LIVE – Cittaceleste.it a Varsavia. Il nostro inviato entra nel carcere dove c’è un gruppo di ragazzi uniti che non molla mai…

LIVE – Cittaceleste.it a Varsavia. Il nostro inviato entra nel carcere dove c’è un gruppo di ragazzi uniti che non molla mai…

Inviato: Simone Ippoliti. Redazione: Mirko Borghesi, Federico Terenzi, Roberto Maccarone. Cittaceleste.it riparte alla volta di Varsavia per raccontare quelli che, speriamo tutti, siano gli ultimi giorni dei laziali in carcere. Al grido di “liberateli”, ci affiancheremo ai genitori che stazionano fuori dal carcere di Bialoleka al fine di raccogliere le…

Inviato: Simone Ippoliti. Redazione: Mirko Borghesi, Federico Terenzi, Roberto Maccarone. Cittaceleste.it riparte alla volta di Varsavia per raccontare quelli che, speriamo tutti, siano gli ultimi giorni dei laziali in carcere. Al grido di “liberateli”, ci affiancheremo ai genitori che stazionano fuori dal carcere di Bialoleka al fine di raccogliere le loro testimonianze. Una vicenda scabrosa che attende ora l’arrivo del Presidente del Consiglio, Letta, previsto nella giornata di domani.



 



CITTACELESTE ENTRA NEL CARCERE DOVE SONO DETENUTI I LAZIALI GIUNTI A VARSAVIA LA SCORSA SETTIMANA PER SEGUIRE LA LORO LAZIO

TUTTI UNITI IN CERCA DI LIBERTA’

L’ATTESA – Con il fiato sospeso, un’attesa infinita. Si arriva al carcere, dopo un percorso adornato dalla campagna sterile di un luogo che pare abbandonato. Ad allietare la tensione, per quanto possa servire, il tassista capisce che siamo italiani, ed ecco che mette su una compilation di artisti che vanno da Toto Cutugno, Zucchero, passando per Umberto Tozzi. E fuori ci si mette il freddo gelido della Polonia, una tormenta di neve e macchine che come mine vaganti scivolano sul ghiaccio. Si arriva al carcere. Pian piano il sole si nasconde dietro alla struttura, la prigione di Bialoleka, che prende il nome dal quartiere della parte nord di Varsavia.  Un muro recintato che fa il giro dello slargo con il fil di ferro a fare da cornice. All’ingresso del carcere decine di famiglie fanno la fila, con la pazienza e con lo sguardo rivolto all’interno, dove sono i loro ragazzi. Ognuno col suo foglio di permesso in mano, si scorrono i cognomi nelle liste incrociandoli con il nome del proprio caro. Si passano scatoloni, con dentro viveri o abiti. Si oltrepassa la porta, poi ci sono i controlli. Si lascia tutto, dai telefonini, alla carta, alle penne, ai portafogli. Si entra senza nulla, o meglio, i più scaltri riescono a nascondersi qualcosa addosso, come le lenti per il figlio miope, un indirizzo da contattare, una lettera della fidanzata, una semplice foto che significa tanto.

IL CARCERE – Per arrivare alla zona dei colloqui, si riesce all’aperto, percorrendo un centinaio di metri, sempre sotto al freddo e alla neve. Finalmente dentro. La sala dei colloqui è estesa. Tavolini verdi di plastica come fossimo in un locale e il bar a disposizione per i più affamati. L’ambiente si spacca praticamente in due. Da una parte gli italiani, dall’altra i parenti dei ragazzi di altre nazionalità. Ad un lato, spicca fiero un megamurales con disegni di cartoni animati. Si scorge la Sirenetta, Winnie the Pooh. Un vero e proprio angolo per i giochi, per i più piccolini che si godono il divertimento ignari di quello che succede attorno a loro. Appesi alle pareti anche l’immagine di Papa Wojtyla e un altro paio di quadri di discutibile bellezza. I parenti intanto impegnano il tempo.  L’attesa per vedere e abbracciare i loro cari è di circa mezz’ora. Qualcuno fa la scorta, si ordinano panini con la cotoletta, qualche bevanda e snack di fortuna da dare poi ai ragazzi che, tuttavia, saranno costretti ad ingozzarsi non avendo la possibilità di portarli in “stanza”.

