ESCLUSIVA – M. Maestrelli: “Babbo si è fatto volere bene”

ESCLUSIVA – M. Maestrelli: “Babbo si è fatto volere bene”

ROMA – Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, sarà presente in panchina il 12 maggio per onorare la memoria del padre e di suo fratello. A tal proposito, la redazione di cittaceleste.it, lo ha contattato in esclusiva nella marcia di avvvicinamento a questo straordinario ed irripetibile evento. Se chiudi gli occhi…

ROMAMassimo Maestrelli, figlio di Tommaso, sarà presente in panchina il 12 maggio per onorare la memoria del padre e di suo fratello. A tal proposito, la redazione di cittaceleste.it, lo ha contattato in esclusiva nella marcia di avvvicinamento a questo straordinario ed irripetibile evento.

Se chiudi gli occhi e torni al 12 maggio 1974 cosa vedi? “Vedo due ragazzi uguali che si incamminano allo stadio per andare a vedere un qualcosa di pazzesco, per vivere un momento irripetibile, gli occhi di due fratelli pieni di sogni e di speranze”.

Chi era papà Tommaso Maestrelli? “Una persona più semplice possibile, che non dava più di tanta importanza al suo ruolo, non si sentiva al di sopra degli altri, neanche all’interno del mondo del calcio, ma si sentiva una persona normalissima, ascoltava sempre gli altri, la sua normalità e semplicità erano un punto di forza grandissimo per lui”.

Cosa rappresenta per te questa festa? “A me non piacciono molto le feste ma è un momento per poter radunare le più belle Lazio di tutti i tempi, anche la Lazio di Fascetti ha coinvolto tutti, senza trascurare la Lazio di Cragnotti, dove si è toccato l’apice massimo dal punto di vista dei successi”.

Che rapporto avevano papà e Giorgio Chinaglia? “Era un rapporto particolarissimo, li legava anche al di fuori del rettangolo di gioco, si volevano bene, ma si sentiva a pelle che li univa un rapporto particolare. Che si vede tra due persone, che si vogliono bene, era un qualcosa che andava al di là di tutto, non si può spiegare in due parole per la sua particolarità e unicità”.

Quanto ti accorgi che papà è entrato nella storia della Lazio? “Non me ne accorgono, non ci penso, mi accorgo solo dell’affetto della gente in questi anni, le parole di affetto e di vicinanza delle persone. Tutte le settimane, quando vado a Prima Porta, vedo tante persone che portano affetto, un pensiero, un fiore e allora capisco che babbo si è fatto voler bene”.

Stadio pieno oggi, stadio vuoto in campionato, cosa cerca il tifoso della Lazio? “Sta cercando di essere coinvolto emotivamente, niente altro, non vuole giocatori sensazionali, vuole solo amore”.

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