CAOS LAZIO – Ora è tutti contro tutti: giocatori scortati dalla Digos, tifosi in rivolta!

CAOS LAZIO – Ora è tutti contro tutti: giocatori scortati dalla Digos, tifosi in rivolta!

Contestazione ai massimi livelli, ma anche polverone all’interno dello spogliatoio. Rischia di scoppiare un pandemonio a Formello e nessuno vuole più questo presidente

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ROMA – Paura e delirio alla Lazio. Ora è davvero tutti contro tutti. Compagni contro compagni, Lotito e Tare contro squadra e Pioli, tifosi laziali contro presidente, ds, allenatore e giocatori. Lo scontro è totale, il caos è evidente, la stagione purtroppo è finita peggio del previsto: «E’ una vergogna», tuona Biglia. E lo segue Lulic, rincarando la dose: «Siamo rimasti in 5-6 a prenderci i fischi, gli altri sono scappati». Senad, ve lo avevamo raccontato, si era già sfogato della strafottenza di una parte dello spogliatoio prima di Torino. Ma ora le accuse diventano esplicite, pubbliche. E i laziali sono ancora più arrabbiati: una decina a Formello oggi a contestarli, all’uscita Felipe e Mauricio vengono addirittura scortati dalla Digos.

PIOLI BLA BLA BLA – Tutti finiscono nel calderone dell’ira dei tifosi: «Indegni», le lettere scarlatte comparse stanotte sui muri di Formello. Di bianco, ovviamente, per provare a far luce sul buio totale sceso con tre mesi d’anticipo sulla stagione. «Pioli bla, bla, bla», i tifosi ora se la prendono anche con l’ex allenatore dei miracoli, complice a parole (nelle conferenze) di una società che non solo aveva sbagliato il mercato estivo, ma non ha fatto nemmeno nulla per correggerlo in inverno. Né in attacco né soprattutto in difesa. Come si poteva pensare di sostituire il mostro de Vrij col parametro zero Bisevac? Guarda caso, tre gol in casa in Europa League, la Lazio non li aveva mai subiti. E in campionato siamo quasi a 40 in 29 giornate. Troppo tardi chiudere per giugno l’affare Tonelli. Bisognava pensarci a gennaio, vero Tare? «Non posso parlare», risponde stamattina a chi lo contesta davanti all’ingresso del centro sportivo. Poi però declina a un confronto privato le sue spiegazioni: «Anche noi siamo arrabbiati, non ci resta che il derby», il succo del ds in 20 minuti di colloquio.

RAZZISMO – «Io ho dato tutto», giura invece il povero Hoedt, per difendersi fuori dall’Olimpico dall’aggressione di alcuni sostenitori imbufaliti. E ci crediamo, purtroppo. Perché non poteva e doveva essere certo un ragazzino di 20 anni, altro costo zero tra l’altro, gettato già a fare le figuracce contro Higuain a inizio campionato, a risollevare le sorti difensive della Lazio. Il problema è che nell’esasperazione di un tifo, chiunque indossi i colori biancocelesti finisce nel tritacarne: «Mi hanno urlano negro di m…», denuncia oggi Onazi, ripreso da alcuni video amatoriali in uno scontro quasi fisico prima di lasciare lo stadio. Il nigeriano aggiunge: «I tifosi della Lazio mi hanno trattato benissimo in tutti questi anni. Sul calcio potranno dire sempre tutto quello che vogliono, perché senza i tifosi il calcio non esiste e noi calciatori non esisteremmo. Ma qui non stiamo parlando di calcio. Sì, sono negro. E ne sono fiero. Forza Lazio».

COLPEVOLI – Autolesionismo puro. In un momento del genere c’è pure chi è pronto a fornire altri assist alla Uefa che martedì prossimo deciderà sui buu a Costa a Praga e quelli di ieri a Konaté a Roma. Chissenefrega, no? Tanto in Europa non c’è più un futuro. Tanto l’unico obiettivo ora è liberarsi di Lotito, in qualunque modo. Ma se non esistesse? La contestazione nei suoi confronti ormai è fuori da qualunque scala, sta facendo male alle casse sue e della Lazio (diserzione totale al derby?), eppure nessun segno di resa. Anzi, statene certi, il presidente troverà un modo per scaricare ancora ogni colpa su Pioli e su quei big, che senz’altro hanno tradito la fiducia sua e di tutto un popolo (vero superman Candreva?), ma che non sono certo i veri colpevoli di questa Caporetto. Dopo 12 anni, lo si può urlare a squarciagola: qui solo senza Lotito si rifà la Lazio o si muore!

Cittaceleste.it

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