L’INCONTRO – Ed eccoli che compaiono. I ragazzi arrivano in fila sparsa per prendere posto al proprio tavolino dove i loro parenti li aspettano con ansia. L’emozione si tocca con mano, occhi lucidi, labbra sorridenti, abbracci pieni d’amore. Appaiono in buona salute e hanno voglia di parlare, proprio di tutto. Pian piano il brusio del chiacchiericcio sale nella stanza. Fremono per raccontare la loro giornata. Sveglia prestissimo, intorno alle 6:30 e poi una colazione all’americana. Dopo, c’è chi preferisce il rientro in “stanza” per un altro sonnellino, chi invece si intrattiene per scambiare due battute. Quindi il pranzo e l’ora d’aria. Ci sono dei campetti, anche uno da beach volley, ma nemmeno un pallone a disposizione. E’ il pomeriggio ad essere eterno e la mancanza di un semplice orologio mischia le ore non permettendo la giusta cognizione del tempo.  Nella confusione del chiacchiericcio generale, c’è chi chiede “Ma è vero che è morto Mandela?” E poi ancora si sente da un altro tavolo: “E la Lazio cosa ha fatto contro il Napoli?” . Una volta saputo il risultato della partita c’è chi scherza e dice: “Beh, per fortuna non l’ho vista…”. E’ questo l’umore. Un vero e proprio gruppo di ragazzi UNITI, che si aiutano, si consolano e si fanno forza. La piccola Nord è sempre presente anche nel carcere di Bialoleka. Facce pulite con accanto famiglie normalissime. In blocco sperano di passare insieme le feste e uscire da questo incubo in cui sono stati catapultati senza un chiaro motivo, colpevoli di essere capitati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. C’è chi ricorda alla madre più sbadata di essersi dimenticata di fare gli auguri alla nonna, c’è chi invece desidera di festeggiare a breve la fine di questa brutta storia con una cena tutti insieme. Fuori da Bialoleka attorno ad un tavolo di un ristorante a Roma, a mangiarsi una semplice pizza e commentare le partite della loro amata Lazio. Di colpo poi scende qualche lacrima. Una ragazza bacia e stringe a sé il suo fidanzato. E poi come una sorta di gong, dall’altoparlante si sente una frase incomprensibile – del resto è polacco – con il triplice fischio a sancire la fine dell’incontro. Ci si avvia verso l’uscita ed ecco spuntare due ragazze, parenti di altri, vestite da Babbonataline a portare un po’ di colore nel carcere di Bialoleka.

IL RITORNO – Un’attesa infinita, abbandonati nel nulla si cerca di chiamare qualche taxi per tornare all’ambasciata per l’incontro con il funzionario Mosconi. La temperatura non si commenta. C’è chi se la prende con il suo Iphone sempre a terra con la batteria e chi si lascia andare in racconti di barzellette per strappare qualche sorriso. Qualche sigaretta di troppo, nell’illusione di scaldarsi un po’.  Le buone notizie arrivano proprio dall’incontro in Ambasciata. Forse l’epilogo a questa brutta storia sta per arrivare. Tra lunedì e martedì dovrebbero essere analizzati i 10 casi dei condannati per direttissima, con l’intento di fargli abbandonare il carcere entro mercoledì. Per gli altri 12 in attesa di giudizio, si proverà il patteggiamento. Per venerdì, in teoria, potrebbero essere tutti liberi. Non mollare mai.



 

AGGIORNAMENTO ORE 19:12 Dopo l’incontro in ambasciata tra i parenti e il funzionario dell’ambasciata Mosconi, è emerso che il gruppo dei 10 ragazzi già condannati avrà con il giudice l’udienza. Più precisamente divisi in due gruppo: 4 il lunedì e 6 il martedì, per poi procedere alla scarcerazione. L’altro gruppo dei 12 ragazzi in attesa di giudizio, avranno l’udienza fissata giovedì e venerdi, in due blocchi divisi molto probabilmente in 4 e 8. 

VIDEO – Ecco il carcere di Bialoleka, dove sono i 22 ragazzi (20 italiani, un ceco e uno francese). Luogo isolato, temperatura sotto lo zero e fioccate di neve miste a un vento da togliere il fiato. 


