Pagliuca: “Marchetti secondo solo a Buffon”. – ESCLUSIVA

Pagliuca: “Marchetti secondo solo a Buffon”. – ESCLUSIVA

ROMA – Ai microfoni di IO TIFO LAZIO, programma condotto da Simone Ippoliti, è intervenuto Gianluca Pagliuca. Con lui una bella chiacchierata tra passato e presente, un focus su Federico Marchetti e un ricordo di Beppe Signori quando erano compagni di squadra. Sul momento Lazio e su Federico Marchetti:“La Lazio…

ROMA – Ai microfoni di IO TIFO LAZIO, programma condotto da Simone Ippoliti, è intervenuto Gianluca Pagliuca. Con lui una bella chiacchierata tra passato e presente, un focus su Federico Marchetti e un ricordo di Beppe Signori quando erano compagni di squadra.

Sul momento Lazio e su Federico Marchetti:“La Lazio l’anno scorso è stata protagonista di un’ottima stagione, quest’anno meno bene. Ma non tutte le annate nascono sotto la stessa stella. Marchetti ha avuto la sfortuna di arrivare a livelli importanti troppo tardi. Rimane un ottimo portiere, ma con le qualità che ha, meritava qualcosa in più. E’ già stato protagonista nel mondiale del 2010 e adesso sta lavorando insieme alla nazionale per partite in Brasile. Nell’ultima uscita contro l’Armenia non ha fatto benissimo, ma sono almeno due anni che ha una grande rendimento. In una gerarchia tra portiere, è secondo solo a Buffon”.

Un salto nel passato per Gianluca Pagliuca, tra Sampdoria, Inter e Bologna. L’arrivo di Mihajlovic sulla panchina doriana e quello di Thohir all’Inter

“Con Sinisa ci siamo sempre sfiorati, ma mai incrociati calcisticamente. Anche se non ho mai giocato con lui, lo conosco molto bene. Mi chiese ai tempi di Bologna di essere il suo vice, ma poi non se ne fece più nulla. Con lui ho un ottimo rapporto. Penso che sia l’uomo giusto per tirar fuori la Samp da questa situazione. Conosce l’ambiente e verrà sicuramente accolto bene dalla città di Genova.

Sull’Inter – aggiunge PagliucaThohir ha certamente l’interesse di fare una grande squadra e investirà molto. Con il suo arrivo, ci saranno anche degli avvicendamenti all’interno dell’organigramma societario. Lo stesso Moratti, per vendere la società avrà avuto i suoi buoni motivi”.

Sulla nazionale di oggi e il ricordo di quella finale contro il Brasile nel mondiale americano del 1994

“E’ una nazionale che mi piace, giocatori che nel prossimo mondiale possono fare molto bene. Penso che l’Italia rientri nelle 5 candidate per la vittoria finale, anche se la super favorita è il Brasile, anche perché giocano in casa. Comunque c’è ancora un anno di tempo per lavorare e arrivare al massimo della forma.

Nel mondiale del 1994, siamo arrivati vicinissimi alla vittoria. Purtroppo, si ricorda solo chi alza il trofeo e in pochi di questa squadra. Era una nazionale di grandi leader come Baresi, Massaro, Maldini, Costacurta. La parata su Marcio Santos purtroppo fu inutile, perché poi ne sbagliammo tre…”

Il saluto di Gianluca Pagliuca alla telecamera sulle note dell’inno nazionale: “Facevo l’occhiolino ai miei amici di Bologna, ci mettevamo d’accordo prima della partita. Era il mio saluto personale. In quei momenti si è in mondovisione e un saluto alle persone a cui vuoi bene ci sta”.  

La tua parata più bella?

“Ho sempre nel cuore la parata su Matthaus. Era un Inter – Sampdoria  a Milano e stavamo vincendo per 1 a 0. Riuscii ad intuire il suo calcio di rigore e poi ci portammo sul 2 a 0, mettendo una seria ipoteca sullo scudetto che poi vincemmo”.

E a proposito di calci di rigore, Pagliuca non riuscì mai a pararne uno a Beppe Signori

“Beppe lo vedo sempre qui in giro per Bologna. Lui era fenomenale, una tecnica di tiro invidiabile. Nel corso della mia carriera ho parato i rigori un po’ a tutti: Fonseca, Totti, Balbo, Del Piero, lo stesso Matthaus, ma mai uno a Beppe Signori. Quando giocammo insieme a Bologna – conclude Pagliuca – mi svelò il suo segreto…a saperlo prima…”.

Infine, ricordo velato sul famoso Inter – Juventus con il rigore lampante negato a Ronaldo, la vicenda calciopoli e sul comportamento di alcuni arbitri di Serie A

“In stagione quell’episodio a parti inverse? Beh mi piacerebbe, ma francamente mi sembra impossibile (ride ndr). La Juventus comunque rimane la squadra più completa, penso che sarà una lotta a tre per lo scudetto. Purtroppo – prosegue Pagliuca – gli arbitri sono condizionati dalle squadre più potenti. Non parlo di cattiva fede, calciopoli è passata e anche i tempi quando i direttori di gara scendevano in campo sapendo già le decisioni che dovevano prendere, ma tra un club forte e uno più debole, si tende per il primo. Questo non succede solo nel calcio, ma anche in altri sport come il basket, il tennis, la pallavolo”.

Cittaceleste.it

 

 

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