Lo strano caso di Strakosha: bocciato alla Salernitana, promosso alla Lazio

Lo strano caso di Strakosha: bocciato alla Salernitana, promosso alla Lazio

L’albanese era stato bloccato in extremis da Lotito. Vive ancora da solo dentro Formello, il padre ha comprato l’abbonamento alla Lazio per vederlo. Vuole ripercorrere le orme di Donnarumma

di ALBERTO ABBATE e RAMONA MARCONI

ROMA – Bocciato alla Salernitana, promesso vice-Marchetti. Ecco lo strano destino di Thomas, autentica rivelazione delle ultime partite. Strakosha deve ancora migliorare nelle uscite, per carità, glielo dice pure papà Fotaq. Abbonatosi alla pay tv italiana, pur di ammirare il figlio d’arte volare fra i pali. Ma pur sempre uno burbero: «A lui non basta mai nulla, ma è un bene. Mi dice di continuo d’essere concentrato», la confessione alla radio ufficiale biancoceleste. A Roma il padrino si chiama invece Federico Marchetti, il primo a sponsorizzarlo per donargli i gradi di vice.

UMILE – Strakosha è l’unico biancoceleste a vivere ancora da solo a Formello. In realtà Thomas sta cercando casa a Ponte Milvio: non ha ancora una macchina, vuole vivere i suoi 21 anni. Nonostante sia più maturo dell’età che ha e per questo amante delle donne più grandi Eppure rimane il piccolo di casa per il fratellone, con cui ha uno splendido rapporto. Gli aveva fatto persino uno scherzo a poche ore dell’esordio col Milan. Lacrime a dirotto di tutta la famiglia nel vederlo finalmente titolare in campo. Dopo un lungo percorso forgiato dalle mani sapienti di Grigioni: «E’ stato importantissimo, sono partito da zero ed ora sto crescendo per il bene della squadra».

PATRIA – Un altro made in Albania, alla Lazio senza nessuna raccomandazione però. Strakosha sta facendo la gavetta anche con l’Under 21. Se lo coccola il ct Redi Jupi: «É un portiere sicuro, crede nelle proprie capacità. É forte coi piedi, mi colpì subito fin dai 16 anni. Ha personalità, sa stare in porta, comunica bene con la difesa. Può diventare più forte del padre, glielo auguro». Lo spera, anche Thomas. Dopo la Lazio, pronto a fare il salto nella Nazionale maggiore: «Spero che arrivi presto la convocazione. Al momento il titolare è Berisha. Quando si va in Nazionale comunque, lo si fa non per primeggiare ma per l’orgoglio di rappresentare il tuo paese».

ESEMPIO – Nato in Grecia, eppure con l’aquila bicefala sempre in bocca. Strakosha non dimentica le origini, ma è cosmopolita pure nei modelli calcistici: l’esempio è Buffon, il più forte Neuer, l’idolo papà Fotaq. In Italia sogna di ripercorrere le orme dell’enfant prodige Donnarumma. Al debutto, guarda casa, di fronte sull’altra porta. Dopo la sosta, Thomas dovrebbe rilasciarla all’amico Marchetti, ma lua sua storia non finirà: CONTINUA A LEGGERE

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