Varsavia carcere di Bialoleka di cittaceleste

 

AGGIORNAMENTO 17:47 Dei 12 ragazzi in attesa di giudizio, 4 ne usciranno martedì, 4 mercoledì e 4 giovedì, dopo il patteggiamento. Questo è quanto emerge dall’incontro con l’avvocato. Non c’è ancora la certezza, ma per loro la via della libertà ora sembra essere più vicina. Per gli altri 10 già condannati, lunedì il giudice prenderà in esame 6 di questi casi. Si immagina anche che verranno valutate le situazioni degli altri 4. Per i tempi di scarcerazione ancora nulla è chiaro, ma certamente più rispetto a chi é in attesa di giudizio.

AGGIORNAMENTO ORE 14.29 -“La mamma di uno dei ragazzi detenuti mi ha detto che è venuta a conoscenza di un allarme bomba per 6 ministeri siti al centro di Varsavia e che per questo stanno per iniziare le evacuazioni“. Questo, l’ultimo aggiornamento per ordine cronologico che arriva in redazione direttamente dal nostro inviato a Varsavia, Simone Ippoliti. Cittaceleste ci tiene comunque a precisare che NESSUN organo di stampa e NESSUNA fonte UFFICIALE del governo Polacco hanno confermato tale ipotesi, che quindi, al momento, è destinata a rimanere tale.

AGGIORNAMENTO ORE 12.13 – Oggi alle 16 ci sarà l’incontro tra i parenti e l’avv. ROBERTO PRIVITERA. Il colloquio avverrà in ambasciata.

 6/12 – ORE 10.30 – Incontro in questo momento tra un ambasciatore italiano e il gruppo dei genitori. Si spera per la liberazione del gruppo dei 12 tra martedì e venerdi, dopo peró aver patteggiato. Per l’altro gruppo dei 10 già  condannati la tempistica è di 2 settimane. Un padre tuona all’ambasciatore: “Vedere i nostri figli dietro alle sbarre è un colpo al cuore. Per voi due giorni in più non fanno differenza, per quei poveri ragazzi invece significa tanto“. Tra poco il gruppo dei ragazzi partirà in direzione di Bialoleka, il carcere a 40 minuti da Varsavia. Questo (FOTO IN BASSO) è l’indirizzo dell’ambasciata, luogo ormai divenuto come una casa per le famiglie. Per ora, tutti sono in attesa di ricevere il permesso per la visita ai propri cari nel carcere di Bialoleke

IL DIARIO DEL GIORNO. (5-12-2013) di Simone Ippoliti:

Giornata intensa all’ambasciata italiana a Varsavia. Un gruppo di genitori e parenti che aspettano i loro cari, dietro le sbarre quasi da una settimana.          

L’INCONTRO – L’arrivo del Presidente Letta regala speranza. “Abbiamo ottenuto il massimo per quanto possibile – racconta la Signora Alessandra Verciglio dopo il colloquio con Letta – il Presidente ci ha dato la sua più completa disponibilità“. Racconti e storie che si incrociano, trovando corrispondenza negli occhi di chi aspetta. “È una sorta di incubo – confessa il padre di un ragazzo – è stato un processo farsa, con gli stessi poliziotti sorpresi dalla sentenza del giudice. Mio figlio ha 22 anni, è uno studente di geologia ed era insieme a suo cugino che è riuscito a scappare, trovando una via di fuga“.  Un destino beffardo inchiodato  dal codice polacco, che punisce la cosiddetta “Adunata sediziosa”. “Rei” di far parte di un corteo, seppur innocenti di qualsiasi atto. La polizia polacca non transige e preleva tutti quelli che trovano sotto tiro. E così è successo ai tifosi biancocelesti. C’è chi racconta addirittura di persone tirate fuori a forza dai taxi che passavano in quel preciso momento. Attimi di panico, paura, corse verso il nulla, per sfuggire da non si sa bene cosa. “Mio figlio – racconta Giovanni Stazzi, papà di Damiano – era alla sua prima trasferta. La S.S. Lazio non si è fatta viva, non ne so il motivo, ma qui non si è visto ne sentito nessuno. Siamo spaventati, non vediamo l’ora che vengano liberati”.              

