I GIOIELLI DI COLACIONE – Ecco Jorge, il futuro Re incontrastato dei terzini sinistri

I GIOIELLI DI COLACIONE – Ecco Jorge, il futuro Re incontrastato dei terzini sinistri

Jorge, all’anagrafe Jorge Marco de Oliveira Moraes, è nato a Rio de Janeiro il 28 marzo del 1996 ed è approdato nell’Escolinha del Flamengo nel 2008, con appena undici anni di età, mostrando subito di saperci fare con la “bola” in mezzo ai piedi

DI Andrea Colacione

ROMA – Inizia oggi per me una nuova avventura nel mondo di Cittaceleste ed entrando nello specifico parte una delle mie nuove rubriche, un appuntamento settimanale che troverete qui tutti i martedì con i consigli per gli acquisti. Vi farò scoprire un oceano di nuovi talenti di cui vi assicuro sentirete parlare presto e vi ricorderete di averli sentiti nominare per la prima volta dal sottoscritto che a differenza di qualcun altro ci mette tanto amore, passione e sudore in tutto ciò che fa. Per scoprire i talenti ci vuole occhio, costanza, profondo amore per il calcio, bisogna vedere e rivedere un calciatore, in varie partite, sapendone cogliere tutte le sfumature, soprattutto pregi e difetti. Mi piacerebbe tanto che questo mio lavoro che partirà oggi fosse fruttifero per la Lazio, ma purtroppo sono quasi certo (anzi toglierei pure il quasi) che non sarà così. Avrò la soddisfazione di sbugiardare qualcuno e di dimostrarvi che con un po’ di organizzazione e di volontà, viceversa si potrebbe fare molto. Chi l’ha detto che i grandi campioni debbano per forza costare cinquanta o cento milioni di euro? Basta avere occhio e sapersi muovere in anticipo, con il giusto coraggio di rischiare sui nomi giusti.

Oggi vi farò conoscere Jorge, la nuova “Jòia” del mio Flamengo che sono certo diventerà il re incontrastato dei terzini sinistri o qualcosa di molto simile, in un ruolo dove c’è grande carenza, ormai da anni. Jorge, all’anagrafe Jorge Marco de Oliveira Moraes, è nato a Rio de Janeiro il 28 marzo del 1996 ed è approdato nell’Escolinha del Flamengo nel 2008, con appena undici anni di età, mostrando subito di saperci fare con la “bola” in mezzo ai piedi. Alto 1,84, su un fisico molto reattivo e ben strutturato, Jorge è un mancino naturale che promette di ripercorrere la strada compiuta dai grandi “laterais esquerdos” del “time” rubronegro, come Junior e Athirson in epoca più recente. Il Moleque (ragazzino) carioca, che sa e può giocare anche come mezzala sinistra, ha disputato diverse competizioni a livello giovanile come la Lion City Cup, vinta nel 2011, come la “Copa do Brasil” sub 17 nel 2013 e successivamente nel 2014 ha disputato la “Copa Sào Paulo de Futebol Jùnior”, che a mio personalissimo parere è il torneo giovanile più importante al mondo, ancor più del Torneo di Viareggio. Sempre nel 2014, vale la pena ricordare che ha conquistato anche il Torneo Octàvio Pinto Guimaraes, oltre ad esordire come “Profissional” nella partita pareggiata per 2-2 contro il Bangu e valida per la quattordicesima giornata della Taça Guanabara (girone d’andata del campionato carioca). Nel 2015 Jorge ha disputato di nuovo la “Copinha” di Sào Paulo, questa volta come titolare assoluto ed è stato uno dei “destaques” (calciatori che si sono messi particolarmente in luce), insieme agli altrettanto promettenti Douglas Baggio e Matheus Sàvio.

