I tifosi già contro Inzaghi: “Sembra Reja più giovane e con i capelli lunghi…”

I tifosi già contro Inzaghi: “Sembra Reja più giovane e con i capelli lunghi…”

Il tecnico finisce nel tritacarne dopo la brutta prestazione di Verona. La società si assuma la colpa di aver illuso la sua gente con Bielsa e di non aver fatto un mercato “estroso” a Simoncino

ROMA – E’ già nel tritacarne, Inzaghi. I tifosi gli si ritorcono contro: “Non ha gioco, non si doveva puntare su di lui”. Eppure alla fine dello scorso campionato molti laziali s’inchinavano ai risultati delle ultime sette giornate. Simoncino aveva ridato semplicemente equilibrio alla Lazio in un momento in cui c’era solo bisogno di normalità. Da Piolilandia, regno delle meraviglie quando tutto andava bene, si era passati all’incubo di una squadra che imbarcava acqua da tutte le parti. Basti pensare che a Verona, contro il Chievo, i ragazzi di Stefano da Parma avevano ingoiato 4 pappine. Inzaghi pareggia al Bentegodi e tutti s’indignano per le modalità. Come se l’ex attaccante biancoceleste, prima d’allora, avesse dato prova di una filosofia spumeggiante. Come se rimettere, al fotofinish dell’ultima stagione, Onazi al centro della mediana fosse una mossa zemaniana. Era solo un modo per ridare compattezza a una compagine, votata sempre all’attacco senza poi avere i mezzi per difendersi in coro con uno spogliatoio allo sfascio.

DIFENSIVISTA – Dopo aver lavorato tutta l’estate sull’aspetto mentale di un gruppo distrutto da guerre intestine, sicuramente Inzaghi dovrà ora trovare nuove armi tattiche e ridurre gli alibi: “Domenica faceva caldo, il campo non era in buone condizioni. Non abbiamo creato molto, potevamo fare meglio nel primo tempo a livello offensivo perché abbiamo sprecato delle occasioni”. In realtà davvero poche contro un Chievo così modesto. Così preoccupa la prestazione vista da Inzaghi: “Avevamo preventivato di fare una partita del genere”. Da queste parole scaturisce la considerazione ironica di un tifoso: “Sembra di vedere in panchina Reja con 30 anni in meno e i capelli lunghi”. Dimenticando però che zio Edy portò più volte la Lazio a sfiorare la Champions e praticamente sempre in Europa League. Se così fosse, Simoncino centrerebbe comunque l’obiettivo sbandierato.

ILLUSIONE – Il fine giustifica i mezzi? La verità è che Lotito e Tare avevano paventato altro, così il popolo biancoceleste resta spiazzato. Magari Inzaghi, strada facendo come molti suoi giovani colleghi (vedi Di Francesco, lo stesso Oddo), dimostrerà ben altro in campo, ma ora sembra difficile accettare questa “regolarità” dopo aver fatto la bocca alla “locura” di Bielsa. La società aveva deciso d’affidarsi a tutt’altro stile tecnico, salvo fare – una volta abbandonata – dietrofront disperato sul mister cresciuto in casa. Non solo. Nessuna mano sul mercato a Simoncino per concedergli una chance di dare un po’ d’estro alla sua creatura. Via la fantasia di Candreva, ecco l’incognita Luis Alberto lì davanti e a centrocampo la qualità “scaduta” di Leitner. Inzaghi potrà pure reinventarsi come pilota spericolato, ma non si possono far volare gli asini: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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