RELAX – Si inganna il tempo, sembra paradossale, ma non è così. Attorno ad un tavolo della stanza 19 dell’ambasciata, i parenti parlano del piú e del meno. Lo stress é tanto anche per loro e per un attimo gli sguardi persi nel vuoto, sono allietati da una battuta, un sorriso, uno sguardo di intesa con chi condivide la tua stessa pena. Una madre racconta di aver portato le lenti a contatto a suo figlio miope, nascondendole addosso eludendo i controlli in carcere. Un altro racconta delle sue conquiste polacche, scherzandoci poi col parente nel corso dei colloqui. L’ambasciata dal canto suo, non fa mancare nulla ed ecco che spuntano per i più affamati panini a volontà. Sembra poi quasi un miraggio, quando si materializzano sul tavolo dei caffè espressi…  


WWW.CITTACELESTE.IT AMBASCIATA ITALIANA DI NOTTE di cittaceleste   

LA PICCOLA NORD – Si fa gruppo, ci si stringe come all’Olimpico. Così raccontano i genitori. Ora i loro figli stanno meglio. I ragazzi piano piano vengono sistemati in celle comuni. Si fanno forza i “tifosi”, ognuno pensa al suo futuro fuori da Bialoleka. Sono passati i primi giorni, quando dividevano la cella con altri detenuti.           

IL PUNTO – Questa sera i genitori dei ragazzi si raduneranno nuovamente in ambasciata per l’ incontro con uno degli avvocati per fare un punto della situazione. Domani sarà giornata di visite, centellinando con attenzione le 3 ore di colloquio concesse ai parenti nell’arco di un mese per chi è in attesa di giudizio. C’e chi invece non ci pensa, sperando di rivedere il suo ragazzo fuori da Bialoleka nel giro di pochi giorni. L’idea di tornare in Italia, a Roma per la maggior parte é sempre viva. Si strizza l’occhio alla speranza, di certo questo non é reato. 

AGGIORNAMENTO ORE 20:06  – Non c’è pace per i tifosi laziali trattenuti a Varsavia e per i loro parenti. Dopo i segnali distensivi arrivati in mattinata dal Primo ministro polacco, Donald Tusk, il ministro degli Interni, Barlomiej Sinkiewicz, ha fatto una brusca marcia indietro: “Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figlibanditi”. Questa la dichiarazione rilasciata alla tv polacca dal ministro, che ha tenuto a sottolineare che “la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri”.

AGGIORNAMENTO ORE 19:42 – Cambio di programma e tutti dall’avvocato. Il legale delle famiglie che doveva recarsi presso l’ambasciata italiana, riceverà nel proprio studio  i parenti dei ragazzi che ancora sono nel carcere di Bialoleka. Un colloquio per fare il punto della situazione, dopo l’ agitata giornata che ha visto piombare anche il Presidente del Consiglio Letta per l’incontro con i familiari. In cerca di una buona notizia e con la speranza che il tutto si possa risolvere il prima possibile, domani tutti si recheranno al carcere, per un altro colloquio e per stringere a se i loro cari. Cittaceleste naturalmente sarà lí, a raccontarvi in tempo reale le sensazioni e gli umori di chi sogna di uscire da questo incubo che sembra infinito. 

AGGIORNAMENTO ORE 16:20 – Ecco una informativa importante consegnata ai genitori dei detenuti riguardo alle visite per i propri figli in galera.

 

AGGIORNAMENTO ORE 16:06 – Precisazione importante, i genitori dei detenuti possono vedere i propri figli per un totale di 3 ore al mese.

AGGIORNAMENTO ORE 16:00 – Altra testimonianza raccolta dal nostro inviato di un padre degli arrestati: Sono stati costretti a scrivere delle carte in polacco, ho assistito ad un processo farsa, che avrebbero avuti pochi giorni di carcere su basi di articoli che non esistono. Sono in carcere per una motivazione che non gli compete. Sono scappati per alcuni disordini davanti al corteo da cui la polizia li aveva anche mandati via perchè considerati non aggressivi.Gli stessi poliziotti erano sorpresi della condanna per questi ragazzi.”


