ESCLUSIVA – G.Paparelli a Cittaceleste: “Quel giorno…”

ESCLUSIVA – G.Paparelli a Cittaceleste: “Quel giorno…”

Pubblicato il 28/10 alle ore 10.00 (Di Roberto Maccarone) ROMA – E’ il 1979, è il 28 ottobre. Vincenzo Paparelli è allo stadio Olimpico, come sempre. Non servono altre parole, altri riferimenti. Il ricordo, quanto mai buio di quello che accadde quel giorno è limpido e doloroso nell’animo di ogni…

Pubblicato il 28/10 alle ore 10.00

(Di Roberto Maccarone) ROMA – E’ il 1979, è il 28 ottobre. Vincenzo Paparelli è allo stadio Olimpico, come sempre. Non servono altre parole, altri riferimenti. Il ricordo, quanto mai buio di quello che accadde quel giorno è limpido e doloroso nell’animo di ogni tifoso della Lazio. Il dramma, il panico, le grida. Poi la resa, perchè Vincenzo perde la vita e la rabbia si fa largo in ogni dove. Un incidente, qualcuno lo chiamerà così. Una tragedia, la realtà dei fatti. Il dolore della famiglia oggi, è alleviato dall’affetto di chi è rimasto in Nord, di generazione in generazione. Dall’affetto riversato sulla famiglia Paparelli, ogni volta che se ne pone l’occasione. A confermarlo – ce ne fosse ancora bisogno – ai microfoni di Cittaceleste.it, è il figlio di Vincenzo: Gabriele.

 

Il dolore è sempre lo stesso – ci dice – e lo sarebbe per chiunque quando si ricorda un caro perso è normale. Però, mi consola moltissimo l’affetto dei laziali. Non potete immaginare: una cascata d’amore. Fra ieri e oggi, sono rimasto sconvolto. In curva ieri sera è apparso quello striscione… un vero spettacolo. Qualcosa sapevo, immaginavo che avrebbero ricordato papà… alla fine lo fanno sempre. Ripeto, quello che ho provato ieri in Nord e che sto provando nel vedere la vicinanza dei laziali è incredibile. Quel giorno – ci racconta – mio papà non sarebbe dovuto andare allo stadio. Dovevamo andare ad un pranzo, a Valmontone. Pioveva. Non se ne fece nulla. Mio papà, di restarsene a casa vicino alla radiolina per seguire la Lazio, proprio non ne aveva voglia. Così, quando alle 11.00 uscì un tiepido raggio di sole, non ci pensò due volte: “Chi vuole venire, viene. Io però vado allo stadio: ci vediamo dopo”. Poi è successo quello che tutti sapete, ma i laziali mi sono stati sempre molto vicini. Questa mattina ho pubblicato una foto sul mio profilo, in pochi minuti più di 200 mi piace! (sorride ndr)”. Inevitabile, chiedere a Gabriele anche un commento sul presente, sul momento della squadra biancoceleste. “Parlare di Lazio? Perchè no! Beh, devo dire che il momento non è dei migliori… la squadra non gira, non mi convince molto. Ieri ho visto bene Klose e anche Biglia non mi è dispiaciuto. Lui come Mascherano? Beh, diciamo che quando Biglia fa i lanci lunghi con la Nazionale (l’argentina ndr) lì davanti c’è gente un po’ diversa rispetto ai giocatori della Lazio. Comunque, che dire? Speriamo bene!“. Sempre gentile e cortese, disponibile e cordiale. Vincenzo sarebbe fiero del suo Gabriele, un Laziale vero.

Cittaceleste.it

 

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