Hernanes, “Alla Lazio non era permesso sognare”

Hernanes, “Alla Lazio non era permesso sognare”

ROMA – Ai microfoni del Corriere dello Sport, Hernanes ha rilasciato una lunga intervista di cui vi proponiamo un estratto. Di seguito, solo le domande riguardanti la Lazio, a cui l’ex profeta biancoceleste ha risposto. […] Prima di abbandonare la Lazio per l’Inter, era mai stato vicino a trasferirsi in…

ROMA – Ai microfoni del Corriere dello Sport, Hernanes ha rilasciato una lunga intervista di cui vi proponiamo un estratto. Di seguito, solo le domande riguardanti la Lazio, a cui l’ex profeta biancoceleste ha risposto.

[…]

Prima di abbandonare la Lazio per l’Inter, era mai stato vicino a trasferirsi in qualche altra squadra?
«Avevo sentito delle voci, ma il mio procuratore (Joseph Lee, ndi) non è mai arrivato in Italia per parlare come successo a gennaio».
C’erano state voci anche sul suo passaggio al Milan…
«Solo voci».
Ha mai pensato di essere arrivato all’Inter in ritardo? Se fosse sbarcato a Milano nel 2010 la sua carriera avrebbe potuto prendere una piega diversa…
«Nel 2010 avevo una decina di procuratori e ognuno mi portava delle offerte. Firmai un pre contratto con l’Inter, ma poi la trattativa non fu chiusa (improvvisa riduzione da due a uno del numero degli extracomunitari, con l‘Inter che aveva già tesserato Coutinho, ndi) e andai alla Lazio».
Cosa può darle l’Inter in più rispetto alla Lazio?
«A Milano posso lottare per lo scudetto. In Italia la storia è diversa rispetto al Brasile dove anche una neopromossa può ambire a vincere il campionato: qua da voi possono puntare al titolo solo la Juve, il Milan e l’Inter. Alle altre quasi non è permesso di sognare e questa cosa quando ero alla Lazio mi disturbava. All’Inter non ci sono catene o freni».
Pensa che tutti i tifosi biancocelesti abbiano capito il perché della sua decisione di lasciare Roma?
«Tutti sicuramente no, ma la maggior parte sì. Conquistare lo scudetto a Roma sarebbe stato difficile e ho sentito la necessità di cambiare per giocarmi tutte le mie possibilità».
Quanto è rimasto legato alla Lazio?
«Molto. Se non gioca contro di noi, tifo sempre per la Lazio. L’ho vista in Europa League e mi è dispiaciuto molto che sia stata eliminata».
Ha rivisto le immagini del suo addio a Formello? Quel filmato spopola su Youtube…
«In quelle lacrime non c’era niente di calcolato. Semplicemente io mi lego molto alle persone perché credo che i rapporti umani siano importantissimi».
Cosa proverà a maggio quando sfiderà la Lazio?
«Vediamo… Di certo sarò contento di rincontrare tanti ex compagni e amici. Nel calcio le cose cambiano così velocemente che non ho avuto l’occasione di salutare per bene tutti a Formello».
Ha già iniziando a preparare le maglie da regalare?
(Sorride) «Ce ne vorranno un bel po’…».
Con chi è rimasto in contatto tra i suoi ex compagni?
«Soprattutto con Dias, Ledesma ed Ederson».
Parlando con loro che idea si è fatto della frattura tra i tifosi e Lotito?
«E’ una situazione dura per la squadra e mi aspetto che si risolva presto. La Lazio è una grande società, in Italia e nel mondo, e vorrei che la sua gente fosse felice».
Che tipo di presidente è stato per lei Lotito?
«Con Lotito ho avuto un buon rapporto perché con il sottoscritto ha sempre mantenuto la sua parola. E’ stato corretto e lo ringrazio per quello che ha fatto per me».
E’ stato Lotito a spingerla a dire che era lei a voler lasciare la Lazio?
«Assolutamente no. La gente pensava che fosse il presidente a volermi vendere, ma non era vero e ho deciso liberamente di fare certe dichiarazioni. Lotito mi ha dato la possibilità di scegliere cosa volevo per il mio futuro e lo ringrazio di questa opportunità».
Qual è il gol indimenticabile che ha firmato con la Lazio?
«Quello nel derby contro la Roma dello scorso 8 aprile».
E il ricordo più bello degli anni in biancoceleste?
«La vittoria della Coppa Italia 2012-13».
Che rapporto ha avuto con i tifosi della Roma?
«Di stima. Per strada ogni tanto qualcuno mi fermava per chiedermi una foto e mi faceva i complimenti, ma poi mi confidava che era della Roma. Che ridere…».
Cosa pensa di Totti?
«Per lui le parole contano poco. Sono i numeri e quello che a fatto in carriera a certificare il suo valore. Totti è uno dei top player del calcio mondiale». […]

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy