giocatori che giocavano poco. Pioli è stato penalizzato dagli infortuni, mentre Inzaghi è partito da punti fissi. Secondo me è pronto anche ad allenare la Lazio il prossimo anno, non ha bisogno di fare la gavetta. Sfatiamo il mito che si deve partire dal basso, non deve essere così per tutti. Se supportato dalla società può dire la sua anche il prossimo anno. Ha grande passione, competenza, ha giocato a calcio 20 anni”.

DJORDJEVIC – “Ha avuto un grande impatto lo scorso anno, non ha mantenuto le aspettative. Non è un bomber da 20/25 gol. Ma ha le potenzialità per essere un giocatore da doppia cifra. In questa stagione ha pagato lo scotto di giocare in una squadra che non ha giocato bene. Ha avuto un ruolo di gregario, gli si chiedeva di dare un mano in difesa. Ha giocato molto per la squadra”.

ATTACCANTE – “Gabbiadini e Immobile mi piacciono molto, per caratteristiche Immobile si può sposare bene con Djordjevic. Ma devono giocare in un altro sistema di gioco. Gabbiadini ha sempre fatto benissimo e fatto sempre gol, vedono la porta molto bene. Ma hanno bisogno del supporto della squadra”.

5 MAGGIO – “Fu una giornata molto strana. Tra le più strane della mia carriera, giocammo una partita in un clima surreale. C’era uno stadio che tifava Inter, era una situazione paradossale. Per ragioni di classifica si teneva all’Inter. Appena superavamo la metà campo si sentivano bordate di fischi. Noi abbiamo fatto il nostro dovere per andare in Coppa Uefa. Ricordo tanti colleghi in dramma sportivo che pensavano solo al clima di festa, si aspettavano qualcosa di diverso. Il terrore sportivo nei loro occhi quando Simeone segnò il 3 a 2. In pochi minuti sono passati dal Paradiso all’Inferno“. Intanto il borsino mercato si aggiorna >>> CONTINUA A LEGGERE

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