IL MONUMENTO – Zoff: “Lazio, sei nel mio cuore. Donnarumma un predestinato, lo Scudetto è ancora aperto”

IL MONUMENTO – Zoff: “Lazio, sei nel mio cuore. Donnarumma un predestinato, lo Scudetto è ancora aperto”

Zoff parla a CITTACELESTE nel giorno in cui spegne 74 candeline. Tra lotta Scudetto, ricordi biancocelesti e una indicazione su chi sarà il suo degno erede

Zoff

ROMA – Oggi Dino Zoff spegne 74 candeline, un vero e proprio monumento del calcio italiano e della storia della Lazio con cui ha scritto delle pagine indelebili. Lo abbiamo intercettato nel giorno del suo settantaquattresimo compleanno

I RICORDI PIU’ BELLI – “L’apice sono stati i Mondiali del 1982 poi la vittoria di Coppa Europa del 1968. La grande soddisfazione l’ho avuto da allenatore nel biennio 1988/90 ai tempi della Juventus”.

LAZIO Zoff è stato anche allenatore e Presidente della Lazio di cui conserva un grande ricordo: “La prima volta che siamo andati in Coppa Uefa. La grande soddisfazione è stata recuperare 11 punti alla Roma nella stagione 2000/01, ero subentrato ad Eriksson, peccato per il pareggio con l’Inter a Bari dove ci siamo mangiati almeno sei gol, altrimenti potevamo vincere un altro scudetto. Da presidente ho avuto il privilegio di avere tra le nostre fila grandissimi campioni grazie anche agli investimenti di Sergio Cragnotti”.

PREDESTINATO – Sul portiere del futuro non ci sono dubbi su chi scegliere: “Sportiello e Perin sono due ottimi portieri, Donnarumma aspettiamo un altro anno. Ma uno che ti esordisce a 16 anni è già un predestinato, altrimenti non arrivi a giocare in serie A, così giovane”.

SCUDETTO – Per l’ex Ct della Nazionale azzurra non ci sono solo Juve e Napoli per lo Scudetto: “La favorita è la Juventus, però credo che sia ancora lungo il campionato. Secondo me ci può essere qualche squadra che si possa inserire tra queste due potenze, la Roma sta rincorrendo veramente molto bene”.

MALATTIA – Purtroppo questo non è stato un periodo facile per Zoff, ma lo ha superato alla grande: “Aver superato questo momento difficile è stata la parata più importante della mia vita, superiore di gran lunga di quella fatta contro il Brasile a Spagna 1982“.

Cittaceleste.it

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