La sua bravura e la sua applicazione, continuità di rendimento, hanno sortito l’effetto sperato, tant’è che l’allora tecnico Vanderley Luxemburgo lo ha convocato per l’amichevole contro il Nacional Montevideo, “despedida” (gara d’addio) dell’eterno idolo Léo Moura che oggi è nella Lega Nasl americana. Il primo gol da professionista, Jorge lo ha invece realizzato il 15 luglio del 2015 in una gara disputata e vinta (2-0 il placar finale) contro il Nautico all’Arena Pernambuco e valida per la Copa do Brasil che ovviamente ha qualificato la squadra per cui sono innamorato perso sin da bambino. E’ stata un’emozione grandissima, come ha raccontato lo stesso Jorge a TVFLA (la tv del Flamengo). “Quando ho segnato il mio primo gol da professionista non riuscivo più a trattenere le lacrime e vedere tutti i compagni che correvano ad abbracciarmi è stata un’emozione indescrivibile. Mi è passato per la testa il film della mia vita, tutte le difficoltà quotidiane vissute in casa. Avevo pensato di smettere per aiutare la famiglia- ha proseguito Jorge – ma mio padre ha insistito affinché credessi in questo sogno fino in fondo”. Jorge è un ragazzo sempre allegro ma con la testa sulle spalle ed è lui stesso a raccontarsi così: “Ho un carattere tranquillo ed allegro e scherzo molto (da buon brasiliano aggiunge il sottoscritto) ma in campo mi concentro tantissimo. Quando mi hanno chiamato in prima squadra ho lavorato tanto mentalmente per un processo di maturazione rapido”. Il ragazzo ha le idee chiare e vuole bruciare le tappe ma con la testa sempre sulle spalle. “Chi è il mio idolo? A chi mi ispiro? Mio padre mi ha sempre parlato di Athirson ma soprattutto di Jùnior e mi fa vedere spesso i suoi video che abbiamo in casa. Lui è stato un idolo della Naçào (uno dei tanti soprannomi del Fla per via di una tifoseria smisurata) ed io mi ispiro a lui perché stato il migliore di tutti”. Jorge inoltre ha sempre esaltato l’importanza di avere un gruppo unito e di essere molto amici all’interno della squadra. “Tutto ciò è fondamentale e mi tranquillizza molto: è anche grazie ai miei compagni se riesco ad esprimermi bene con continuità”. Jorge che quest’estate è stato protagonista assoluto al mondiale under 20 disputato in Nuova Zelanda, dove il suo Brasile si è fermato soltanto in finale contro la Serbia di Milinkovic-Savic, vi garantisco che è un predestinato. Ha tutto per emergere sia a livello tecnico che mentale: ha fatto grandi sacrifici e di certo non vorrà gettare alle ortiche tutto il suo sconfinato talento ed il lavoro sin qui fatto con tanta applicazione.

 

E’ un calciatore super completo, dotato di grandissima tecnica e velocità; uno di quei calciatori che infiammano le folle con numeri altamente brasiliani ma ha anche la capacità di comprendere quando certi numeri se li può permettere. Ha grande personalità, tanto da dribblare avversari anche all’interno della propria area di rigore, ma certi numeri se li permette soltanto quando è sicuro di non compromettere la squadra. Fa su e giù per il campo proprio come faceva il pendolino Cafù (l’ex romanista) ma sull’altra fascia, ed è anche bravo nei tagli centrali, nelle diagonali e nei recuperi difensivi dove sfrutta la propria velocità sino in fondo ed in particolare è abile ad affondare il tackle in scivolata, ma togliendo quasi sempre in modo pulito il pallone agli attaccanti avversari. Insomma avete capito proprio bene: è attaccante e difensore al tempo stesso ed inoltre è assai bravo nei cross ma anche e soprattutto a chiedere gli uno-due ai centrocampisti, per attaccare la profondità. E poi Jorge è umile e sa perfettamente che ha ancora notevoli margini di miglioramento. Ah: prima di salutarvi e di darvi appuntamento alla settimana prossima, volevo ricordarvi anche i suoi soprannomi che sono Jorginho e Jorgerto Carlos: quest’ultimo vi ricorda qualcosa o qualcun altro?

Cittaceleste.it

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