WWW.CITTACELESTE.IT GENITORI: “PROCESSO FARSA” di cittaceleste

 

 

AGGIORNAMENTO ORE 15:50 – Clima più disteso adesso tra i genitori e parenti, in una stanza dell’ ambasciata italiana. Si cerca di sdrammatizzare, chi ironizza in modo rispettoso sull accaduto. Chi non ha perso l occasione di qualche conquista polacca (ragazze). Questa sera ci sarà un incontro tra i genitori run avvocato, per Una sorta di briefing e fare un punto sulla situazione.

 

AGGIORNAMENTO ORE 15:30 – Coro unanime dei genitori, parla del fatto scandaloso riguardo al patteggiamento per i rinviati a giudizio. Consinste in 2 anni di carcere, 5 anni se reiterano (tornano in Polonia e ripetono l atto) 3 anni di daspo per competizioni europee, multa 600 euro. Tutto questo verrà presentato e mediato dall avvocato personale del ragazzo.

AGGIORNAMENTO ORE 15:00 – I genitori parlano alla stampa alla fine dell’ incontro con Enrico Letta. “Lo Stato sta facendo il massimo per sollecitare l’uscita dei nostri figli. Non ci sono delle date certe, c’è massima attenzione e sollecitazione per riportare i nostri figli a casa.”


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AGGIORNAMENTO ORE 14.49 – Altro punto focale per gli arresti, é la cosiddetta Adunata sediziosa. La polizia blocco gruppi di persone, inizialmente anche chi era per fatti loro e non per la partita. La polizia addirittura ha tirato fuori dai taxi delle persone. In tutto sono 22 persone, 20 italiani un ceco e spunta anche un francese. Tra i tifosi c’era anche uno dell’ Inter che aveva accompagnato un suo amico, gli hanno dato sei mesi. Il nostro inviato Simone Ippoliti ha anche parlato con un ragazzo che si è fatto solo la prima notte di galera per poi essere rilasciato senza un apparente motivo.

AGGIORNAMENTO ORE 14:44 – Emerge tra i vari colloqui che i funzionari di polizia non hanno operato in modo efficiente. Dalla Polonia cmq prima della partita,  era emersa nessuna richiesta da parte della digos, per controllare meglio la frangia più calda della tifoseria biancoceleste. Questo molto probabilmente avrebbe dato una mano, ma sicuramente non avrebbe aggravato le cose.

 

AGGIORNAMENTO ORE 14: 30 – Il primo consigliere dell’ ambasciata italiana, Luca Lepore ha incontrato le famiglie dei detenuti al termine dell’ incontro con Enrico Letta. ” Faremo di tutto per riportarli in Italia. E’ un nostro dovere, ci stiamo applicando per restringere i tempi, è un nostro dovere. Per me siete come una grande famiglia, in questo momento siete la mia famiglia. Anche l’ ambasciatore sono cinque giorni che non dorme.” Una madre risponde: ” Non ce ne andiamo finchè i nostri figli non torneranno in Italia.” L’ ambasciata ha fornito anche dei panini ai genitori sfiniti dall’ attesa.

AGGIORNAMENTO ORE 13:45 – Il premier Letta ha abbandonato il luogo dell’incontro con il Primo Ministro polacco, Donald Tusk. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai microfoni di Cittaceleste.it, presente. In merito ai fatti di Varsavia solo qualche parola in conferenza stampa: “Nel rispetto delle leggi e della separazione dei poteri, ho inoltrato richiesta alla Polonia di accelerare quanto più possibile l’applicazione delle regole così da rispondere alla grande preoccupazione che vige nell’opinione pubblica italiana”.


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AGGIORNAMENTO ORE 12:45 – Parla Giovanni Stazzi, papà di Damiano Stazzi uno dei ragazzi ancora detenuti nel carcere di Bialoleka: Sono Giovanni Stazzi papà di Damiano Stazzi.Faccio parte del comitato di genitori che incontrerà oggi il ministro Letta per chiedere al presidente di adoperarsi affinchè si possano accelerare al massimo le procedure di carcerazione dei ragazzi, accelerando al massimo le operazioni burocratiche, vogliamo che i nostri figli vengano scarcerati immediatamente. Io lo dico sinceramente non sono uno sportivo, non seguo il calcio era la prima trasferta a cui ha partecipato Damiano. Io non ho sentito nessuno della Lazio, qui non è venuto nessuno, la società non c’è mai stata.Io sono qui da sabato scorso, appena non ho avuto notizie da parte di mio figlio ho preso il primo aereo e sono venuto qui.”


