ESCLUSIVA – Radu senza esenzione, ma la Lazio è certa di poterlo schierare col Bologna

ESCLUSIVA – Radu senza esenzione, ma la Lazio è certa di poterlo schierare col Bologna

Potrebbero non bastare però, secondo alcuni esperti, 20 giorni per non trovare più traccia del cortisone

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Il caso Radu non è finito. Secondo alcuni esperti, gli effetti del cortisone intramuscolo possono durare anche 20 giorni. Quindi sino al rientro dalla sosta, sino a Lazio-Bologna del 16 ottobre, ma non secondo la Lazio. Ripercorriamo la storia, svelata ieri da Cittaceleste. Martedì 27 settembre al terzino rumeno era stata fatta una puntura per farlo recuperare in tempo per la partita contro l’Udinese. Tutto normale (o quasi), se non che soltanto sabato i medici avvertivano il segretario Calveri, costretto a sua volta a chiamare in fretta e furia l’anti-doping. Troppo tardi: così Radu, convocato e “infastidito” per l’accaduto, finiva in tribuna. Ovviamente la Lazio già da sabato 2 ottobre avrebbe potuto cercare d’ottenere da una specifica commissione della NADA ITALIA (che se ne occupa) l’esenzione dal farmaco per il giocatore, per renderlo disponibile per l’ottava giornata di campionato. Il nodo? Giustificare l’utilizzo del cortisone (sostanza dopante per la WADA) per la spalla e non per una puntura d’insetto. Invece la Lazio ha deciso di non fare alcuna richiesta al CEFT, Commissione esenzione a fini terapeutici, diretta dal generale Gallitelli. Il club capitolino è certo di non avere alcuna esigenza perché gli effetti del cortisone saranno passati. A meno che non passi un’altra zanzara: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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