Processo Mauri: mancano le motivazioni degli altri condannati

Processo Mauri: mancano le motivazioni degli altri condannati

ROMA – Leggi e rileggi, studi le motivazioni – pubblicate l’11 novembre u.s. – che hanno portato alla condanna a 9 mesi di Stefano Mauri per la doppia omessa denuncia circa gli illeciti maturati nei match Lazio-Genoa e Lecce-Lazio (rispettivamente del 14 e 22 maggio 2011), vuoi fare un confronto…

ROMA – Leggi e rileggi, studi le motivazioni – pubblicate l’11 novembre u.s. – che hanno portato alla condanna a 9 mesi di Stefano Mauri per la doppia omessa denuncia circa gli illeciti maturati nei match Lazio-Genoa e Lecce-Lazio (rispettivamente del 14 e 22 maggio 2011), vuoi fare un confronto con le ragioni che hanno portato alla riduzione di pena di Ferrario (da sei a 4 mesi per omessa denuncia in Lecce-Lazio) o all’assoluzione di Milanetto e scopri che qualcosa non torna. Più precisamente, il confronto è impossibile perché le motivazioni relative alle posizioni degli altri tesserati non sono state ancora pubblicate, ma facciamo un passo indietro. Il 16 agosto scorso la Corte di Giustizia Federale, a Sezione Unite, tramite la segreteria della Figc, pubblica il dispositivo contenente l’ordinanza interlocutoria riguardante unicamente la posizione di Stefano Mauri, rendendo note le decisioni degli altri tesserati. Il collegio presieduto dal giudice Mastrandrea ha scelto di diffondere infatti un comunicato ulteriore per spiegare le ragioni della propria pronuncia relativa alle posizioni di Milanetto, Ferrario e gli altri deferiti, motivazioni che la segreteria della Figc avrebbe dovuto produrre sul sito della Figc nella seconda metà di agosto, ma evidentemente il caldo, l’eccesso di cocomero o, più semplicemente, una dimenticanza, ha fatto sì che tale documento rimanesse nel cassetto di chi doveva renderlo noto tramite l’organo ufficiale di Via Allegri. Perché tale lacuna è emersa solo ieri sera?

 

Semplicemente, nessun deferito aveva un vero interesse a conoscere le motivazioni per ricorrere al Tnas, né Milanetto che è stato assolto e che, ovviamente non adirà l’organo presso il Coni, né, ad esempio, lo stesso Ferrario che per l’omessa denuncia a lui attribuita e da lui stesso ammessa (“Zamperini mi propose di alterare il match, mi chiese di incontrare un suo amico (Ilievski) ma io rifiutai”, ndr), è stato condannato a 4 mesi, il minimo previsto dal Codice di Giustiza Sportiva, impossibile da riformare in meglio al Tnas. Ieri sera, dopo un vorticoso giro di telefonate è emersa la verità sulla mancata pubblicazione delle motivazioni, i componenti della Corte di Giustizia Federale hanno fatto pienamente il loro dovere, qualcun altro, forse per l’estate già inziata, pensando alle valigie si è dimenticato di cliccare “Invio” per rendere note le motivazioni: da stamattina saranno diffuse sul sito Figc.it. (Gianluca La Penna – Radiosei.it)

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