WWW.CITTACELESTE.IT IL PADRE DI UN TIFOSO: “LA… di cittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 12:30 – Il nostro inviato ha intercettato un funzionario dell’ ambasciata italiana, Dottor Mosconi, che ha dichiarato: “Letta ha manifestato la volontà di venire in ambasciata per l’ incontro. Possibile tra un’ora

AGGIORNAMENTO ORE 12:19 – Questa è la stanza dove si sta svolgendo un colloquio tra i genitori dei ragazzi arrestati e i funzionari polacchi dell’ ambasciata per eleggere dei portavoce che incontreranno oggi pomeriggio il Primo Ministro Letta che li raggiungerà in ambasciata. Per il momento bocche cucite per disposizioni ferree dell’ ambasciata che non vuole rilasciare dichiarazioni alla stampa.

AGGIORNAMENTO ORE 11:56 – Il nostro inviato Simone Ippoliti ha realizzato un video con uno dei padri dei detenuti che ci ha aggiornato sulle condizioni di suo figlio.


WWW.CITTACELESTE.IT PARLA IL PADRE DI UNO DEI… di cittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 11:28 – Il nostro inviato ha raccolto la testimonianza di uno dei primi arrestati che è stato scarcerato ed ora tornerà in Italia che ha rilasciato delle importantissime rivelazioni:Io sono qui perché ero tra i primi arrivati e messi in carcere. Ora in ambasciata sono state fatte le istanze per la scarcerazione. Usciranno a scaglioni, ma non tutti insieme. Entro meta dicembre. I 22 ragazzi li ho visti, stanno bene e si trovano bene con gli altri carcerati. Sto tornando a Roma , ma penso di tornare.”

AGGIORNAMENTO ORE 11: 10 – Davanti all’ ambasciata uno dei padri dei ragazzi al nostro inviato: “Siamo qui per chiedere al presidente Letta di chiedere la scarcerazione. Ora é in corso una riunione tra i genitori dei ragazzi e uno funzionario di polizia interpool. Si sta preparando un documento per chiedere la liberazione immediata dei ragazzi”

AGGIORNAMENTO ORE 11:00 –  Il nostro inviato ha parlato con il padre di uno dei ragazzi e ci ha confermato: ” 12 ragazzi sono stati porcessati per direttissima e rischiano dai due ai tre mesi di carcere. Le condizioni nei commissariati sono state assurde, costretti a farsi la pipì addosso senza carta igienica. Un altro gruppo di 12 ragazzi sono stati rinviati a giudizio, rischiano due anni di carcere e tre di DASPO. “


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AGGIORNAMENTO ORE 10:00 – Ecco la foto e il video del Palazzo Belvedere dove si stanno incontrando il Primo Ministro Letta e il presidente Polacco Komorowsky. E’ impossibile per i giornalisti presenti fare domande ai due presidenti, si toccherà in maniera velata il tema dei tifosi.

 

WWW.CITTACELESTE.IT PALAZZO BELVEDERE di cittaceleste

 

 

 

 

AGGIORNAMENTO ORE 07:30 – Anche dalla Romania arrivano foto di sostegno per gli ultras laziali. Questa volta lo striscione è dei supporter della Dinamo Bucarest.

