Avv. Cascella: “Keita-Spagna? Fiducioso”

Avv. Cascella: “Keita-Spagna? Fiducioso”

ROMA – All’interno della trasmissione “IO TIFO LAZIO”, in onda dal lunedì al venerdì – in replica il sabato e domenica – dalle 20 alle 23 su cittaceleste.it e sul digitale terrestre, è intervenuto l’avvocato Angelo Cascella, docente di Diritto Sportivo, nonché giudice arbitro del TAS di Losanna.Come sta il…

ROMA – All’interno della trasmissione “IO TIFO LAZIO”, in onda dal lunedì al venerdì – in replica il sabato e domenica – dalle 20 alle 23 su cittaceleste.it e sul digitale terrestre, è intervenuto l’avvocato Angelo Cascella, docente di Diritto Sportivo, nonché giudice arbitro del TAS di Losanna.

Come sta il calcio italiano?Mi piace molto confrontarmi con il calcio italiano rispetto all’estero, giusto che si sia adeguata agli altri paesi europei, giusto abolire le comproprietà che c’erano solo in Italia, questa discrasia diventava un ostacolo per i trasferimenti internazionali di giocatori, una realtà interna poteva avere un certo senso,la differenza si sente proprio, c’è grande difficoltà da parte del calcio italiano, questa potrebbe essere una soluzione. Facciamo tante considerazioni, le parti del calcio, è un business, bisogna avere dirigenti giovani e preparati, una nuova classe dirigente che possa adeguare queste situazioni. I costi e gli incassi, sono sempre più ancorati ai diritti tv, quasi per il 70 per cento. L’incidenza estera dei diritti tv è molto più bassa rispetto al nostro Paese. Abbiamo una media di 22mila spettatori, nei confronti della Germania che è doppia. Le società hanno più incassi. Molte società hanno sempre confidato in questo, è difficile investire nel futuro, restano tanti giocatori sul groppone, l’aspetto emotivo, è fondamentale, quando si è con l’acqua alla gola tanti presidenti acquistano 10 20 giocatori, altre volte in prestito con diritto di riscatto per la metà, oppure con altre formule . Le società devono razionalizzare le spese, avere 3 o 4 allenatori, sul libro paga, pesa molto sul bilancio. Anche in serie C, la riduzione del numero delle società professionistiche potrebbe essere una soluzione, servono maggiori controlli. Occorre avere maggiori controlli, dai passaporti facili alle false fideiussioni, il calcio italiano si è distinto più per la cronaca negli ultimi anni che per il successo sportivo. Lo stadio poi è diventato quasi un luogo impenetrabile, dai tornelli, non si può andare allo stadio, lo stesso giorno della partita, se un padre di famiglia vuole portare suo figlio allo stadio si deve organizzare qualche giorno prima. Dobbiamo invogliare la gente a venire allo stadio. Da noi la Spal è stata squalificata, perchè si era autofinanziata con un fotovoltaico all’interno dello stadio. Il prodotto società calcio va gestito commercialmente, bisogna trovare nuove strade verso lo sfruttamento del merchandising. L’evento sportivo può muovere tutto, i mondiali di calcio sono eventi incredibili. La metà del Pianeta ha assistito alla cerimonia delle olimpiadi. Ormai viviamo nella favola che il nostro è il campionato più bello del Mondo. Limitandoci all’aspetto economico, Inghilterra e Germania stanno meglio, per entrare e uscite i tedeschi, tanto per cambiare, sono i numeri uno. Siamo stati raggiunti dai club francesi, alla luce dell’aspetto economico. Third party ownership, ovvero lo sfruttamento da parte di terzi dei diritti economici dei calciatori, sarebbe un punto di partenza per il futuro che già viene applicato all’estero, una terza parte che sfrutta l’aspetto economico dei calciatori, potrebbe essere un grande vantaggio per le società stesse”.

La Lazio potrebbe essere appetibile per investitori stranieri?Di grandi investitori esteri non ne ho visto molti. I club principali stranieri, Inghilterra e Francia per esempio, sono di proprietà russa o araba, la Spagna è un caso a parte, ha avuto appoggio dalle banche per i grandi acquisti come Cristiano Ronaldo, ci sono situazioni specifiche da Paese a Paese. Per quale motivo uno dovrebbe investire in Italia? C’è la volontà da parte delle istituzioni calcistiche di cambiare qualcosa? I presidenti di calcio hanno spesso problemi, abbiamo assistito al fallimento di Fiorentina e Perugia, hanno avuto grosse problematiche, va riformato il sistema calcio, ho avuto un incontro con un general manager dei Toronto Raptors, ogni partita incassavano 1 milioni e mezzo di dollari ed altrettanti dagli incassi di bevande e pop corn, i tifosi trovano un ambiente confortevole, arrivano pochi minuti prima della partita, non hanno difficoltà a raggiungere lo stadio, da noi devi arrivare due giorni prima se vuoi andare a vedere una partita”.

Keita spagnolo, a che punto siamo?Sto monitorando la cosa, sono in contatto sia con il Ministero di Giustizia che con il Consejo Superior de Deportes, sono fiducioso, spero che si possa risolvere quanto prima questa cosa, è una cosa paradossale, vive li in Spagna ed è sempre stato li da quando è nato, parla benissimo la lingua, finchè non ci sono documenti ufficiali, non ci possiamo sbilanciare. Spero che possa essere risolta la pratica quanto prima e che possa essere convocato con la Spagna e giocare da comunitario. La Lazio ha fatto bene ad investire su di lui, rinunciando ad un posto di extracomunitario, puntando su un giocatore molto giovane ma di sicura prospettiva futura e che ha le stimmate del campione”.

 

Matteo Benedetti – Cittaceleste.it

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