ESCLUSIVA – Mezzaroma: “Lotito? Appare peggio di quello che è”

ESCLUSIVA – Mezzaroma: “Lotito? Appare peggio di quello che è”

Marco Mezzaroma, presidente della Salernitana, parla di Lotito che è meno peggio di quello che può apparire

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(Pubblicata ieri 9/11) ROMA – Marco Mezzaroma, presidente della Salernitana, è intervenuto ai microfoni di CITTACELESTE FM, in onda sugli 88,100 di Elle Radio dal lunedì al venerdì dalle 17,30 alle 19,30 e su CITTACELESTE TV canale 669 del digitale terrestre: “Moviola in campo? Con me sfondi una porta aperta, mi rifaccio al rugby. Che è uno spot fisico e di contatto, c’è un arbitro che richiede la moviola e l’istant replay, c’è una persona chiusa in un gabbiotto che valuta le immagini, al massimo si perde un minuto e mezzo. Nessuno protesta, perchè quelle immagini sono state analizzate molto bene. Si perde più tempo per le proteste. Le partite si decidono sugli episodi, ecco perchè serve la moviola in campo. Discezionalità dall’arbitro? La moviola potrebbe dargli una grossa mano e aiutarli nelle loro decisioni. Il calcio è un settore dove si può fare grande impresa, è un settore dove si può fare molto di più, è una bella sfida. Scorta? Io non ho le esigenze, ne ho rcevuto le minacce che ha ricevuto Claudio Lotito. Salerno è una piazza calda e molto esigente, stiamo cercando di fare del nostro meglio. Dal punto di vista dei risultati non sta andando al massimo, ma sono sicuro che possiamo farcela a migliorare la nostra posizione in classifica. Lotito e i tifosi? Alcune volte è una critica che sento a Salerno, sembra quasi un marito che faccia un dispetto alla moglie. Lotito appare peggio di quello che è. E’ una persona molto capace e di visione, ha dei limiti caratteriali, come li hanno tutti. Spesso si tiene conto di come dice le cose, sarebbe opportuno ritornare alla sostanza delle cose. Settore giovanile Lazio? Ho seguito la Lazio e i ragazzi che abbiamo noi, come Strakosha e Pollace. Il portiere sta facendo bene, su Pollace sono molto fiducioso, ci ho parlato a lungo, l’impatto con la B è duro, è un professionista e deve rubare con gli occhi agli altri compagni di squadra per crescere”.

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