Pulici: “Avrei lasciato la squadra a Varsavia”

Pulici: “Avrei lasciato la squadra a Varsavia”

di SIMONE IPPOLITIROMA – Nel corso della trasmissione “IO TIFO LAZIO” in onda su Cittaceleste.it e condotta da Simone Ippoliti, è intervenuto in esclusiva l’ex biancoceleste Felice Pulici, per fare un punto sulla stagione pessima della Lazio, ma soprattutto per commentare la situazione dei 22 tifosi bloccati ancora nel carcere…

di SIMONE IPPOLITI

ROMA – Nel corso della trasmissione “IO TIFO LAZIO” in onda su Cittaceleste.it e condotta da Simone Ippoliti, è intervenuto in esclusiva l’ex biancoceleste Felice Pulici, per fare un punto sulla stagione pessima della Lazio, ma soprattutto per commentare la situazione dei 22 tifosi bloccati ancora nel carcere di Bialoleka. 

Sui 22 ragazzi ancora bloccati nel carcere di Bialoleka: “Questa è la cosa più importante e deve essere risolta. Cercare di riportare a casa questi ragazzi. Mi pare assurdo che per i fatti succeduti, siano in questa situazione. Con franchezza dico che in quella notte, non avrei fatto rientrare la squadra a Roma, l’avrei lasciata in Polonia e cercare di capire bene quello che era successo. Così facendo, sarebbe stato almeno un atteggiamento di protezione, invece di abbandonarli lì. Quando si va in trasferta – aggiunge Pulici – ci sono le leggi vigenti che vanno rispettate e solitamente si parte con la protezione di una struttura nostra per consentire maggiore protezione e tutela. Non capisco perché questo non sia accaduto. La società doveva intervenire, doveva essere presente e anche sul comportamento attuale, non capisco perché si stia agendo così. Siamo di fronte a qualcosa di incomprensibile, che non permettere di reagire nella maniera opportuna. Non si conosce ancora bene cosa sia successo in quella notte”. 

Tornando ai fatti di campo e sul match di campionato: “Se contro il Livorno non si fa risultato, tutto il “fenomeno” Lazio verrà messo in discussione una volta per tutte. La Lazio è già in una posizione di classifica di grandissima difficoltà e perdere nella prossima, vorrebbe dire scivolare nel baratro tra le squadre che rischiano la retrocessione. Contro il Torino, ha avuto il pallino del gioco per 90’, ma non  è riuscita a concretizzare nulla. Poi – prosegue Pulici – si prende gol da un’azione sporadica. Non è la prima volta quest’anno e andare sotto in partita, ti mette nella condizione di dover rincorrere sempre l’avversario. Bisogna anche dire che rispetto all’anno scorso la squadra è meno fortunata e anche questo conta”.

 

“La società deve fare chiarezza sul futuro di Petkovic per definire questo tipo di rapporto per trasmettere anche un equilibrio ai giocatori. Sono loro ad andare in campo e devono avere la certezza e conoscere anche il loro futuro. E questo naturalmente passa anche da chi siede sulla panchina. I calciatori sentono le voci, si parla di questo futuro di Petkovic lontano dalla Lazio e rischiano di perdere un punto di riferimento importante. Chi è in campo ha bisogno di una linea guida. C’è un po’ un atteggiamento “autonomo” che deve essere rivisto. E’ per questo che l’intervento della società nella figura del Presidente è importante”. E poi su un possibile successore di Petkovic, spunta il nome di Di Carlo, presente sulle tribune dello Stadio Olimpico nel corso di Torino – Lazio:Di Carlo mi piace sia come persona sia come tecnico. Ha fatto anche bene in passato con le squadre che allenato, bisogna capire se è l’ideale per una piazza importante come quella biancoceleste”. 

Sull’appuntamento di giovedì contro il Trabzonspor: “La partita di Europa League non mi interessa molto, anche perché la squadra è già qualificata e andrà in campo più serena, senza l’obbligo del risultato che invece ci sarà contro il Livorno. Dobbiamo capire se questa squadra è in grado di sopportare determinate pressioni”.

Sul mercato:Non penso che sia il momento di parlare di mercato. Per quanto riguarda le voci su Marchetti, non capisco che necessità ci sia di cederlo a gennaio, io me lo terrei ben stretto. E’ naturale che non si stia esprimendo sui livelli dell’altr’anno. Non è per colpa sua, ma viene inglobato nel momento difficile che sta vivendo tutta la squadra ed è naturale che anche le sue prestazioni ne risentano”. 

Cittaceleste.it

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