L’addio a Borgna. Presente anche Edy Reja.

L’addio a Borgna. Presente anche Edy Reja.

ROMA – I ricordi di gioventù di Francesco Rutelli, il racconto delle partite di calcio e del lavoro fatto insieme in tanti anni, fra le lacrime trattenute a fatica, di Walter Veltroni, gli aneddoti sorridenti di Goffredo Bettini. C’era tanta gente alla commemorazione laica di Gianni Borgna, storico assessore comunale…

ROMA – I ricordi di gioventù di Francesco Rutelli, il racconto delle partite di calcio e del lavoro fatto insieme in tanti anni, fra le lacrime trattenute a fatica, di Walter Veltroni, gli aneddoti sorridenti di Goffredo Bettini.
C’era tanta gente alla commemorazione laica di Gianni Borgna, storico assessore comunale alla Cultura, nella Protomoteca del Campidoglio, ieri pomeriggio, dove era stata allestita la camera ardente. Volti noti e non, a metà fra il raduno del «popolo di sinistra» dagli anni Settanta in poi e il ricordo commosso di una città che non ha dimenticato quando Borgna ha fatto, nei suoi 13 anni da assessore.

C’era il presidente Napolitano, il presidente della Regione Zingaretti e il sindaco Marino, l’attore pasoliniano Ninetto Davoli, Giuliano Ferrara, Marco Bellocchio, l’allenatore della Lazio Edy Reja, gli ex assessori della Giunta Veltroni, Roberto Morassut, Marco Causi, Dario Esposito, Jean Leonard Touadi, Silvio Di Francia e Giancarlo D’Alessandro, la deputata Ileana Argentin, Umberto Croppi. Dal centrodestra, con cui Borgna ebbe sempre rapporti franchi e corretti, hanno voluto salutarlo Marco Marsilio, Federico Mollicone, Dino Gasperini.

E ancora l’ex ministro della Cultura, Massimo Bray, il direttore del Maxxi, Giovanna Melandri, l’ex premier Massimo D’Alema. «Gianni mi aveva istruito sulle cose da dire nel giorno del suo ipotetico funerale – ha raccontato Francesco Rutelli – Lo avevo conosciuto a Firenze nel 1975 e tanti anni dopo Goffredo Bettini me lo suggerì come assessore alla Cultura. Mai scelta fu più azzeccata, sapeva coniugare gli eventi “popolari” con la cultura alta. Aveva una gigantesca capacità di ideazione».

Ha aggiunto Walter Veltroni: «Un vero uomo di sinistra che rispettava anche la cultura di destra, intelligente, buono, mite, geniale. Insieme abbiamo pensato di cambiare il mondo, abbiamo fatto quello che sognavamo da ragazzi. Lui voleva una Roma viva in ogni angolo, dal centro a Tor Bella Monaca. Attraverso 15 anni, e due Giunte legate da una fantastica ed esplicita continuità, ha aperto l’Auditorium, l’Ara Pacis, il Palaexpo, il Macro, il Planetario, il museo Bilotti, le Scuderie del Quirinale, l’Aranciera, palazzo Braschi, le Case del cinema, del jazz e dell’architettura, i teatri di Tor Bella Monaca, e di Ostia, l’India, l’ex Mattatoio, le decine di biblioteche in periferia e gli spazi di Villa Torlonia».

Era molto commosso anche Goffredo Bettini, che lo ha ricordato con una frase di Pasolini: «”Combattete per i vostri diritti, ma fatelo con grazia”. E lui con grazia ha combattuto anche la sua malattia». Borgna sarà sepolto nel cimitero acattolico di Piramide, quello in cui riposano I poeti John Keats e Percy Shelley, ma anche Gramsci, la Mafai e Gregory Corso. Lo ha annunciato il sindaco Marino: «Era il suo ultimo desiderio, ci siamo attivati per esaudirlo». (Corriere della Sera-Ed.Roma)

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