Lettera a Cittaceleste.it di un tifoso reduce da Varsavia. Fra estorsioni, alcool test e drug test allo stadio.

Lettera a Cittaceleste.it di un tifoso reduce da Varsavia. Fra estorsioni, alcool test e drug test allo stadio.

di Mirko Borghesi – ROMA – Quando parli con i tifosi della Lazio in trasferta, quando ti ritrovi davanti ad un gate freddo con loro, circondati dalla polizia, quando gli stessi ti fanno aspettare 15 minuti chiedendoti qualunque prova del mondo pur di essere sicuri che tu non sia un…

di Mirko Borghesi – ROMA – Quando parli con i tifosi della Lazio in trasferta, quando ti ritrovi davanti ad un gate freddo con loro, circondati dalla polizia, quando gli stessi ti fanno aspettare 15 minuti chiedendoti qualunque prova del mondo pur di essere sicuri che tu non sia un supporter, capisci che qualcosa non va. Sebbene a Madrid fossi andato verso le botte da orbi rifilate ai tifosi della Lazio nei pressi del Vicente Calderon, sebbene ad Atene mi fossi avvicinato agli esaltati del Gate 13 razzi alla mano, mai come in Polonia ho avuto la netta sensazione di tornare indietro nel tempo. Come ai tempi del regime comunista mi sono ritrovato nel ben mezzo di una vera e propria repressione di gruppo dalla quale mi sono salvato solo ed unicamente grazie al mio inglese e ad un pass stampa con il quale sono stato “scortato” verso l’entrata A1. Scortato su vie estremamente tranquille, in cui nulla ho incontrato. Quest’oggi, dopo la lettera di un tifoso reduce dal carcere al Corriere dello Sport, anche noi di Cittaceleste.it abbiamo ricevuto una lettera. Un’altra testimonianza di qualcosa che era giunto alle nostre orecchie, e cioè delle scenate una volta entrati nel gate:

“Ciao, purtroppo a causa del mio lavoro non posso sempre seguire la Lazio, ma quando lo faccio preferisco farlo in Europa. Dopo Madrid questa è stata la mia seconda trasferta. Una trasferta che si preannunciava insidiosa, ma non come quello che ho visto. Per fortuna io assieme ad un mio amico non abbiamo avuto problemi con la polizia. Volevo raccontarvi di una cosa che mi è successa. La sera dopo la partita mi accorgo di aver dimenticato il mio borsellino nel taxi con patente di guida, bancomat e soldi. La mattina successiva, mentre faccio il check out alla reception dell’appartamento spiego la situazione al direttore e lui magicamente mi chiama un taxi dando al tassista un bigliettino con il numero di telefono di colui che aveva ”ritrovato” solo i miei documenti. Mi avvio verso sto tipo e quando arriviamo lui mi chiede 300€ per ridarmi il tutto. Una vera e propria estorsione! Per non parlare di quello che è successo ai miei fratelli laziali. Ci hanno trattato come criminali e all’ingresso del settore ospiti ci hanno addirittura fatto alcool test e drug test e poi ci hanno portati in un camerino dove ci facevano togliere le scarpe. Spero solo che i politici che abbiamo si diano una mossa, perchè noi laziali non possiamo esser trattati cosi solo per aver fatto delle cose in passato. Parlo al plurale perchè siamo un unica famiglia e per me gli sparuti gruppi di minoranza non esistono. Non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo! ULTRAS LAZIO LIBERI”

Cittaceleste.it

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