Fuser: “Il problema non è Petkovic”.

Fuser: “Il problema non è Petkovic”.

ROMA – Nel corso della trasmissione “Io Tifo Lazio” condotta da Simone Ippoliti e Federico Terenzi è intervenuto in esclusiva l’ex biancoceleste Diego Fuser. Un salto nel passato, dalle vecchie ali che non ci sono più, ad un calcio ormai lontano da quello attuale e un’analisi dettagliata sul momento difficile…

ROMA – Nel corso della trasmissione “Io Tifo Lazio” condotta da Simone Ippoliti e Federico Terenzi è intervenuto in esclusiva l’ex biancoceleste Diego Fuser. Un salto nel passato, dalle vecchie ali che non ci sono più, ad un calcio ormai lontano da quello attuale e un’analisi dettagliata sul momento difficile che sta attraversando la Lazio.

Campionato difficile, una Lazio che fatica a trovare una sua vera identità. Quali sono le cause?

Sono dei momenti che nel corso della stagione posso capitare. Anche il Milan ha tanti problemi e non sta facendo bene. Di certo, non è facile per un allenatore gestire una squadra con tanti infortunati come la Lazio al momento. Sono assenze pesanti, che ti limitano le scelte. Petkovic non è il problema di questa Lazio e non capisco perché si debba cambiare. I tifosi devo continuare a nutrire la stessa fiducia che avevano prima sia nei confronti del tecnico, sia nei giocatori. Ne sono certo, che da questa difficile situazione, la Lazio ne uscirà a breve”.

Falsa partenza anche in Europa League, con una sola vittoria nei primi 3 match. Ora è il turno dell’Apollon all’Olimpico.

Partita importante se andiamo a vedere la situazione del girone. Di certo la Lazio è notevolmente superiore da un punto di vista qualitativo e bisogna centrare assolutamente il risultato pieno. Speriamo che non ci siano brutte sorprese e che si archivi il match senza grosse difficoltà”.

 

 

Tuffo nel passato. Diego Fuser una delle ultime ali che hanno calcato i campi della serie A, il paragone con Antonio Candreva è inevitabile.

Antonio come tipologia di giocatore mi piace molto ed è naturale che mi ci riveda un po’. Da quando è arrivato alla Lazio sta facendo benissimo anche se non è stato accolto alla grande. Anche adesso, seppur il momento non esaltante  della Lazio, risulta uno dei migliori. Ha grosse qualità ed è uno che si carica la squadra sulle spalle prendendosi tutte le responsabilità del caso. Nel calcio italiano – continua Fuser – come tipologia di ala mi piace molto anche Alessio Cerci del Torino.Quando posso, seguo i granata, altra squadra alla quale sono affezionato molto. A parte loro, oggi il calcio è cambiato. Non c’è più il giocatore che si impegna nella galoppate sulla fascia per cercare il fondo e fare un cross teso in area di rigore. E’ cambiato il modo di interpretare la partita”.

 

E a proposito di ali, il prossimo match contro il Parma, vedrà di fronte proprio Candreva e Biabany, con in panchina un altro grande esterno come Donadoni. Che partita sarà?

“E’ vero, tra passato e futuro, siamo tutti e quattro delle ali. Anche Biabany è un giocatore importante e di sicuro uno dei punti di forza degli emiliani. Da ex – aggiunge Fuser – posso dire che a Parma si vive molto bene, città a misura d’uomo. I miei ricordi più belli, sono naturalmente legati ai momenti più esaltanti che ho vissuto con la maglia del Parma e non so, se la squadra nel corso degli anni tornerà a quei livelli.  Sul match di domani, da doppio ex, mi auguro in un pareggio. Viste le due rose, non so se la Lazio è così superiore ai gialloblù, entrambe le squadre infatti hanno elementi interessanti e in questo momento sono due realtà che si equilibrano”.

Altro amarcord della sua esperienza laziale. Qual’è il biancoceleste più forte con cui hai giocato e come lo vedi Alessandro Nesta futuro allenatore?

Dirne solamente uno sarebbe impossibile. Nei miei anni alla Lazio c’è stata tanta qualità, tra i vari Boksic, Casiraghi, Jugovic, Almeyda. Purtroppo con loro, ho perso un po’ i contatti e non li sento da tempo. Comunque, eravamo delle ottime squadre e in quel periodo praticamente tutti eravamo titoli nelle nazionali di appartenza.                   Alessandro Nesta lo vedrei bene su una panchina nelle vesti di allenatore. Adesso però bisogna capire quale sarà il percorso che ha voglia di intraprendere e innanzitutto, quale città sceglierà come casa. E’ naturale che Alessandro sia più affezionato a Roma, ma anche Milano gli ha dato tanto”.

 

Al momento cosa fa Diego Fuser e qual è il saluto che vuole dare alla gente laziale?

“Ora continuo a tenermi in forma allenandomi con una squadra di Eccellenza. Abbraccio il popolo laziale, che sono sempre nel mio cuore e non dimentico tutte le vittorie e i trofei che abbiamo conquistato insieme. Ho voglia di tornare all’Olimpico per seguire la squadra. Lo farò a breve”.

Cittaceleste.it

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