AGGIORNAMENTO ORE 21:34 – Ecco le parole del nostro inviato Simone Ippoliti che ha raggiunto il carcere di Bialoleka dove sono detenuti i 22 tifosi laziali. Ecco il clima che si respira nella città polacca: ” Panorama spettrale quello che porta al carcere di Bialoleka dove sono ancora in arresto i 22 tifosi biancocelesti. Un colloquio di uu’ora con i parenti stretti, poi il nulla. Uno spiazzale deserto perso tra le vie di Varsavia, a circa 45 minuti dal centro della città. Impossibile comunicare, la diffidenza da parte delle poche persone del luogo è quantomai paradossale. Pronunciare il nome Lazio, gli fa chiudere la bocca con una cerniera ben salda. Qui a Varsavia i fatti di giovedì sono rimbombati eccome. E quindi il silenzio più totale da parte di coloro che abitano nelle vicinanze del carcere di Bialoleka. Domani si tenterà di fare chiarezza con il doppio incontro del Presidente Letta prima con il Presidente polacco Komorowsky e poi con il primo ministro Tusk. Le famiglie dei ragazzi si presenteranno nel centro di Varsavia, luogo degli incontri per cercare un colloquio con il Presidente Letta. Tutto sotto l’occhio vigile dell’ ambasciata italiana. Sfidando il freddo, con i fiocchi che stanno imbiancando la città. In attesa di una buona notizia, la strada che porta alla libertà non è ancora ben definita.


WWW.CITTACELESTE.IT IL CARCERE DI BIALOLEKA… di cittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 20:20 – Il presidente del Legia VarsaviaBoguslaw Leśnodorski , ha convocato una dura conferenza stampa prima della partita che ha disputato la sua squadra ed ha usato parole dure nei confronti della Polizia polacca e del governatore: ” L’ Europa non fa altro che parlare dei fatti di Varsavia, ho letto della situazione dei tifosi della Lazio che non si trovano in buone condizioni, non hanno passato dei buoni giorni. Le leggi devono cambiare, sono rimaste ad Euro 2012 e non sono più applicabili. In questo momento, dopo la chiusura dello stadio, mi sento preso un pò in giro, sia dal governatore che dalla Polizia a cui noi abbiamo dato sempre la massima collaborazione, fornendo anche una lista dei ricercati chiamati a lavorare ai servizi sociali. Alla fine mi ritrovo anche i cani nel mio ufficio a cercare i bengala, una grande attrattiva per noi.

AGGIORNAMENTO ORE 20:00 – “In vista dell’incontro bilaterale di giovedì a Varsavia tra Italia e Polonia, ho telefonato questa mattina al presidente del Consiglio, Enrico Letta, per chiedergli di farsi personalmente carico della questione dei 22 tifosi italiani ancora detenuti in Polonia e di affrontarla direttamente nel corso dell’incontro con il primo ministro polacco Donald Tusk.” A parlare è nuovamente Giorgia Meloni, co-fondatrice di Fratelli d’ Italia che ha preso molto a cuore la questione dei tifosi della Lazio ancora detenuti a Varsavia.

AGGIORNAMENTO ORE 18:28 – Il nostro inviato Simone Ippoliti è da poco sbarcato in Polonia e già porta buone notizie. Le famiglie dei detenuti hanno incontrato in questi istanti i propri famigliari detenuti all’ interno del  carcere di Bialoleka. Il colloquio è durato circa un’ora. Domani il premier Letta arriverà alle 10,05 al Palazzo Belvedere dove avrà una visita di cortesia con il presidente della Polonia Komorowsky. Poi alle 10,40 ci sarà l’ incontro con il Primo Ministro Tusk al palazzo della Cancelleria. 

AGGIORNAMENTO ORE 18:00 – A parlare questa volta è il governatore della regione Manzovia, Jacek Kozlowski, in merito alla sicurezza della Pepsi Arena e sulla proibizione dell’ utilizzo di bengala, pratica molto utilizzata dai tifiosi del Legia che ha portato alla chiusura della stadio nella partita precedente a quella contro la Lazio. Intervistato da Erusport.onet.pl alla domanda sul fatto per il quale lo stadio non è stato chiuso contro la Lazio, visti anche i fatti dell’ andata quando i polacchi hanno messo a ferro e fuoco Roma, risponde così: “Il numero di tifosi della Lazio era molto limitato. Pensavamo che la Polizia polacca potesse gestire al meglio la situazione, non avvertivamo assolutamente alcun pericolo. Ci hanno parlato di alcuni disordini di una parte dei sostenitori biancocelesti ma pensavamo che la Polizia riuscisse a far fronte a questa situazione.

