Simoni: “Simeone alla Lazio? Sarei contentissimo.” – ESCLUSIVA

Simoni: “Simeone alla Lazio? Sarei contentissimo.” – ESCLUSIVA

ROMA – Nel corso della trasmissione “IO TIFO LAZIO” in onda su Cittaceleste.it e condotta da Simone Ippoliti, è intervenuto in esclusiva l’ex allenatore della Lazio Gigi Simoni, per fare un punto sul campionato e per parlare anche del futuro sulla panchina laziale. “La Roma indubbiamente ha sfruttato questo momento…

ROMA – Nel corso della trasmissione “IO TIFO LAZIO” in onda su Cittaceleste.it e condotta da Simone Ippoliti, è intervenuto in esclusiva l’ex allenatore della Lazio Gigi Simoni, per fare un punto sul campionato e per parlare anche del futuro sulla panchina laziale.

“La Roma indubbiamente ha sfruttato questo momento positivo, con una squadra titolare al completo e ha dimostrato una forza notevole. Nessuno si aspettava una partenza del genere. Poi con l’infortunio di Totti e Gervinho ha avuto dei problemi e infatti sono arrivati anche un paio di pareggi. La Juventus è più forte e collaudata. E’ una squadra che contro il Napoli ha dato una prova di forza e Conte è stato bravo a metterla in campo. Per il resto delle squadre, penso che la classifica rispecchi il reale valore delle squadre. La Fiorentina gioca bene e ha un ottimo allenatore, serio. Montella difende la propria squadra e parla bene degli avversari, non come altri che parlano solo di sfortuna. E la mia Lazio, che sarà sempre la squadra del mio cuore, ha valore che nella scorsa stagione ha espresso con più facilità, quest’anno ci sono più problemi. Spero naturalmente che riprenda un buon passo, specialmente per i tifosi che se lo meritano”.

Molti tifosi biancocelesti vorrebbero un ritorno di Diego Pablo Simeone nelle vesti di tecnico. Ecco cosa ne pensa Simoni che lo ha allenato ai tempi dell’Inter

“Simeone era allenatore già da quando giocava. Eravamo in due, me e lui in campo… Grande personalità e ora nella sua carriera da tecnico ha raccolto già dei risultati importanti. Per me è stato sempre un pupillo, ragazzo in gamba e serio. Confesso che a volte ho ascoltato anche i suoi consigli per prendere determinate decisioni. Lui è rimasto legato più alla Lazio che all’Inter, ma anche a Milano aveva costruito un rapporto importante sia con me sia con la presidenza e i tifosi. Sarei contento che tornasse, così avrei l’opportunità di incontrarlo. E’ un piacere parlare con lui”.

 

Secondo anno sulla panchina della Lazio per Petkovi, che ne pensa del tecnico?

“Non posso dare dei giudizi precisi, in quanto non vivo lo spogliatoio. L’altr’anno le cose andavano bene e tutto si gestisce con più tranquilittà. Per guidare una squadra come la Lazio ci vuole personalità. Petkovic mi sembrava una persona con queste caratteristiche e ho fatto il tifo per lui. E’ un buon tecnico e una brava persona. Ma capisco che quella di Roma non è una realtà semplice. Ci sono delle componenti che rendono il lavoro più difficile, specialmente questa partenza negativa. Quest’anno si aspettava qualcosa in più e invece i risultati non stanno arrivando”.

Lente di ingrandimento sull’uomo del momento, il giovanissimo Keita

“Ha delle ottime qualità, impressionante a tratti, ma è ancora giovanissimo. Diamogli tempo ancora per migliorare e in caso capire quali possano essere i limiti del calciatore”.

E a proposito di giovani, nella sua carriera quale ragazzo aveva le potenzialità per diventare un campione e invece non si è consacrato?

Mi viene in mente Francesco Dell’Anno che ho allenato quando ero sulla panchina della Lazio. Mi dava la sensazione di grande forza e talento, poteva veramente diventare un grandissimo giocatore. Non so, forse il carattere l’ha bloccato, ma certamente aveva delle potenzialità. Personalmente, ho avuto dei giovani che hanno fatto carriera. Conti quando allenavo il Genoa, Bonetti, Gilardino ai tempi di Piacenza facendolo esordire a 17 anni”.

Un ricordo della sua Inter e sulla cessione della società di Massimo Moratti a Thohir

“Sono molto dispiaciuto che Moratti abbia lasciato l’Inter, in funzione del rapporto che abbiamo avuto in quell’anno e mezzo. E’ un signore, una persona generosa che non mi ha mai mancato di rispetto. Ama la sua squadra e questo conferma che è una perdita per l’Inter. Non conosco bene Thohir, l’unica cosa che ho sentito – scherza Simoni – è che della storia dell’Inter conosceva Ventola… Comunque, si appassionerà a questa squadra che, nel corso della stagione, potrebbe essere la sorpresa del campionato. Con qualche inserimento, può lottare per lo scudetto”. 

Cittaceleste.it

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