AGGIORNAMENTO ORE 16:37 – “Chiediamo un incontro ufficiale con il presidente del Consiglio Enrico Letta, che domani sarà qui a Varsavia per il Vertice intergovernativo con il primo ministro Donald Tusk. Da giorni siamo in Polonia per seguire personalmente cosa sta succedendo ai nostri ragazzi. Vogliamo illustrare al nostro premier la gravissima situazione venutasi a creare dopo gli arresti del 28 novembre e chiedere al Governo un intervento ufficiale netto e risolutivo per riportare a casa immediatamente i nostri figli ingiustamente detenuti in Polonia”. Lo dichiara in una nota Roberto Giovaninni, portavoce dei genitori dei ragazzi detenuti a Varsavia che, assieme agli altri genitori, attende aggiornamenti presso l’ambasciata italiana a Varsavia.

AGGIORNAMENTO ORE 16:30 – Gli eurodeputati di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e Marco Scurria, da ieri sera a Varsavia per seguire da vicino la vicenda dei 22 tifosi laziali ancora detenuti, hanno visitato il carcere di Bialoleka e incontrato alcuni dei ragazzi. “I ragazzi nei giorni del fermo hanno subito un trattamento non degno di un Paese dell’Unione europea. Ora le condizioni di detenzione sono migliorate, ma abbiamo voluto incontrare il direttore del penitenziario per segnalare alcuni aspetti ancora critici. pesa psicologicamente sui ragazzi l’incertezza assoluta, l’indefinitezza del quadro accusatorio e la difficoltà nei contatti con le famiglie. Ora e’ tempo di accelerare la risoluzione del caso, intensificando le pressioni a tutti i livelli perché vengano ridotti al minimo i tempi burocratici per consentire il pieno diritto alla difesa e l’individuazione di una soluzione definitiva che porti alla scarcerazione, in attesa di verificare in sede processuale le effettive responsabilità. Ci uniamo alla richiesta che Giorgia Meloni ha formulato al premier Letta di porre la questione in cima all’agenda del vertice di domani a Varsavia e di rendersi disponibile ad incontrare i familiari dei ragazzi”.  Lo dichiarano in una nota congiunta gli eurodeputati di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e Marco Scurria.

AGGIORNAMENTO ORE 16:21 – Ha parlato il tenente colonnello Jaroslaw, direttore del carcere di Bioleka a Varsavia dove si trovano attualmente 22 tifosi italiani ed uno della Repubblica Ceca per un totale di 23 tifosi. “E‘ inutile alzare tutto questo polverone che in questo momento c’è. A nessun detenuto è accaduto qualcosa di brutto, sono ben tenuti e ben curati, soggiornando in appositi siti creati apposta per loro.” Ammette anche ai media polacchi che: ” Ci è stato chiesto dall’ ambasciatore italiano di incontrare i detenuti e accogliamo la sua richiesta di potersi unire al gruppo per vedere come stanno. Alcune TV italiane ci hanno chiesto di poter fare delle interviste con i detenuti ma non possiamo accordare questa richiesta per ragioni di ordine e sicurezza.” Inoltre sulla presunta scarsità delle razioni di cibo date ai detenuti è intervenuto Mariusz Mrozek, portavoce del capo della polizia di Varsavia: ” La legge è uguale per tutti siano cittadini stranieri o polacchi viene data a loro la stessa razione di cibo, vengono trattati allo stesso modo senza distinzione alcuna.”

AGGIORNAMENTO ORE 15:53 – Massima solidarietà anche dal gruppo storico dei tifosi della Juventus “Tradizione Juventus Antichi Valori” che ha esposto uno striscione di fronte al consolato polacco a Torino: “ULTRAS LAZIO LIBERI!

AGGIORNAMENTO ORE 15:05 – (ANSA) – ROMA, 4 DIC – Sulla questione dei tifosi della Lazio fermati e arrestati in Polonia, ‘la ricostruzione formale dei fatti di giovedì, venerdì e sabato è arrivata questa notte, ma altri dettagli vanno chiariti’. Lo ha detto il Ministro degli esteri Emma Bonino, in diretta a Radio Radicale dal ministeriale Nato di Bruxelles, alla quale partecipa oggi. ‘Chiediamo – ha aggiunto – di avere risposte esaustive su tutti gli altri fermati, soprattutto sul corteo e gli incidenti di giovedì’.

AGGIORNAMENTO ORE 14:58 – Finito l’imbarco. Si parte per Varsavia.

 

 

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